Amanti del cinema, questo è per voi. Titoli di ogni genere, ogni anno, piovono nelle sale cinematografiche anche se, dopo il periodo Covid, a farla da padrone sono diventate le pellicole per la televisione o le serie tv. I titoli migliori si contendono premi prestigiosi come il Golden Globe, il BAFTA, l’EFA, il SAG Award o il più prestigioso Premio Oscar. E, poi, ancora, ci sono il Festival di Cannes, il Leone d’Oro di Venezia, l’Orso d’Oro di Berlino, il Sundance Film Festival o gli italianissimi Nastro d’Argento ed il David di Donatello. Questi premi riconoscono, non solo l’importanza di un, film ma anche la bravura di registi e dei singoli attori nonché di attività parallele fondamentali per la realizzazione di un film come la scenografia, il montaggio, gli effetti speciali ed altre sottocategorie non meno importanti. Realizzare un film di successo necessita l’impegno di molte persone, ognuna di esse specializzata in un particolare settore della produzione e quando il progetto realizzato balza agli onori della storia, vuol dire che tutto ha funzionato al meglio ed il meritato successo di pubblico ne è la miglior cartina tornasole. Cosa succede però quando le cose vanno male e quello che doveva essere un progetto vincente si rivela un fiasco totale?

Ebbene dal 1981, il giornalista John J.B.Wilson ha pensato bene di celebrare gli insuccessi del grande schermo con un premio chiamato Golden Raspberry Award, più noto come Razzie Award, da consegnare la sera prima della cerimonia per la consegna del più noto Oscar Academy Award. Il premio consegnato dalla Raspberry Foundation, consiste in un lampone (raspberry) appoggiato su un nastro Super 8 dipinto in oro del valore di 4,97 dollari. Il lampone è stato scelto traendolo dalla locuzione inglese “to blow a Berry” che significa fare una pernacchia. Così come nei premi più prestigiosi, oltre al film peggiore dell’anno precedente, esistono riconoscimenti per le varie categorie e, qualche volta, a comparire tra i finalisti ci sono attori scarsi o semi sconosciuti, più spesso sono proprio quelli più titolati a contendersi i premi. Guardiamoli da vicino. Per il peggior film in assoluto spiccano le vittorie nel 1984 di “Bolero Extasy”, un film che almeno in Italia fece salire i livelli ormonali a tre quarti del pubblico maschile grazie all’interpretazione del sex symbol dell’epoca Bo Derek; sorprendono l’anno dopo: “Rambo II” e nel 1989 “Star Trek V”. Scorrendo velocemente la lista, spicca nel 1993 “Proposta indecente” e nel 1995 “Showgirl” di Paul Verhoven, il regista di “Basic Instinct” per intenderci. “Striptease” nel 1996 e “Wild Wild West” nel 1999, il remake di “Travolti da un insolito destino nel mare d’agosto” di Guy Ritchie con Madonna e Adriano Giannini nel 2002 (remake terrificante, n.d.r.), “Catwoman” nel 2004 e ancora “Cinquanta sfumature di grigio” nel 2015, insomma scorrendo le liste e leggendo i candidati c’è di che rimanere davvero stupiti. Tra tutti questi titoli figurano anche alcune pellicole italiane candidate ma non vincitrici come “Amore senza fine” di Franco Zeffirelli nel 1981, “Hercules” di Luigi Cozzi nel 1983 e “Pinocchio” di Benigni nel 2002. Il film più premiato di sempre è “Jack and Jill” che ha ricevuto dieci riconoscimenti in tutte le categorie in cui ha partecipato. Alla voce peggior attore saltano all’occhio Lawrence Olivier, Sylvester Stallone, Kevin Kostner, Burt Reynolds, Bruce Willis, Adam Sandler e John Travolta, ma ecco alcune curiosità: gli unici quattro attori italiani comparsi in questa lista sono stati Luciano Pavarotti per “Yes, Giorgio” nel 1982, Adriano Giannini per “Travolti dal destino” nel 2002, Roberto Benigni che ha pure vinto nel 2002 per “Pinocchio” e Michele Morrone per “365 giorni” nel 2020.

