È metà ottobre e le temperature dovrebbero cominciare a scendere. Almeno si spera. Perché il sole e il mare piacciono quasi a tutti, ma per divertirsi con il guardaroba, almeno secondo me, serve un po’ di fresco. Finalmente se arriva, possiamo tirare fuori un bel soprabito. E se ci invitano a prendere un caffè, tanto meglio. Abbiamo già qualcosa con cui fare un buon ingresso.
Il trench dà un tono anche a una giornata senza trama. Il cinema lo ha dimostrato con Humphrey Bogart in Casablanca e Alain Delon in Le Samouraï. Un impermeabile, un cappello e lo sguardo giusto sono bastati a costruire immagini rimaste nella memoria. A noi non è richiesta la stessa intensità, soprattutto alle nove del mattino.
Cappotti e trench attraversano gli anni senza perdere la propria identità. Nei mercatini vintage mi piace cercarli tra le grucce, lasciandomi attirare da un tessuto, da una fodera particolare o da una spalla ben costruita. A volte scatta un piccolo colpo di fulmine, ancora prima di guardare l’etichetta. Poi arriva il momento di controllare collo, polsi e cuciture, perché il fascino del vissuto è cool, ma il costo di certe riparazioni possono raffreddare rapidamente l’entusiasmo.
Alcuni capi chiedono soltanto di essere indossati di nuovo. Altri si prestano a una rielaborazione. Dipinti, ricami e inserti possono dare una voce diversa a un soprabito, purché ci sia un’idea che tenga insieme il tutto. La differenza tra una customizzazione riuscita e un bel “pastrocchio” sta spesso nel sapere quando fermarsi.
Maison Margiela, con Recicla, ha portato materiali recuperati e lavorazioni decostruite dentro il linguaggio del lusso. La capsule Burberry × Supreme del 2022 ha invece avvicinato il trench allo streetwear, proponendolo anche con un collo in pelle. Due modi diversi di lavorare su ciò che conosciamo, ma che hanno trovato ancora qualcosa da aggiungere.
Per me vintage e luxury si incontrano nella qualità di un capo e nella libertà di renderlo proprio. Un soprabito trovato al mercatino, un intervento fatto con gusto, un abbinamento personale possono raccontare molto di chi li indossa.
Il bello del vintage è anche questo. Trovare un capo che altri hanno lasciato sulla gruccia e indossarlo come se aspettasse proprio te.
NOT FOR EVERYONE — made for the few.
Non per tutti, fatto per pochi, è un mio motto che mi da spesso ragione per fortuna…altrimenti, al prossimo caffè, ci presenteremmo tutti con lo stesso trench.
