Riprendiamo il buffo ciclo dei volti incisi sugli stipiti delle porte di Carrara, e soffermiamoci su uno stipite assolutamente non banale, di una casa assolutamente non banale, che, infatti, propone un profilo assolutamente non banale. Parliamo della prima abitazione che incontriamo imboccando la Via Santa Maria, provenendo da Piazza Accademia. La cosiddetta “Casa Repetti”, uno dei pochi esempi di abitazione medioevale sopravvissuti in città, così chiamata perchè l’illustre geografo, storico e naturalista apuano, autore di un apprezzatissimo “Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana”, vi abitò nel millesettecento.
Al di là della suggestiva facciata marmorea, tutta formelle, finestre colonnate, simbologie e bestie medioevali assortite, la casa ci colpisce proprio per il volto che fa bella mostra di sè a fianco della canala che corre verticale lungo il marmo.
Eggià, perchè la palazzina sarà anche stata abitata dall’Emanuele Repetti, vi avrà pure soggiornato, come vuole la tradizione, il poeta del “Canzoniere”, Francesco Petrarca, ma è proprio quel volto, a prendersi di prepotenza le luci della ribalta. E non potrebbe essere altrimenti, trattandosi del volto nientemen che del grande Dante Alighieri in persona.

Pensavate che colui che è considerato il padre della lingua e della letteratura italiana non avesse un proprio monumento in Carrara? Lui, che Carrara la cita finanche nell’Inferno, al canto XX:
“(…) Aronta è quel ch’al ventre li s’atterga,
che ne’ monti di Luni, dove ronca
lo Carrarese che di sotto alberga,
ebbe tra ‘ bianchi marmi la spelonca
per sua dimora; onde a guardar le stelle
e ‘l mar non li era la veduta tronca (…)”……
Davvero pensavate che la nostra città non lo avesse, a propria volta, celebrato in qualche modo?
Beh, avevate torto.
Eccolo, il suo monumento apuano, letteralmente…alla faccia di Repetti e Petrarca!!!!😄

