Essere o non essere, questo è il dilemma. O forse, nel mio caso, Riva o non Riva. Tutti abbiamo desiderato almeno una volta qualcosa che probabilmente non ci serviva davvero, ma che improvvisamente ci sembrava assolutamente indispensabile. Il problema è che i sogni più belli hanno spesso la pessima abitudine di essere anche quelli meno accessibili. Uno dei miei è sempre stato possedere un motoscafo Riva. Ad oggi non sono ancora riuscito ad avere neppure il modellino, ma preferisco considerarlo un piccolo ritardo sulla tabella di marcia. Del resto, sognare rimane una delle poche cose luxury ancora completamente gratuite.
E come si fa a non desiderarlo?
Mogano lucidissimo, cromature, pelle, linee che sembrano disegnate più per sedurre che per navigare. Il Riva Aquarama, nato negli anni Sessanta, è uno di quegli oggetti che hanno smesso da tempo di essere semplicemente ciò per cui erano stati costruiti. È diventato un simbolo della Dolce Vita, dell’eleganza italiana e di un lusso che non aveva bisogno di loghi giganteschi per farsi riconoscere.Un po’ yacht, un po’ automobile d’epoca e un po’ oggetto di design. Praticamente il vintage perfetto, solo leggermente più complicato da parcheggiare.

E, come ogni vera icona, anche il Riva ha avuto una discreta carriera cinematografica. Lo abbiamo visto nell’universo di James Bond, in Ocean’s Twelve e persino ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Del resto, se è stato abbastanza elegante per 007 e per il cinema italiano più visionario, direi che sul curriculum possiamo stare abbastanza tranquilli.
Ma le icone più interessanti sono quelle capaci di guardare avanti senza rinnegare il proprio passato. Ed è qui che entra in scena Bellini Nautica, realtà nata nel 1960 con Battista Bellini e cresciuta attraverso tre generazioni, costruendo negli anni un legame fortissimo proprio con il mondo Riva e con il restauro delle imbarcazioni storiche. Un lavoro che assomiglia molto a ciò che accade nella moda con un grande capo vintage: conservarne l’anima senza cancellare i segni della sua storia.
Nel 2023 nasce Bellini Yacht e quella cultura del bello decide di confrontarsi con il presente. Uno degli esempi più affascinanti è l’Astor 36 by Daniel Arsham, presentato al Salone Nautico di Venezia 2025. Un’edizione limitata in cui nautica, arte, tecnologia e design si incontrano attraverso il linguaggio inconfondibile dell’artista newyorkese: grigi, nero, tocchi di Arsham Green e dettagli personalizzati trasformano lo yacht quasi in un oggetto da collezione.Dal mogano della Dolce Vita all’arte contemporanea, apparentemente è cambiato tutto.
In realtà non è cambiata la cosa più importante.
Perché il vero lusso non è semplicemente possedere qualcosa di costoso. È desiderare un oggetto per la sua storia, per ciò che rappresenta e per le emozioni che riesce ancora a provocare. Il lusso vero, alla fine, deve farci sognare E io, nell’attesa del mio Riva, forse farei bene a cominciare dal modellino.
