Il peso di essere figli d’arte, talvolta, può essere davvero pesante da sopportare, figuriamoci se sei il figlio di un monumento della letteratura come Luigi Pirandello. Il 17 giugno 1899 nacque a Roma, Fausto Pirandello, figlio di Luigi e di Maria Antonietta Portolano, che erano originari di Agrigento. Fausto trascorse l’infanzia a Roma e le vacanze nella Sicilia amata e narrata da suo padre. Nel 1917 Fausto Pirandello fu richiamato alle armi, faceva parte dei Ragazzi del ’99, e dovette interrompere gli studi classici. Tuttavia, Fausto Pirandello non fu inviato subito al fronte a causa dei motivi di salute che lo affliggevano, e trascorse un lungo periodo a Firenze in un ospedale militare. Dopo la guerra Fausto Pirandello decise di non riprendere gli studi e dedicarsi alla scultura, che dovette abbandonare, sempre a causa della sua cagionevole salute, quindi si dedicò alla pittura, terreno già esplorato da suo padre e da suo fratello Stefano. Il suo primo insegnante fu Sigismondo Lipinsky. Fausto fu suo allievo fino al 1922, quando si iscrisse alla Scuola d’Arte agli Orti Sallustiani, diretta da Felice Carena e Orazio Amato. In quel periodo conobbe altri pittori, tra i quali: Emanuele Cavalli, Onofrio Martinelli e Giuseppe Capogrossi. Fausto Pirandello trascorse lunghi periodi ad Anticoli Corrado, un paese dell’Alta Valle dell’Aniene, che offriva paesaggi pittoreschi da riprodurre. Nel 1924 Fausto Pirandello aprì il suo primo studio di pittura, conobbe Arturo Martini, uno sculture di buona fama e Pompilia D’Aprile, che era una modella di posa, che sposò nel 1927 e dalla quale ebbe due figli, Pierluigi e Antonio. Nel 1925 Fausto Pirandello fece la sua prima apparizione alla III edizione della Biennale Romana, con l’opera Bagnanti. Nel 1927 Fausto Pirandello, insieme a sua moglie, decise di stabilirsi a Parigi, visse a Montparnasse e aprì un piccolo studio a Montrouge. Furono anni sereni per Fausto, lontano dai condizionamenti psicologici dell’ingombrante padre. Fausto Pirandello conobbe e frequentò il gruppo degli Italiens de Paris, in particolar modo Giorgio De Chirico e Filippo de Pisis e apprezzò le opere dei cubisti, da Picasso a Braque. A Parigi nacque Pierluigi, il suo primo figlio, era il 5 agosto 1928. Fausto Pirandello allestì la sua prima personale nel capoluogo francese, a casa della contessa Castellazzy-Bovy, era il 1929. Dopo aver esposto a Vienna, Fausto e la sua famiglia, rientrarono a Roma nel 1930, scelsero via Valenziani, dove Fausto allestì il suo studio, nell’ultimo piano della palazzina. Fausto Pirandello espose in quegli anni alla Galleria di Roma e frequentò il gruppo dei “tonalisti”, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli e Roberto Melli, che erano seguaci del tonalismo veneto del Giorgione, l’uso del colore e della luce per creare volume, profondità ed atmosfera. Nel 1936 morì suo padre, che nel 1934 aveva ricevuto il Premio Nobel per la letteratura. Fino allo scoppio della guerra, la famiglia Pirandello rimase a Roma, per trasferirsi ad Anticoli Corrado fino al 1944, stabilendosi a Villa Medici. Nel dopoguerra Fausto Pirandello intensificò la sua produzione, espose alle Quadriennali di Roma e le Biennali di Venezia. Negli anni cinquanta Fausto Pirandello espose in Italia e all’estero, vinse premi importanti come il Premio Gualino a Venezia nel 1952, il Premio Marzotto nel 1953 e fu premiato dall’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, quello del francobollo rosa, che era introvabile e ancora oggi ha un notevole valore sul mercato degli appassionati filatelici, ma questa è un’altra storia. Tornando a Fausto Pirandello fu insignito della Medaglia d’oro come benemerito della cultura e dell’arte, correva l’anno 1956. Gli anni sessanta dello scorso secolo, Fausto Pirandello era diventato uno dei maggiori esponenti della Scuola Romana, discostando leggermente la sua produzione permeata di realismo magico, leggermente metafisico. Fausto Pirandello espose alla mostra Peintures italiennes d’aujourd’hui, organizzata in medio oriente e Nordafrica, si tenne tra il 1963 e il 1964. Fausto Pirandello morì a Roma il 30 novembre 1975, all’età di 76 anni, a causa di un enfisema polmonare, probabilmente per le troppe sigarette fumate. Fausto Pirandello è stato un notevole pittore, un artista che ha faticato ad affrancarsi dall’ombra di suo padre, che lasciò un’impronta indelebile sulla letteratura italiana e mondiale.
Fausto Pirandello: il figlio d’arte
