Sarò franco con voi. Come Franco è denominato questo personaggio, inciso sullo stipite di quel civico 6b della Via Carriona di cui abbiamo già discorso in questa sede, tempo fa. Francamente devo confessarvi che, all’epoca, non mi ero minimamente accorto di lui.
“”Franco“, come franco era, in quanto di lingua francese, se pur belga, quel Renè Magritte che, nel 1929, dipingeva una bellissima, smaltatissima ed estremamente realistica pipa, salvo farla accompagnare da una didascalia che, testualmente, – e, in apparenza, paradossalmente- recitava: “Ceci n’est pas une pipe” (in italiano: «Questa non è una pipa»).
“Il Tradimento delle Immagini”, era significativamente intitolata quell’opera. Il messaggio sottinteso era che, di fatto, quella che il pubblico ammirava non era realmente una pipa, bensì, semplicemente, la sua raffigurazione pittorica.
E c’era una bella differenza!
Lo stesso Magritte, del resto, affermava: “Chi oserebbe pretendere che l’immagine di una pipa è una pipa? Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno. Quindi, non è una pipa”.
Ma, in tutta franchezza, la soluzione al mistero è più semplice di quanto si possa pensare: chi può fumare l’immagine di una pipa? L’immagine di un fumatore di pipa, è ovvio!
Ed eccolo qui, il nostro Franco, intento, per l’appunto, a fumarsi in pace la sua buona pipa, che, magari, non sarà mai una pipa per noi, ma, di sicuro, lo sarà sempre per lui😁.
E scusate la franchezza.
