Oggi siamo abituati ad ascoltare e a vedere la musica in televisione. Esistono numerosi canali tematici che propongono ogni tipo di espressione musicale. Nello scorso secolo è vissuto un uomo che, prima di tutti, ha portato la musica in televisione, il suo nome era Mario Riva. Nacque a Roma il 26 gennaio 1913 con il nome di Mario Bonavolontà, poi cambiato in Riva. Iniziò come attore di varietà, la rivista che nel periodo della guerra ebbe la sua massima diffusione con gli spettacoli per le truppe fiaccate e depresse da un conflitto perso in partenza. Durante quegli anni difficili e formativi, conobbe Riccardo Billi, con il quale avrebbe formato una delle coppie comiche più famose, che sarebbe stata il prodromo per altre coppie come: Tognazzi e Vianello, Franco e Ciccio e altri che si sarebbero formate in quegli anni. Nel 1938 Mario Riva partecipò a diverse commedie e radiodrammi per l’EIAR, l’antenata della RAI. In piena guerra, Mario Riva fece parte del cast di attori della trasmissione settimanale Il Terziglio, che si avvaleva dei testi di Federico Fellini, Marcello Marchesi e Dino Falconi. Insieme a Riva recitavano Giulietta Masina, Miranda Bonansea, Nunzio Filogamo, il famoso cantante in voga in quegli anni. Nel 1949 Riva presentò alla radio Oplà, che lasciò per sopravvenuti impegni cinematografici, passando il testimone a un altro grande conduttore, Corrado Mantoni. Un incontro importante per Mario Riva fu quello che avvenne nei primi anni cinquanta dello scorso secolo, con due giovani autori che avrebbero fatto la storia della commedia, Pietro Garinei e Sandro Giovannini. Insieme a Riccardo Billi e le varie celebrità dell’epoca, Wanda Osiris, Gino Bramieri, Walter Chiari, Carlo Campanini, Totò e Peppino De Filippo, fu protagonista di molte riviste di avanspettacolo. Furono gli anni di svariate pellicole cinematografiche a fianco di Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Aldo Fabrizi e i già citati Totò e Walter Chiari. Conobbe Diana Dei che divenne sua moglie: insieme recitarono in varie pellicole tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta. Mario Riva partecipò alla trasmissione di varietà, Un due tre, condotto da Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Alla fine degli anni cinquanta la televisione iniziò ad essere il punto di riferimento degli italiani. Mario Riva esordì nel 1955 con la trasmissione Duecento al secondo. Era un game show ideato da Garinei e Giovannini, ripreso dal format americano, Dollar a second. Il programma era trasmesso dal Teatro Lirico di Milano. Dal dicembre del 1957 accadde qualcosa di straordinario. Mario Riva, sempre con i testi di Garinei e Giovannini, presentò lo spettacolo musicale, Il Musichiere, il primo quiz legato alla musica della televisione italiana. Solo per dare l’idea del successo del Musichiere, è opportuno focalizzare qualche numero. In Italia vivevano circa 50 milioni di persone e molte non avevano ancora la televisione in casa. Ebbene il Musichiere registrò ascolti di 19 milioni di persone. Nei cinema di Roma e Milano veniva interrotta la normale programmazione per trasmettere il Musichiere. Mario Riva divenne il padre del sabato sera, condusse i concorrenti attraverso una competizione, nella quale si sfidavano, dovendo dimostrare ottime conoscenze musicali. Riva ebbe grandi ospiti e si produsse in duetti memorabili, come quello con Joséphine Baker. Le vallette del programma furono: Lorella De Luca, Alessandra Panaro, Carla Gravina, Patrizia Della Rovere e Marilù Tolo. Mario Riva interpretava anche la sigla finale, Domenica è sempre domenica, che fu un grande successo discografico degli anni sessanta. Il 21 agosto del 1960, Mario Riva si trovava all’Arena di Verona per registrare la serata finale del festival de Il Musichiere. Si incamminò su una tavola di legno unita al palco da strisce di tela perché doveva entrare in scena brandendo una torcia per simboleggiare i Giochi Olimpici di Roma che stavano per iniziare. Cadde rovinosamente dall’altezza di tre metri. Lo spettacolo venne condotto da Miranda Martino, Tata Giacobetti e Renato Rascel, ancora scioccati da quanto accaduto. Mario Riva venne soccorso e ricoverato presso l’Ospedale di Verona. Furono riscontrate fratture alla sesta vertebra dorsale e altre su tutta la colonna. Subentrarono complicazioni polmonari e cardiache e Mario Riva morì il 1° settembre 1960, all’età di 47 anni. Al suo funerale nella basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria in piazza Euclide a Roma, parteciparono 250 mila persone, tanto era l’affetto per l’uomo che aveva allietato le serate degli italiani con quattro soldi de felicità. Mario Riva è stato un’artista, un precursore di quello che sarebbe stata la televisione degli anni seguenti e oggi riposa nel cimitero del Verano a Roma.
Domenica è sempre domenica di Mario Riva
Domenica è sempre domenica
Si sveglia la città con le campane
AI primo din-don del Gianicolo
Sant’Angelo risponde din-don-dan
Domenica è sempre domenica
E ognuno appena si risveglierà
Felice sarà e spenderà
‘Sti quattro soldi de felicità
È domenica pei poveri e signori
Ognuno può dormir tranquillamente
Né clacson, né sirene, né motori
Si sveglia la città più dolcemente
Persino il gallo, molto premuroso
Non fa “Chicchirichi”
Ha scritto sul pollaio
“Buon riposo, ritorno lunedì”
Domenica è sempre domenica
E ognuno appena si risveglierà
Felice sarà e spenderà
‘Sti quattro soldi de felicità
