E va bene, ne avevamo già parlato un’era geologica fa, su queste stesse pagine, ma il concetto rimane di bruciante attualità: questa città non riesce a mettersi d’accordo sui santi.
Il Santo Patrono originale sarebbe San Ceccardo, che ha un quadro che ne ritrae il martirio a sovrastare il di lui tumulo… entrambi, tuttavia, posti dentro la cattedrale consacrata a quello che è diventato, di fatto, il santo patrono ufficiale, con fiera annuale molto più grande, ovverosia Sant’ Andrea.
Fra questi due aureolati litiganti cercano di inserirsi numerosi terzi, aspiranti gaudenti: non è raro, infatti, rinvenire, in giro per Carrara, numerose effigi di altri santi e sante. Uno su tutti, però, sembra determinato a spuntarla sugli altri.
Addirittura, un quartiere comunale porta il suo nome (come già San Francesco, San Giacomo, San Martino e lo stesso San Ceccardo, ad onor del vero…😅).
Sto parlando, lo avrete intuito, di Sant’ Antonio, il santo portoghese trapiantato nel padovano, che è molto frequente incontrare fra le maestà e le sculture che punteggiano il centro storico nostrale.
Sarebbe tuttavia banale limitarsi a tali riscontri. Siccome, lo avranno notato i tre coraggiosi che ancora si ostinano a leggere le mie corbellerie, ultimamente mi ha posseduto la scimmia delle iscrizioni sugli stipiti delle case… beh, perchè non cercarlo lì, dico io?
Recatevi, dunque, presso il portale a volta del civico 16 della Via del Bozzo, e nell’interno dello stipite alla vostra sinistra, potrete scorgere la sua inconfondibile silhouette, con Bambin Gesù d’ordinanza in braccio. Una effige a cui sarete passati davanti decinaia di migliaia di volte, ma che, mi permetto di opinare, nessuno di voi aveva mai notato prima d’ora.
Beh… se di ingresso a volta si tratta, c’è sempre una prima volta, no? E, se l’Antonio, con questo suo insistito presenzialismo apuano, davvero ambisce a diventare lui, il patrono cittadino, sia mai possa essere la volta buona che ci riesce …😅..

