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Diari Toscani

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Primo Concorso lirico internazionale di Carrara: ecco tutti i dettagli

DiVinicia Tesconi

Set 3, 2021

C’è qualcosa di nuovo oggi a Carrara, anzi d’antico… torna il Concorso lirico internazionale. La rivisitazione del verso iniziale de “L’aquilone” di Giovanni Pascoli, si adatta perfettamente al progetto lanciato dal Circolo carrarese amici della lirica “A.Mercuriali” che mescola in maniera sapiente una tradizione perduta, ma mai eradicata alla sempre viva passione per la lirica dei carraresi. Torna dunque quello che nel primo decennio del dopoguerra fu un classico imperdibile per gli amanti del bel canto all’ombra delle cave di marmo: il bando per il primo Concorso lirico internazionale che si terrà a Carrara da giovedì 23 a domenica 26 settembre è già on line da una ventina di giorni e venerdì 3 settembre, all’Accademia di Belle Arti è stata presentata la manifestazione in tutti i dettagli dagli organizzatori.

Carlo Menconi, presidente del Circolo carrarese amici della lirica, ha spiegato che il progetto è rimasto in fieri dallo scorso anno a causa delle molte limitazioni imposte dalla pandemia e che è riuscito a vedere la luce grazie alla fondamentale sinergia collaborativa creata con i vari sponsor.
“I primi ringraziamenti vanno alla Fondazione Marmo onlus e alla Fondazione Vando D’Angelo onlus – ha detto Carlo Menconi –. La prima è ormai consolidata come realtà forte e illuminata che ha a cuore le esigenze sociali e culturali della città. La seconda, attraverso la figura di Vando D’Angelo, grande estimatore della lirica, veicola il messaggio dell’importanza del sostegno all’arte. A Vando D’Angelo è intitolato uno dei premi dei vincitori del concorso. Accanto a questi che sono i due pilastri a sostegno della manifestazione ci sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara che ha fornito il contributo per una masterclass e la regione Toscana che sostiene uno dei due premi determinati dal pubblico e poi c’è l’Accademia di Belle Arti che ospiterà tutta la fase delle eliminatorie e che assegnerà un suo premio”.

Il concorso, come ha spiegato Carlo Menconi, è aperto a tutti i cantanti lirici di tutto il mondo, che abbiano fino a 40 anni d’età. Per partecipare i concorrenti devono presentare una selezione di cinque arie liriche delle quali ne eseguiranno una a loro scelta ed, eventualmente una a richiesta della commissione giudicante.
Le audizioni si svolgeranno da giovedì 23 settembre, ma, qualora le iscrizioni fossero moltissime, potrebbero essere anticipate già al lunedì 20. La quota di iscrizione al concorso è di 70 euro.
I primi tre classificati vinceranno premi in denaro di 5 mila, 3 mila e 1500 euro.
Il pubblico assisterà solo alla serata finale, sabato 25 settembre, e potrà esprimere le sue preferenze mediante una scheda consegnata con il biglietto d’entrata. Nella serata successiva, domenica 26 settembre, ci sarà un concerto tenuto da tutti i vincitori. Il voto del pubblico conferirà un premio di 500 euro messo a disposizione dalla regione Toscana. La serata finale si terrà nella sede della Graziani Marmi s.r.l. in rispetto alle norme anti-Covid.
La prevendita dei biglietti, che hanno un costo fisso di 20 euro, inizierà sabato 11 settembre.
Tutti i vincitori dei premi avranno accesso gratuito alla masterclass di tre giorni tenuta dalla soprano Giovanna Casolla e dal baritono Sergio Bologna. Si tratta di un ulteriore premio che ha un valore intorno ai 2 mila euro, secondo il valore corrente delle master class della lirica.
Menconi ha sottolineato l’alto livello dei membri della giuria: “Siamo riusciti a mettere insieme una giuria super-importante composta di esperti nelle varie declinazioni della lirica – ha continuato Menconi –. Da cantanti a compositori, a direttori d’orchestra, ad agenti di cantanti lirici. La presidente di giuria è Giovanna Casolla, mito vivente della lirica, oscar alla carriera, con un’esperienza di oltre 50 anni e un’attività ancora ininterrotta, grande esempio di onestà, dedizione, serietà e competenza. In giuria ci sarà anche Giovanna Lomazzi, che fu la storica dama di compagnia di Maria Callas, oggi vice presidente di AsLiCo, e casting manager del teatro sociale di Como e Franco Moretti, direttore generale della Fondazione Festival Pucciniano. Le due serate conclusive del concorso rientrano nell’ambito del Forum Unesco che si terrà a Carrara e vedranno la presenza dei sindaci delle altre città Unesco d’Italia, tra cui ci sono le tre principali legate alla lirica: Parma, la città di Verdi; Bergamo la città di Donizetti e Pesaro, la città di Rossini. Contiamo di stringere con i sindaci di queste città rapporti per future collaborazioni”.

