• Dom. Gen 16th, 2022

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

La polenta incatenata… o chained pudding

DiTonina Tessa

Gen 15, 2022

Qualche anno fa frequentavo un corso di inglese e, nel tardo pomeriggio, alla fine della lezione, noi donne adulte ci trovavamo spesso a parlare di cibo: “non so cosa fare per cena”, “io stasera a mio marito rifilo tonno e pomodoro”, “io faccio le cotolette”, ognuna diceva la sua. Una volta le lasciai a bocca aperta dicendo che cosa avevo preparato per cena: “Io stasera metterò in tavola un piatto speciale, il chained pudding!”. Fu un coro di: “Oh Signore, e cos’è, che non l’ho mai sentito?”. E io risposi, passando dall’inglese al carrarino: “A d’è la polenta ‘ncat’nata”… e giù risate.

Ricetta della polenta ‘ncat’nata

Preparare un brodo di fagioli classico: mettere tre etti di fagioli secchi in ammollo in acqua per 12 ore, dentro a una pentola con circa tre litri di acqua fredda. Lasciarli cuocere per almeno un’ora con un rametto di salvia e salare a fine cottura. Togliere i fagioli e mettere nell’acqua di cottura: una carota, tre patate medie e circa mezzo etto di erbe spontanee (erbi) e lasciarli cuocere per una mezz’oretta. Passare metà dei fagioli e circa un quarto delle verdure col passatutto e poi rimettere tutto nella pentola, compresi gli altri fagioli tenuti da parte, ed aggiungere un soffritto di aglio, cipolla, prezzemolo, sedano, carota, maggiorana e circa un etto di lardo. Lasciare bollire ancora una decina di minuti: il brodo deve risultare piuttosto liquido, perciò, se necessario, aggiungere altra acqua. Tenere da parte un pentolino di brodo e mettere a pioggia due etti e mezzo di farina per polenta, mescolando energicamente. Continuare a mescolare durante la cottura che deve durare almeno 30 – 35 minuti. La polenta non deve indurire troppo, per questo abbiamo tenuto da parte il brodo che verrà aggiunto man mano fino alla consistenza desiderata (meglio morbida altrimenti diventa un pastone). Quando è nel piatto mettere un filo di olio di oliva.

© Foto di Vinicia Tesconi