E’ stata una settimana di solleone, di caldo estivo meraviglioso, nel quale, ovviamente, ho lavorato in giacca e cravatta. Arriva la domenica e il cielo sembra dire: “Ma che volevi andà ar mare, poro illuso!”. Attendiamo gli sviluppi nella speranza che il tempo migliori, nulla da fare. Decidiamo di andare nell’unico luogo fruibile in queste occasioni, il centro commerciale. Ci dirigiamo verso Euroma: arriviamo e scopriamo che altre migliaia di persone hanno avuto la stessa idea. Dobbiamo parcheggiare in provincia di Viterbo e dopo una lunga e corroborante passeggiata, arriviamo all’entrata. Fuori ci sono i fumatori compulsivi, che sembra il parco con i tossici. Entriamo e ci accoglie un profumo intenso di cipolla, tipo mercato arabo. Ci sono i saldi e donne trascinano uomini che hanno la faccia che dice tutto: vorrebbero essere in qualsiasi altro posto, anche a guardare un combattimento di galli. Il negozio più affollato è quello della mela morsa che vende i telefoni cellulari. Ci passa accanto una coppia. Lui chiede: “Che te sei comprata?” “Ho comprato i zinali, che erano tutti rovinati.” Per quelli che leggono fuori dal raccordo anulare, lo zinale è il grembiule che protegge i vestiti quando si cucina. Vorremmo mangiare qualcosa, ma c’è talmente tanta gente che il pranzo potrebbe diventare cena. Usciamo dal centro commerciale e torniamo a prendere la macchina in provincia di Viterbo. Piove ancora più intensamente, un temporale estivo molto forte, anche se l’informazione li chiama bombe d’acqua. In questi tempi di guerre sparse per il mondo, il termine bomba forse sarebbe da evitare: esiste il termine temporale, nubifragio, pioggia intensa, l’italiano è una lingua meravigliosa, usiamola.
Bombe d’acqua e zinali (grembiuli)