Il baritono carrarese Sergio Bologna ha ripercorso la storia della passione lirica a Carrara: “Possiamo partire dalla prima metà dell’’800 quando i nobili della città come i Del Medico e gli Orsolini costituirono l’accademia degli Animosi, che aveva come progetto la costruzione di un teatro per la prosa e la lirica. Il teatro venne inaugurato nel 1840, costruito con i soldi dei privati che spesero 140 mila lire e iniziò la sua attività con rappresentazioni a livello poco più che familiare: nella prima opera messa in scena, la Lucia di Lammermoor, il primo violino era lo stesso conte Del Medico, ma subito la produzione decollò verso un taglio nazionale e cominciò a ospitare le grandi compagnie italiane. La lirica però è passione di tutti i ceti sociali e lo sviluppo industriale di fine ‘800 fece accrescere la consapevolezza del diritto a usufruire della cultura allo stesso modo dei ceti più abbienti. Il teatro Animosi vietava l’ingresso al popolo. Per protesta contro questa discriminazione operai e lavoratori lanciarono dai tetti intorno all’entrata del teatro una quantità di gatti vivi sui nobili che si accingevano ad assistere allo spettacolo. Fu questo, insieme a una serie di proteste e di tumulti che convinse il sindaco di Carrara ad accelerare le pratiche per la costruzione di un nuovo e assai più ampio teatro lirico e nel 1892 venne inaugurato il Politeama Verdi che aveva 2 mila 500 posti, non aveva palchi e disponeva di un loggione molto grande. Il periodo di massimo splendore del Politeama furono gli anni tra le due guerre che videro Carrara meta delle più importanti compagnie di prosa e dei migliori spettacoli lirici. L’attività del teatro coinvolgeva tutta la città: c’era un’orchestra fissa composta da musicisti locali e un coro di 100 elementi. Cominciarono a fiorire i comitati lirici e con loro nacquero i concorsi canori che videro l’inizio di carriere importanti come quella di Aldo Brotti e che durarono fino alla fine degli anni ’50. Dopo seguì un momento storico di declino generale della lirica e, negli ’70 la sua ripresa con la nascita dei circoli degli amici della lirica che si trovano un po’ in tutta Italia. Il Politeama di Carrara, tuttavia, non riprese mai la sua attività di teatro lirico perché venne usato come cinema. La storia recente, poi, vede il suo totale abbandono e lo stato attuale di inagibilità che perdura da anni in attesa della soluzione dei contenziosi legali sulla struttura, ma una città senza teatro è come una religione senza chiesa ed è fondamentale per alimentare e far crescere la cultura la presenza di loghi deputati a produrla come sono i teatri”.

Bernarda Franchi presidente della Fondazione Marmo ha spiegato: “Come Fondazione siamo stati molto impegnati sul fronte Covid per cercare di dare il nostro contributo in aiuto alle realtà che più ne avevano bisogno, ma adesso che la situazione è più controllata, con entusiasmo siamo tornati a dedicarci alla cultura. Il progetto di Marmo all’Opera e del concorso Lirico ha trovato subito consensi all’unanimità”.

Presente anche il consigliere regionale Giacomo Bugliani che ha sottolineato: “Voglio fare un plauso agli organizzatori che in un’epoca così difficile come quella che stiamo vivendo riescono ad andare avanti creando iniziative così importanti. La Toscana è una regione di grandi manifestazioni culturali e la regione ne sostiene tante, ma rischia di ridurre tutto a Firenze cosa che fa male al territorio. Sono convinto dell’opportunità di valorizzare altre facce della Toscana, Carrara in particolare, perché ha una forte identità culturale”.

Per Luciano Massari, direttore dell’Accademia di Belle Arti è fondamentale la sinergia fra le arti figurative e la musica: “L’Accademia è diventata una scatola aperta, la prima casa e la chiesa per le arti sostituendosi ai luoghi per fare cultura non più disponibili. La collaborazione con gli Amici della lirica è iniziata già prima del Covid con l’allestimento del Gianni Schicchi di Puccini che si è rivelato un enorme successo e che ha aperto il collegamento tra la musica e la pittura e la scultura. Da quell’evento abbiamo deciso di mantenere in aula magna un pianoforte che spesso viene usato dagli studenti a conferma dello stretto legame creativo che l’arte crea tra le varie discipline”.

Il primo Concorso lirico di Carrara rientra nella programmazione di Marmo all’Opera curata dal Circolo carrarese amici della lirica “A.Mercuriali” e dal comune di Carrara.