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Ultimi giorni per inviare i progetti a “L’eredità delle donne”

DiSilvia Meacci

Giu 24, 2022

C’è tempo fino a giovedì 30 giugno per inviare progetti e proposte a L’eredità delle donne, il festival che si terrà a Firenze da venerdì 21 a domenica 23 ottobre alla manifattura tabacchi. Tre giornate che daranno luce alle competenze delle donne affinché siano da retaggio culturale per le nuove generazioni. Il festival, alla sua quinta edizione, ha lanciato un invito alla popolazione: una chiamata per singoli, imprese, negozi, gruppi, chiunque voglia entrare a far parte del cartellone Off della manifestazione, chiunque abbia un’idea che valorizzi le abilità e le eccellenze femminili. È possibile proporre: un dibattito, una passeggiata che ripercorra i luoghi di una scrittrice, un menù a tema, dimostrazioni, assaggi, servizi fotografici, laboratori, letture.
Il festival si diramerà capillarmente; dal centro alle periferie, fino ai comuni limitrofi e in location differenti, echeggerà lo stesso spirito: ridare il riconoscimento mancato alle donne che nel corso della storia sono risultate invisibili, trasparenti.

Nelle passate edizioni innumerevoli gli appuntamenti, gli spettacoli, gli interventi. Si è parlato di diversità, di inclusione, di genere, di diritti, di femminismo, di storia, di professioni in ambiti tecnologici, detti Stem (da science, technology, engineering e mathematics), che vedono crescere costantemente la presenza femminile. Ospiti: attrici, imprenditrici, attiviste, economiste, atlete, giornaliste, scienziate, solo per citarne alcune.

Il festival, sotto la direzione artistica di Serena Dandini, è dedicato a Anna Maria Luisa de’ Medici, elettrice palatina, l’ultima discendente della casata dei Medici.
Se il 25 per cento del patrimonio culturale che abbiamo in italia è concentrato in Toscana, lo dobbiamo a Anna Maria Luisa – ha detto Eugenio Giani, presidente della regione -. In altre città, quando scompariva una dinastia, i beni si suddividevano e andavano ai rami secondari per poi magari essere venduti“.
Anna Maria Luisa nel 1737 stipulò il cosiddetto “Patto di famiglia” che, nel regolare il passaggio dalla sua dinastia a quella dei Lorena, destinò al Granducato di Toscana i beni culturali accumulati nei tre secoli precedenti a condizione che rimanessero a Firenze e in Toscana: “per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”. La “Principessa di gran saviezza”, lungimirante appassionata dell’arte, rappresenta al meglio lo spirito della manifestazione che si terrà a Firenze il prossimo ottobre.

Serena Dandini ha citato più volte, come esempio, la caparbietà e la passione per la scrittura di Grazia Deledda, premio Nobel. “Avevo 11 anni e ripetevo due volte la classe quarta elementare; non perché fossi stata bocciata, ma perché nella mia allora piccola città di Nuoro, non c’erano a quel tempo altre classi di scuole femminili. ‘Tu non crescerai mai e mai sarai buona a niente, perché leggi troppo’ mi dicevano a casa“. Allorché le fu pubblicata la sua prima novella, ebbe grandi soddisfazioni che però furono presto offuscate da denigrazioni. Fu coperta di calunnie, di ridicolo. Deledda stava sfondando il ruolo consueto attribuito alle donne. Ancora oggi si parla di “soffitto di cristallo”, “une voûte de cristal impénétrable”, metafora usata della scrittrice femminista George Sand (pseudonimo maschile di Amantine Aurore Lucile Dupin) per indicare il desiderio della protagonista di infrangere le costrizioni rigide del suo ruolo. L’espressione “glass ceiling” si è affermata e descrive l’impossibilità reale di rompere la barriera verticale che impedisce alle donne di raggiungere posizioni al vertice nel settore lavorativo, se non in numero esiguo.

“L’eredità delle donne” è un progetto di Elastica insieme a Fondazione CR Firenze. Ha la partnership di Gucci e la co-promozione del comune di Firenze.
Ulteriori informazioni sul sito https://ereditadelledonne.eu/la-call/