“Te la ricordi Lella, quella ricca, la moje de Proietti er cravattaro, quello che cià er negozio su ar Tritone.” Tutti conoscono questo brano, molti lo hanno interpretato, molti meno ne conoscono il vero autore, Edoardo De Angelis. È nato a Roma il 24 dicembre 1945, la vigilia di quel Natale di una città finalmente libera, ma ancora ferita dalla guerra. Edoardo De Angelis ha frequentato il liceo classico e in quegli anni si è appassionato alla musica, in particolar modo alla chitarra. Spesso le amicizie più importanti e durature si fanno durante il periodo scolastico e fu proprio negli anni delle scuole medie che Edoardo De Angelis ha conosciuto Stelio Gicca Palli, figlio del regista Lorenzo, con il quale ha formato il duo Edoardo e Stelio. Dopo la maturità Edoardo De Angelis si è iscritto alla facoltà di Lettere, specializzandosi in etnologia. Il duo, che si esibiva nei locali storici romani, tra i quali il Folkstudio, fu notato da Gianni Marchetti, che rimase colpito da quelle strofe piene di passione e autenticità tipicamente romane, quella Lella che aveva fatto una brutta fine. Edoardo ha raccontato la genesi di quel brano, quel negozio di cravatte intravisto dall’autobus, quelle canzoni di Joan Baez che gli aveva fatto ascoltare Stelio, quelle atmosfere della fine degli anni sessanta che già guardavano verso un decennio difficile. Il duo Edoardo e Stelio ha firmato un contratto con un’etichetta satellite della RCA e partecipato al Cantagiro del 1971 con Lella. La canzone ebbe un tiepido riscontro di vendite, il vero successo è arrivato quando un altro Edoardo, Vianello, lo ha inciso insieme a sua moglie Wilma Goich, i Vianella hanno portato Lella in hit-parade, da quel momento Lella diventa un classico della canzone popolare italiana. Lella è stata interpretata da vari artisti, da Antonello Venditti alla Schola Cantorum e da Lando Fiorini, un altro dei protagonisti del Folkstudio, il luogo dal quale sono partiti molti artisti della scena romana e nazionale. Nel frattempo Stelio Gicca Palli decise di ritirarsi dalle scene per intraprendere la professione di avvocato, Edoardo De Angelis continuò come autore. Ha scritto in quegli anni, Sulla rotta di Cristoforo Colombo per Lucio Dalla, alcuni testi per l’album di Amedeo Minghi e il brano La casa di Hilde, per il suo amico Francesco De Gregori. Sempre con De Gregori e Minghi, ha scritto Il mio mondo, il mio giardino per Marisa Sannia. Nel 1973 è stato pubblicato Alice non lo sa, il primo album di Francesco De Gregori, al quale Edoardo De Angelis ha partecipato nella stesura dei testi e che contiene La casa di Hilde. Edoardo De Angelis ha collaborato anche al secondo album di Francesco De Gregori e con la Schola Cantorum, con i quali ha inciso tre album. Nel 1975 Edoardo De Angelis ha collaborato con un altro personaggio importante della scena musicale italiana, Claudio Baglioni per il suo album Sabato Pomeriggio. Nel 1977 Edoardo De Angelis ha pubblicato il suo secondo album da solista, Il tuo cuore è casa mia, il disco non ebbe molto successo, quindi Edoardo De Angelis decise di abbandonare la RCA per passare alla Polydor, che credeva molto di più nei suoi progetti. Nel 1981 è uscito il suo album più fortunato, Anche meglio di Garibaldi, che è stato spinto dal singolo Una storia americana, un brano dalle sonorità country. Edoardo De Angelis è passato alla etichetta discografica Virgin e nel 1986 ha pubblicato Cammina cammina, che contiene anche Lella e Brutta storia, in cui suona il Banco del Mutuo Soccorso e canta Francesco Di Giacomo. Negli anni novanta Edoardo De Angelis pubblica il suo primo album disponibile su CD, Parole nel cuore e poi un album intitolato Antologia d’autore. Edoardo De Angelis è sempre stato un artista poliedrico, ha scritto canzoni, suonato, cantato, partecipato a trasmissioni radiofoniche, pubblicato libri su altri cantanti e un’autobiografia dal titolo emblematico: Te la ricordi Lella. Edoardo De Angelis ha fondato una sua casa discografica con l’intento di valorizzare i talenti emergenti della canzone d’autore italiana. Edoardo De Angelis vive ancora a Roma, la sua città, quella dove è nato e ha narrato, scrivendo quel testo che è quasi un inno cantato da tutti i romani e non solo, ma nun lo dì nessuno, tiettelo pe te.
Te la ricordi Lella quella ricca
La moje de Proietti er cravattaro
Quello che cia’ er negozio su ar Tritone
Te la ricordi, te l’ho fatta vede
Quattr’anni fa e nun volevi crede
Che insieme a lei ce stavo proprio io
Te la ricordi poi ch’era sparita
E che la gente e che la polizia
S’era creduta ch’era annata via
Co’ uno co’ più sordi der marito
E te lo vojo di’ che so’ stato io
E so’ quattr’anni che me tengo ‘sto segreto
E te lo vojo di’, ma nun lo fa sape’
Nun lo di’ a nessuno, tiettelo pe’ te
Je piaceva anna’ ar mare quann’è inverno
Fa’ l’amore cor freddo che faceva
Però le carze nun se le tojeva
A la fiumara ‘ndo ce sta er baretto
Tra le reti e le barche abbandonate
Cor cielo grigio a facce su da tetto
Na mattina ch’era l’urtimo dell’anno
Me dice co’ la faccia indifferente
“Me so stufata nun ne famo gnente”
E tireme su la lampo der vestito
E te lo vojo di’ che so’ stato io
E so’ quattr’anni che me tengo ‘sto segreto
E te lo vojo di’, ma nun lo fa sape’
Nun lo di’ a nessuno, tiettelo pe’ te
Tu nun ce crederai, nun ciò più visto
L’ho presa ar collo e nun me so’ fermato
Che quann’è annata a tera senza fiato
Ner cielo da ‘no squarcio er sole è uscito
E io la sotterravo co’ ‘ste mano
Attento a nun sporcamme sur vestito
Me ne so’ annato senza guarda’ ‘ndietro
Nun ciò rimorsi e mo’ ce torno pure
Ma nun ce penso a chi ce sta la’ sotto
Io ce ritorno solo a guarda’ er mare
E te lo vojo di’ che so’ stato io
E so’ quattr’anni che me tengo ‘sto segreto
E te lo vojo di’, ma nun lo fa sape’
Nun lo di’ a nessuno, tiettelo pe’ te
Tiettelo pe’ te
