Quest’oggi ho battuto a tappeto la zona dei distributori automatici, sul luogo di lavoro, letteralmente ubriacandomi di caffè e di “Bevanda al gusto di tè”. Un gesto all’apparenza insignificante (oltre che profondamente ed apparentemente idiota), ma, in realtà, molto più profondo di quanto si possa pensare, in quanto finalizzato a rendere omaggio ad un monarca del passato: un vero ganzo, credete a me.
Costui, infatti, nel 1771, condusse un singolare esperimento, imponendo a due detenuti per omicidio (dopo aver commutato la loro pena da quella capitale in ergastolo) di bere, l’uno tre tazze di caffè al giorno, l’altro tre tazze di tè. L’esperimento in questione era volto a verificare scientificamente se le due bevande fossero nocive per la salute. E, visto che i due detenuti erano gemelli (ed io sono GerMelli😅), mi è parso un tributo ancor più doveroso. Ma questo monarca era anche altro, oltre ad uno scienziato empirista. Egli, infatti, fu mecenate, collezionista, arbitro del gusto, patrono delle arti e benefattore della letteratura; fondò diverse accademie, creando anche un costume nazionale e dando inizio alle operazioni per la costruzione di un teatro regio. Nel 1772 fondò l’Ordine di Vasa, come ricompensa per quanti si fossero distinti nello sviluppo dell’agricoltura, delle arti, delle scienze, delle tecnologie e del commercio.
Sto parlando di Gustavo III, Re di Svezia. Un tipino atipico che, in virtù di questo suo amore per le cose belle, non poteva non amare alla follia pure l’Italia, che egli visitò personalmente, nel 1783 e nel 1784.
Parlavamo, in apertura, di omaggi, di tributi?

Beh…se vi dicessi che, in quel del suo primo tour italico, lo stravagante monarca transitò pure per la nostra Carrara, e che qualcuno pensò di rendergli onori e gloria molto prima di me, incidendo il proprio elogio sul marmo di uno stipite sulla Via Carriona? Lo credereste? Se la risposta è “no“, recatevi in quella strada, dalle parti del triplice Civico 35: sbiadito, consumato, in procinto di scomparire del tutto, ma il memorandum di quel nostro concittadino dell’epoca è ancora lì, impresso nel nostro marmo, ad immortalare, finché resisterà, quel momento tanto magico.
Rendermi conto della sua esistenza non mi sarebbe stato possibile, se non me lo avessero segnalato (Grazie, Fabio lo Scultore Genovese🙏).
Decifrare ciò che ci sta scritto è ancora possibile, ma lo sarà ancora per poco, quindi, se la cosa vi sta a cuore, sbrigatevi.
Scorrendo la consunta iscrizione, ci è dato di apprendere che corresse il mese di novembre, e che (se la mia arte di decrittazione non è fallace) dietro quel portone, oggi sbarrato, sorgesse uno studio medico, il cui titolare si dice onorato di cotanta visita da parte di cotanto personaggio, appellato, puntualmente, con il titolo di “Sua Maestà”. E non poteva essere che un ambulatorio, ad accogliere colui che, come raccontavamo all’inizio, aveva compiuto quello che è considerato il primo studio clinico della storia svedese, avente lo scopo, dicevamo, di dimostrare la presunta pericolosità, per la salute umana, di caffè e tè. Invano, perchè i due galeotti gemelli, utilizzati come cavie, morirono presumibilmente per cause naturali (per la cronaca, il primo ad andarsene, all’età di 83 anni, fu quello a cui era stato imposto il consumo forzato di tè. Del dilui fratello, bevitore coatto di caffè, non si conosce la data di morte).
Inoltre, il buon Gustavo III non riuscì a vedere di persona l’esito finale di quel suo esperimento, perchè, nel 1792, morì assassinato da alcuni cospiratori, durante un ballo in maschera presso il Teatro Reale di Stoccolma. Le sue ultime parole, prima di coricarsi per non risvegliarsi mai più, furono a loro volta non banali: “Jag känner mig sömnig, några ögonblicks vila skulle göra mig gott (“Mi sento stanco, un po’ di riposo mi farà bene“)”.

A questo riguardo, non pago della propria epigrafe, l’incisore apuano, poco più sotto, sullo stesso stipite, tracciò di suo pugno pure una croce, forse allorquando, qualche anno dopo, venne a sapere della dipartita di quel suo straordinario visitatore coronato. Il 29 maggio ricorre, per l’appunto, l’anniversario dell’incoronazione di Gustavo III. Se pure Voi volete celebrarne il ricordo, bevetevi un caffè, un tè (o entrambi), al cospetto di quella storica scritta, tanto non sono pericolosi per la salute. Alla fin fine, lo ha dimostrato lui stesso!
Tuttavia non abusatene, ma fate come me, che, mentre li bevevo, me li… GUSTAVO😄☕🍵
