Compie più di cento anni, ma fin dalla sua origine non ha mai goduto di gran simpatia. Parliamo del monumento ai caduti di piazza del Popolo a Casalpusterlengo, la cui inaugurazione ufficiale avvenne il 27 aprile del 1924 alla presenza del Conte di Torino, Vittorio Emanuele di Savoia -Aosta, generando già allora contestazioni e discussioni, perchè la struttura marmorea realizzata dallo scultore Giacomo Giorgis divenne oggetto di particolari polemiche per la “nudità”, all’epoca sconcertante, della statua della libertà. Alla cerimonia era atteso il Duce Benito Mussolini a cui il sindaco del tempo aveva offerto la cittadinanza onoraria casalese, ma che solo il 28 ottobre fece una breve visita in città. Un monumento, dicevamo, che non è mai piaciuto ai casalesi, tanto che, periodicamente, ancora oggi, vengono presentati progetti per lo spostamento fisico della struttura .
Una proposta ricorrente è quella dello spostamento del monumento dei caduti con una nuova collocazione non così centrale alla piazza o nei giardinetti limitrofi alla casa parrocchiale, oppure nella zona del Parco Puercher, dove già esiste un monumento dedicato alla lotta di Resistenza . Un altro progetto che non si è mai concretizzato era quello di “slanciare” maggiormente il monumento con un apposito sopralzo che lo rendesse meno “tozzo”.
Naturalmente i pro e contro a queste idee progettuali si sprecano e fanno del monumento argomento involontario di contestazione. Qualche anno fa invece il monumento fu oggetto di una presa di posizione pubblica da parte di Giovanni Massari, all’epoca presidente della sezione Anpi, che aveva rilevato come lo storico simbolo, fosse utilizzato dai bambini come un gioco, mentre le mamme stavano tranquillamente a chiacchierare sulle panchine della piazza centrale casalina. Un problema di rispetto ed educazione, ma, anche, decisamente, una mancanza di memoria storica e di sensibilizzazione nei confronti di quanti avevano dato la loro giovane vita nel nome della patria e della libertà. Il monumento ai caduti ha compiuto 100 anni, ma ancora non si può dire abbia conquistato la stima dei casalesi.

