Arriviamo presto per goderci una giornata di mare: un vento impetuoso crea onde che fanno arrivare un pungente e piacevole profumo di mare. Sistemiamo i lettini a riva stando attenti alla risacca che arriva in prossimità delle nostre scarpe. Accanto abbiamo l’accademia del punto croce, ovvero una combriccola di signore intente a spettegolare sugli assenti. Ascoltiamo discorsi tipo: “Hai visto Luciano e Maria se so’ lasciati, pare che lui cià n’artra.” “Ma che me stai a dì, nun ce posso crede’, me immagino quelle pore creature de li fij.” Passa il carrettino delle pannocchie alla brace, un signore ne acquista una e si fa mettere maionese e ketchup da bottiglie che sembrano uscite da una discarica, per fortuna gli danno anche un Imodium, che fa parte del pacchetto: pannocchia, maionese, ketchup e Imodium. Oggi non c’è l’autista Uber, in compenso c’è un signore anziano che perlustra la spiaggia in cerca di chissà cosa. Faccio un bagno malgrado il mare grosso e provo a rilassarmi, fino a quando una bambina urla come un soprano nella Tosca, producendo battiti accelerati e un ki te muort. Il vento aumenta anche perché le previsioni per il lunedì sono di pioggia, nel frattempo l’accademia del punto croce si perde in considerazioni filosofiche sulla vita dei separati. Arriva l’ora di andare via, aspetteremo la prossima settimana per sapere se Luciano è tornato a casa: “Torna Lucià, che le signore soffrono!”.
Pettegolezzi a punto croce
