di Alessandro Fiorentino e Mattia Cardellini – foto di Jeremy Vaughan
seconda e ultima parte
A proposito della natura del diavolo, c’è un celebre film: “L’avvocato del diavolo” in cui il protagonista afferma di essere stato il più grande umanista della storia perché, a suo dire, difende le inclinazioni dell’uomo di fronte a un Dio che gli impone di guardare ma non toccare, o di mangiare ma non gustare. Il demonio si presenta davvero come un “amico” o un difensore dell’uomo?
È esattamente l’opposto. Quella è la grande menzogna e l’illusione che il demonio instilla: far credere di prendere le parti dell’uomo e di esaltare le sue passioni, quando in realtà il suo unico scopo è la sua distruzione. Il demonio non ama l’uomo, lo odia. Si presenta come un liberatore per ingannare, ma la sua promessa di libertà si rivela sempre una forma di schiavitù.

Esiste una teoria teologica, discussa in passato, secondo cui alla fine dei tempi ci sarà una redenzione universale e una salvezza persino per il diavolo. È una prospettiva condivisa dalla dottrina?
No, la Chiesa ha condannato questa visione. Non esiste una redenzione ultima per il demonio o una metempsicosi salvifica. Il giudizio per gli angeli ribelli è già compiuto ed è definitivo. Il vangelo è estremamente chiaro su questo punto e il magistero della Chiesa non lascia spazio ad ambiguità: la scelta degli angeli è stata assoluta e irreversibile, proprio in virtù della loro natura spirituale e della loro perfetta intelligenza.

Nella Bibbia, la figura di Satana emerge in modo molto particolare nel libro di Giobbe, dove sembra quasi muoversi come un personaggio con un ruolo ben preciso, quasi un interlocutore o un “collaboratore” di Dio, che va in giro per la terra a mettere alla prova la fede degli uomini. Come si spiega questo ruolo?
Nel Libro di Giobbe ci troviamo di fronte a un linguaggio e a una pedagogia biblica molto precisi. Satana figura come l’accusatore, colui che mette in discussione la genuinità della fede dell’uomo, insinuando che Giobbe sia fedele a Dio solo perché è benedetto dalla prosperità e dalla salute. Dio permette a Satana di mettere alla prova Giobbe, non perché sia in complicità con il maligno o perché abbia bisogno del suo aiuto, ma per dimostrare la gratuità della fede e della virtù dell’uomo. Il male non ha mai l’ultima parola, né un potere autonomo assoluto: agisce solo nei limiti del permesso divino, e la prova serve a far emergere la vera statura spirituale dell’uomo, che pur nella sofferenza non maledice Dio. Satana pensa di distruggere Giobbe, ma, alla fine, la sua azione dimostra soltanto la fedeltà e la grandezza dell’uomo giusto.

Tornando in tema di film, uno su tutti ci ha lasciato una visione del diavolo abbastanza scenografica. “L’esorcista”. È un diavolo che fa davvero paura. La domanda allora, l’ultima, è questa: dobbiamo avere paura del diavolo?
No
Perchè?
Perchè è stupido!

L’incontro con Padre Enrico lascia aperta una riflessione profonda che va oltre i confini della sola fede confessionale. In un’epoca in cui la spiritualità viene spesso ridotta a fenomeno di costume o confinata nel folklore, l’incontro con padre Enrico ci riconduce alle domande fondamentali sull’origine del male, sul valore della responsabilità individuale e sulla fragile bellezza della libertà umana. La risposta a quell’ultima domanda, ci ha davvero lasciati riflettere sulla banalità del male che però riesce ad attrarre anche più dell’amore, per quanto quest’ultimo sia infinitamente più gratificante e coinvolgente. Il nostro viaggio tra le differenti anime e manifestazioni dello spirito che popolano la Lunigiana e i suoi territori limitrofi prosegue con lo stesso sguardo curioso e privo di pregiudizi, continuate a viverlo con noi.
