Passeggiando tra le vie dei centri storici, mentre fuori il termometro continua a sfiorare i 40 gradi, un dettaglio cattura inevitabilmente lo sguardo. Le vetrine dei negozi parlano già d’inverno e cappotti, maglioni e stivali convivono con gli ultimi capi in saldo, creando un curioso “cortocircuito” tra ciò che racconta il calendario della moda e ciò che, invece, dice il meteo. Giusto o sbagliato? Il dibattito è aperto. Eppure, da molti anni, il calendario della moda sembra correre più veloce di quello meteorologico. Già tra la fine di giugno e i primi di luglio, soprattutto nelle località di villeggiatura, fanno la loro comparsa le collezioni autunno-inverno. È davvero già arrivato il momento di pensare a cappotti e maglioni mentre siamo ancora alla ricerca di un po’ d’ombra?
Per molti, però, le vetrine invernali restano poco più di uno sfondo. Agosto è sinonimo di ferie e la mente è già altrove. C’è chi sceglie il mare, chi la montagna, chi una fuga all’estero e chi, con un pizzico di autoironia, finirebbe volentieri in Molise dalla celebre zia Ritella di “Sole a catinelle” di Checco Zalone.
L’importante, in fondo, è partire. Come dico spesso, non conta tanto dove si va, ma con chi si condivide il viaggio. Anche se il “dove” torna improvvisamente fondamentale nel momento in cui bisogna chiudere la valigia. Ed è lì che inizia la vera sfida dell’estate.

Davanti alla valigia aperta sul letto, uomini e donne sembrano talvolta appartenere a scuole di pensiero differenti. Non perché esista davvero una valigia maschile e una femminile, ma perché ognuno ha il proprio concetto di indispensabile. C’è chi pensa di affrontare una settimana con tre T-shirt, due camicie e un paio di pantaloni e chi prevede un’alternativa per ogni possibile variazione meteorologica e mondana. Naturalmente i ruoli possono tranquillamente invertirsi.
La vera regola dovrebbe essere una sola. La valigia si prepara pensando soprattutto alla destinazione.
Per una settimana al mare, per lui bastano bermuda ben tagliati, T-shirt, una camicia in lino, un pantalone leggero, costumi, sneakers e infradito tornate questa estate in grande voga. Per lei abiti leggeri, shorts, gonne, top, costumi da usare anche come body sotto una camicia oversize, un pantalone fluido e un sandalo adatto dalla passeggiata alla cena.
Se la destinazione è Ibiza, Mykonos o Formentera, spazio a lino, camicie morbide, pantaloni ampi, colori naturali e occhiali importanti. A Capri o Saint-Tropez si può osare qualcosa in più. Polo, camicia azzurra e pantalone écru per lui; caftano, abito lungo o completo leggero per lei. Il tutto senza sembrare in partenza per il set di una campagna pubblicitaria.
Per Parigi, Londra o New York o altre metropoli servono invece scarpe comode, denim, T-shirt, camicie, una giacca leggera e almeno un capo più ricercato per la sera.
Una regola fondamentale? Mai inaugurare scarpe nuove durante una giornata da ventimila passi, a meno che il programma non preveda una visita al pronto soccorso…insomma non fate come me che, qualche mese fa, ho imprecato qualsiasi Santo del Paradiso dopo aver indossato una sneaker nuova e quindi poco adatta ad essere inaugurata in passeggiate da circa 15/20 chilometri al giorno.
In montagna, invece, pensare che “tanto è agosto” può essere un errore. Cortina, Courmayeur o le Dolomiti richiedono T-shirt, felpa, maglia leggera, pantaloni comodi, giacca impermeabile e scarpe adeguate. Più che uomo o donna, qui conta conoscere l’arte del metti, togli e rimetti, ma soprattutto come dico sempre io vestirsi a “cipolla”.
Poi ci sono gli immancabili. Gli abiti che ogni estate partono con noi e tornano a casa esattamente come erano usciti dall’armadio. La quarta camicia “per sicurezza”, il terzo paio di scarpe, l’abito per una misteriosa serata speciale, la felpa pesante portata ai tropici perché “non si sa mai”. I veri frequent flyer delle nostre vacanze.
Partire leggeri, alla fine, non significa rinunciare allo stile. Significa scegliere meglio. E forse la valigia perfetta, è proprio quella nella quale rimane ancora un po’ di spazio. Non necessariamente per lo shopping, naturalmente.
Quanto a me, dopo aver dispensato consigli su Ibiza, Capri, New York e Cortina, quest’anno sarò decisamente meno glamour ad agosto. Questo mese infatti mi vedrà soprattutto al lavoro, con la speranza di concedermi almeno qualche gita fuori porta.
Buon Ferragosto a chi parte, a chi resta e a chi lavora…Con o senza valigia, purché in buona compagnia.
