Sono innumerevoli e intrecciati i fili che collegano la Toscana e il Trentino: penso alle città gemellate, Firenze unita a Trento, Rovereto a Pistoia, ma anche a due paesi, Pergine Valsugana a Pergine Valdarno, che condividono un legame soprattutto nominale dovuto a probabili origini romane o pre-romane. Ci sono testimonianze che documentano gli scambi commerciali e culturali già nell’età del ferro tra gli Etruschi, civiltà fiorita in Toscana, in Umbria e in Lazio, e i Reti, popolazione alpina stanziatasi nel Trentino, Alto Adige, Tirolo e parti della Valtellina tra il VI e il I secolo a.C. Nella Villa romana di Lodron a Trento, sono stati rinvenuti reperti anche di origine retica, in particolare una spilla in bronzo a forma di cavallino datata tra il VI e il IV secolo a.C.. Sotto Piazza Cesare Battisti, in pieno centro a Trento, lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas offre una visione della Tridentum romana, mettendo in evidenza la continuità e l’evoluzione delle popolazioni locali come i Reti, prima della romanizzazione.

Trentino significa storia, cultura, arte, e soprattutto scenari naturali altamente distensivi valorizzati da ospitalità e accoglienza schiette. Sull’Alpe Cimbra, altopiano montano che include i comuni di Folgaria, Lavarone e Luserna, si trova Guardia, paesino di 50 anime rinomato per i suoi murales, in cui non è raro che gli abitanti aprano spontaneamente la porta di casa ai forestieri. La cordialità, l’operosità dei trentini è proverbiale e potrebbero perfino esserci di ispirazione nella gestione del nostro turismo per efficienza organizzativa, ricettività, ecosostenibilità, inclusività e soprattutto per il rispetto e la conservazione delle tradizioni. La lingua cimbra, una variante dell’antico bavarese, dal medioevo è ancora custodita e parlata da molte persone a Luserna. Un’altra lingua di origine bavarese, importata da minatori germanici, il mòcheno, è parlata da circa 800 persone nella Valle dei Mòcheni, suggestiva isola linguistica.
Il Trentino promette e mantiene: monti, boschi, prati, sentieri tematici, chilometri di piste ciclabili, rifugi, malghe, trekking, mucche da “adottare”, prodotti tipici da assaggiare, acque limpide in cui tuffarsi. In Valsugana, per esempio, due laghi si sono aggiudicati la Bandiera Blu, quello di Caldonazzo, balneabile e relativamente caldo, e quello di Levico circondato da boschi che amplificano l’effetto rilassante, rinvigorente e balsamico. La valle offre le terme curative di Levico e Vetriolo con acque arsenicali- ferruginose convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale. Il fresco in estate è garantito se si visita l’Orrido di Ponte Alto, ideale per trovare bellezza e refrigerio.

In Trentino la possibilità di imparare, perfezionare, o solo vedere sport in mille sue forme, rappresenta un’attrattiva preziosa davvero per tutti, grandi, bambini e perfino per persone con disabilità fisiche, sensoriali o intellettive. Se in inverno, con l’utilizzo di monosci, dualski, ausili acustici e supporti tattili, e accompagnati da istruttori qualificati, molti hanno potuto scoprire il piacere della neve in sicurezza, in estate si replica: “Scie di Passione” propone attività outdoor accessibili a tutti e senza barriere.
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