Dopo la “pipa che non è una pipa” dell’episodio precedente, continuiamo questo piccolo excursus semiserio nell’irrealtà. Lo sapevate che nel Calendario Gregoriano, ovverosia quello che abbiamo in uso sin dal lontano 1582, (qui in Toscana, in verità, molto più tardi, dal 1750), da domenica 5 ottobre a domenica 12 ottobre viviamo in una settimana che, a quei tempi, non è esistita? Accadde, infatti, che, per riallineare il calendario alle stagioni, i giorni dal 5 al 14 ottobre 1582, all’epoca dell’adozione di quel calendario per opera di Papa Gregorio XIII – che gli diede il nome -, vennero saltati a piè pari, come se non ci fossero mai stati. Risultato: nel 1582 nulla accadde in quei giorni, nessuno vi nacque, nessuno vi visse e nessuno vi morì. E se non ci credete, provate ad azionare qualsiasi motore di ricerca e qualsiasi IA, ed interrogateli a riguardo. Vi daranno sempre la stessa risposta. Quelle ore del 1582 sono un buco nero senza ingresso e completamente vuoto: un film messo in pausa che riprese a scorrere il successivo 15 Ottobre, quando la stessa mano invisibile che lo aveva interrotto azionò nuovamente il tasto “Play”.
In pratica, fu come se i frutti del biblico albero della conoscenza, in quella decade di giorni, non fossero stati minimamente considerati dagli Adamo ed Eva di turno. Anche perchè, di fatto, non serviva alcun albero della conoscenza. Nessuno sapeva niente di niente, perchè non c’era niente da sapere, non essendoci manco il contesto in cui qualcosa potesse, eventualmente, verificarsi. Tuttavia, per quanto dichiarate convenzionalmente inesistenti, qualcosa sarà ben dovuto accadere, in quelle ore, no? E siccome gli stessi frutti del suddetto albero della conoscenza (in barba a chi, da sempre, li ha tradizionalmente identificati come mele 🍎), in realtà non si sa manco che frutti fossero (il testo biblico non lo specifica mai), allora possiamo anche inventarcelo da soli, cosa accadde in quella dieci giorni.

E, se volete un frutto della conoscenza adeguato per una roba simile, potrete trovarlo al Civico 8 di Via S. Maria, nel misterioso rilievo che fa bella mostra di sè sulla parete. Già inserito in lanterna, come fosse una luce che debba guidarvi alla scoperta di una storia completamente da creare sin dal principio, si stenta a capire che frutto sia.
È una melagrana? È un ravanello? È una rapa?
E chi lo sa. Già ai tempi della cacciata dall’Eden c’era un mondo completamente da fare, costruire e ripopolare. Non c’era tempo per starsi ad interrogare se il frutto che ci aveva sbattuto in quella situazione fosse una mela o che altro. A ‘sto giro, allo stesso modo, c’è da scrivere (letteralmente) di sana pianta una storia che qualcuno ha voluto non fosse mai e poi mai scritta. Se l’impresa vi intriga, non vi fate tante domande: andate a cogliere il frutto che nessuno sa e scrivetela voi, questa storia che nessuno sa. Così, finalmente, la sapremo.
P.s.: chi scrive è un serpente parlante😄🐍.
