A cavallo dei due secoli scorsi è vissuto un artista romano che eccelleva per la sua poliedricità, il suo nome era Duilio Cambellotti. Nacque a Roma il 10 maggio 1876, suo padre Antonio era un incisore e intagliatore. Dopo gli studi di ragioneria che immagino amasse come una cartella esattoriale, si iscrisse all’Accademia di belle Arti di Roma, correva l’anno 1893. Ebbe come maestri, Alessandro Morani e Raffaello Ojetti. Terminò il corso di studio senza diplomarsi, non era evidentemente un tifoso dei coronamenti. In ogni caso, nel 1896, vinse il concorso per la realizzazione dei pali di sostegno delle tranvie romane. Duilio Cambellotti iniziò la sua carriera artistica come designer. Progettò lampade in stile liberty, che sono ancora oggi pezzi pregiati delle varie collezioni mondiali. Poi ancora, specchi, cofanetti, cornici, oggetti che gli permisero di partecipare a mostre internazionali, soprattutto in Grecia e Turchia, nazione che lo ospitò in occasione della visita dell’imperatore di Germania al Sultano Ottomano. Duilio Cambellotti partecipò a vari concorsi, tra i quali quello del manifesto per l’Esposizione Nazionale di Torino nel 1898. Fu seguace di William Morris e il suo pionierismo visivo gli permise di essere introdotto nel mondo del teatro. Duilio Cambellotti, grazie alla conoscenza di Alessandro Marcucci, divenne scenografo teatrale. In quel periodo collaborò con il Teatro Stabile di Roma e con l’Inda, ossia l’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa. Tra le sue scenografie più importanti ci fu quella per l’Agamennone di Eschilo, che inaugurò la stagione per l’Inda nel 1914. Lavorò anche per il Teatro greco di Taormina, allestì il Giulio Cesare nel 1928. Duilio Cambellotti si avvicinò al mondo futurista, in quegli anni frequentò nel circolo culturale allestito da Marcucci: Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Fortunato Depero e la scrittrice Sibilla Aleramo. Duilio Cambellotti si dedicò alla riqualificazione dell’agro Romano e delle paludi Pontine. Insieme al gruppo culturale organizzò la Mostra delle Scuole dell’Agro Romano, in occasione dell’Esposizione Internazionale del 1911. Progettarono una grande capanna che conteneva le sculture di Cambellotti e i dipinti di Balla ispirate al mondo contadino. Dopo la Bonifica integrale delle paludi Pontine, Duilio Cambellotti dedicò molte delle sue opere al tema del lavoro e della conquista della terra. Oggi a Latina, nel museo civico dedicato all’artista, si possono ammirare molteplici opere. Negli anni Trenta dello scorso secolo, Duilio Cambellotti si dedicò alla illustrazione dei sillabari e dei manuali per le scuole dell’Agro Romano. Il progetto era partito per rendere omaggio ad Angelo Celli, un medico e deputato che si era battuto contro l’analfabetismo delle masse rurali. Sempre in quegli stessi anni si dedicò all’illustrazione della Divina Commedia e dei Fioretti di San Francesco, collaborò con la rivista L’Eroica, diretta da Cozzani della Spezia. Nel 1933 Duilio Cambellotti decorò il nuovo Palazzo del Governo di Ragusa con dipinti a tempera, potete immaginare quali fossero i soggetti visto il periodo. Duilio Cambellotti fu anche architetto: progettò il villino per l’avvocato Franklin De Grossi, Villa Carolina. Si trattava di una struttura a Marino con vista sul Lago di Albano, a forma di elle, con portici e balconi e una splendida veranda panoramica. Duilio Cambellotti realizzò alcune vetrate artistiche. Tra le più note e ancora visibili a Roma ci sono: la Casina delle Civette di Villa Torlonia, residenza di Mussolini dal 1925 al 1943 e oggi parco visitabile nel cuore di Roma. Duilio Cambellotti realizzò negli anni Cinquanta alcune vetrate di immenso valore artistico, come quella della chiesa di San Giovanni a Rodi, quella della Chiesa al Campo dei Pastori a Betlemme e la decorazione plastica della Chiesa dei SS Pietro e Paolo dell’Eur a Roma. Duilio Cambellotti è morto a Roma il 31 gennaio 1960, ma in fondo è sempre vivo come lo sono i grandi artisti che lasciano tracce profonde del loro passaggio terreno.

