di Alessandro Fiorentino e Mattia Cardellini – foto di Jeremy Vaughan
prima parte
Prosegue il nostro viaggio di alla scoperta delle anime, dei culti e delle forme di spiritualità che popolano la Lunigiana e i territori limitrofi. Un’inchiesta sul campo nata per esplorare realtà spesso poco raccontate, che vanno ben oltre i percorsi della fede convenzionale. In questa nuova tappa del nostro percorso, varchiamo la soglia del ministero esorcistico per incontrare padre Enrico Di Vita, sacerdote dei missionari di Maria ed esorcista per le diocesi di Massa e La Spezia. Tra ricordi personali, teologia e testimonianze dirette sui fenomeni straordinari del male, ecco la sua intervista.
Padre Enrico, prima di parlare del suo ministero, ci dice qualcosa di lei?
La mia storia parte da lontano, esattamente dalla Sicilia. Ho frequentato il liceo classico a Caltanissetta, con l’idea di iscrivermi alla facoltà di ingegneria a Palermo. Correva l’anno 1966 e gli studi universitari non erano ancora del tutto liberalizzati. In quel periodo, una mia cugina di primo grado fu accettata unicamente alla facoltà di lingue a Pisa. Per un forte senso dell’onore familiare tipicamente siciliano, mia zia mi chiese di accompagnarla in Toscana per farle da supporto. Fu così che finii a Pisa, dove mi laureai in ingegneria nel 1973.
Come divenne sacerdote?
Gli anni universitari segnarono anche una profonda svolta spirituale. Da cristiano un po’ tiepido, mi convertii a una fede molto intensa, grazie all’incontro con il mio padre spirituale. Tornato in Sicilia, iniziai a lavorare nel settore industriale della manutenzione e fondai nel mio paese il primo gruppo di donatori di sangue fratres della misericordia. Ma dopo tre anni e mezzo di professione, sentii una chiamata forte che mi portò a lasciare tutto, a cancellarmi dall’ordine degli ingegneri e a entrare in seminario a Massa, fino all’ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1981.

A quale ordine appartiene ?
Io appartengo ai Missionari di Maria, una piccola famiglia religiosa di diritto diocesano nata proprio in questo territorio intorno al 2000. Appena ordinato, nel 1981, mi fu affidata una nuova parrocchia ad Avenza. All’epoca non c’era alcuna struttura, ma solo un territorio difficile e gravato da una pessima fama. Con tanta determinazione e l’aiuto della popolazione locale, nell’arco di dieci anni riuscimmo a edificare l’intera parrocchia. In quel periodo, tuttavia, il ministero esorcistico non faceva ancora parte della mia vita.
Come è diventato esorcista?
La svolta avvenne nel 2005, quando la nostra comunità aprì una casa nell’area di Verona. Il vescovo locale, trovandosi con l’esorcista di zona ormai anziano, mi propose di assumere l’incarico. Accettai con il consenso del mio superiore, scoprendo sul campo che è l’esperienza diretta a insegnare come rapportarsi con la realtà del male. Finito il mio mandato a Verona e rientrato a Massa come padre generale del mio ordine, ho messo la mia esperienza a disposizione sia della diocesi locale e di quella della Spezia.
Il ministero esorcistico mira a combattere il demonio: in che modo agisce?
Per comprendere come agisce il demonio, la teologia distingue quattro modalità di azione straordinaria. La forma più eclatante è la possessione vera e propria, in cui il demonio prende il controllo del corpo di una persona, agendo in particolare sul sistema nervoso. C’è poi la vessazione, caratterizzata da dolori e disturbi fisici acuti che, tuttavia, non trovano alcuna diagnosi sul piano medico. Un’altra manifestazione è l’ossessione, che colpisce direttamente la mente attraverso due derive opposte: da un lato l’esaltazione, che instilla un orgoglio smisurato, convincendo la persona di essere superiore a tutti; dall’altro la depressione, che insinua un senso di totale inutilità e può condurre purtroppo anche al suicidio. Infine vi è l’infestazione, che non colpisce direttamente la persona ma riguarda un luogo o degli oggetti.
Ci racconta un episodio concreto che ha vissuto in prima persona qui in Lunigiana?
Il primo caso affrontato al mio rientro in Toscana fu proprio un’infestazione in una casa a Carrara. Per un mese intero mi recai quotidianamente nella casa per benedirla ed esorcizzarla, trovandomi di fronte a fenomeni sconcertanti. Gli elettrodomestici si accendevano e spegnevano da soli, un telecomando schizzò improvvisamente contro la parete senza rompersi e una statuetta di legno volò ad altezza d’uomo, sfiorandomi prima di impattare sul muro. Durante l’ultimo giorno di esorcismo apparvero improvvisamente macchie d’acqua e di sangue sul pavimento e lungo le pareti. Feci analizzare una goccia di quel liquido in ospedale, ottenendo la conferma che si trattava a tutti gli effetti di sangue fisiologico. Dopo quell’ultimo episodio, la casa tornò completamente pacifica.
Come si spiegò l’infestazione di quel luogo?
Risalendo all’origine di quell’episodio, emerse che nell’abitazione viveva un giovane curioso del mondo esoterico. Durante le sue ricerche su internet, lo schermo del dispositivo si era oscurato per fare spazio a una scritta in arabo che affermava di conoscere il suo nome. Spinto dalla curiosità, il ragazzo aveva risposto, fornendo i propri dati e permettendo all’entità di iniziare a descrivere nei dettagli chi ci fosse nella stanza con lui. Il demonio ha spesso bisogno di un mezzo fisico per insinuarsi o compiere un maleficio, e la rete o le onde elettromagnetiche, uniti alla superficialità con cui ci si accosta all’esoterismo, possono diventare una vera e propria porta d’ingresso.
Qual è l’identità del diavolo e qual è il suo scopo finale?
Per comprendere la natura del diavolo occorre rifarsi alla rivelazione biblica. Il demonio è in origine un angelo decaduto, creato da Dio con una natura puramente spirituale e un’intelligenza immensamente superiore a quella umana. Sottoposto a una prova di libertà, Lucifero e un terzo degli angeli si ribellarono quando Dio rivelò che si sarebbe incarnato prendendo la natura di un uomo, ossia l’unione di materia e spirito. L’orgoglio dell’angelo più splendido scattò di fronte al fatto che Dio scegliesse la natura umana anziché quella angelica, sintetizzandosi nel celebre rifiuto di servire la volontà divina. Precipitato e definitivamente separato da Dio, il demonio ha perso la grazia e lo spirito santo. Avendo rifiutato l’amore, la sua intelligenza acutissima si è pervertita e ripiegata su se stessa: per questo motivo il diavolo è incapace di amare e non sa fare altro che odiare. Odia Dio, odia la creazione, odia l’uomo creato a immagine divina e finisce per odiare se stesso, perseguendo come unico scopo quello di trascinare le anime nella sua stessa rovina.
continua…