L’attore più premiato in assoluto è stato Sylvester Stallone con 10 premi, compreso quello per essere stato nominato il peggior attore del XX secolo, a fronte di ben 31 candidature, al contrario, la sua controparte Arnold Schwarzenegger ha ricevuto il titolo di “perdente dei perdenti”, per essersi candidato ben 8 volte senza mai vincere una sola volta. Nella categoria femminile fanno figura alcune vere bombe sexy della loro epoca: Bo Derek, Brooke Shields, Sharon Stone e Demi Moore. L’attrice più premiata è stata Madonna con ben otto riconoscimenti tra i quali peggior attrice del XX secolo, seguita a ruota da Bo Derek con tre e Sharon Stone, Demi Moore e Pia Zadora con due. Dom DeLuise, Eddie Murphy, Adam Sandler e Tyler Perry sono gli unici attori di sesso maschile che, interpretando un ruolo femminile, hanno vinto il premio come peggior attrice.

Sandra Bullock invece è l’unica attrice ad essere stata premiata ai Razzie e a ricevere l’Oscar il giorno dopo nel 2010 per il film “The blind Side” . Le altre categorie prevedono premi per il peggior attore non protagonista, la peggior attrice non protagonista, il peggior regista, il peggior esordiente, la peggior coppia. Quest’ultima categoria merita qualche citazione riguardo: nel 1995 hanno vinto il cast completo in qualsiasi combinazione possibile di due persone (o due parti del corpo) nel film “Showgirl”, nel 1988 Leonardo DiCaprio e Leonardo DiCaprio nella parte dei fratelli gemelli ne “La maschera di ferro”; nel 2000 John Travolta e chiunque condivida lo schermo con lui in “Battaglia per la Terra” (secondi arrivarono “due attori qualsiasi” in “ Blair Witch 2”), nel 2001 Tom Greene e qualsiasi animale di cui abbia abusato in “Freddy got fingered”, nel 2004 G.W.Bush e a scelta tra Condoleeza Rice o la sua capretta per “Fahrenheit 9/11”, nel 2010 l’intero cast di “Sex and the city 2”, nel 2011 Adam Sandler e Adam Sandler per “Jack and Jill”; nel 2014 Kirk Cameron ed il suo ego per “Saving Christmas”, nel 2017 due qualsiasi odiose Emoji in “Emoji”, nel 2019 qualsiasi palla di pelo di mezzi felini e mezzi umani nel film “Cats” e nel 2020 Rudolph Giuliani e la sua cerniera in “Borat – seguito di film cinema” .
Dal 1994 viene premiato il peggior remake, presule, sequel o rip off, segue poi il premio alla peggior sceneggiatura, alla peggior canzone originale (nel 1997 fu premiata l’intera colonna sonora del film “L’uomo del giorno dopo”), dal 2004 il Razzie Redeemer Award assegnato a quegli attori che nonostante tutto possono proseguire la loro carriera e dare di più e infine dal 2010 il peggior uso della tecnologia 3D.Insomma una serie di premi sicuramente non desiderati e che spesso non vengono nemmeno ritirati dai vincitori, tranne qualche eccezione come Tom Green, Halle Berry e Sandra Bullock perchè a volte saper ridere dei propri insuccessi può spianarci la strada per altrettanti successi.

A proposito, se siete curiosi di sapere perché, quando si fallisce si dice fare fiasco, racconta la leggenda che un certo Domenico Biancolelli, attore comico italiano del XVII secolo, fosse così bravo da poter improvvisare una scena comica, servendosi solo di oggetti che recuperava in scena. Un giorno si cimentò recitando con un fiasco in mano senza riuscire a strappare anche una sola mezza risata al pubblico, preso dalla frustrazione lo lanciò via dicendo che la colpa del suo insuccesso fu dovuta proprio al fiasco, anzi sembra davvero che esclamò la frase “stasera ho fatto fiasco”. Da quel giorno quella bottiglia divenne il simbolo dei peggiori insuccessi.
