Prima di Benedetto XVI e papa Francesco, prima dello scisma alla fine del 1300, prima di Celestino V, Roma ha avuto due papi: è stato tra la fine dell’anno 1000 e l’inizio del 1100. Per raccontare la storia di questo personaggio, bisogna fare un piccolo passo indietro e narrare quella di suo padre, Pietro di Leone, un ricchissimo mercante di origini ebraiche, convertito al cattolicesimo e battezzato da papa Leone IX. Pietro Pierleoni nacque a Roma nel 1090, il giorno è sconosciuto, ma come sapete l’anagrafe non era ancora computerizzata. La casata Pierleoni era davvero molto benestante, possedeva la casa-torre di Trastevere, il Teatro Marcello e l’intera Isola Tiberina, oltre a molte abitazioni e botteghe. Pietro Pierleoni fu incoraggiato da suo padre, che era un collaboratore di papa Gregorio VII, a dedicarsi agli studi ecclesiastici. Pietro Pierleoni trascorse un periodo a Parigi, dedicandosi allo studio e ai rapporti personali, come quello con il futuro re Luigi VI di Francia. Rientrò a Roma nel 1116 e fu nominato Cardinale diacono del titolo dei Santi Cosma e Damiano da papa Pasquale II. Pietro Pierleoni partecipò alle elezioni al soglio pontificio di papa Gelasio II nel 1118 e papa Callisto II nel 1119. L’anno successivo fu nominato cardinale presbitero con il titolo di Santa Maria in Trastevere, poi ancora Legato pontificio in Francia e in Inghilterra. Nel 1124 fu eletto papa Onorio II e Pietro Pierleoni non partecipò alla votazione in quanto residente in Francia, tuttavia sostenne a distanza il cardinale Teobaldo Boccapecora, in quel momento si aprì una lieve crepa con il pontificato che avrebbe portato conseguenze ben peggiori. Nel febbraio del 1130 papa Onorio II si ammalò e Pietro Pierleoni ritenne che fosse arrivato il momento di giocare la partita personalmente, anche grazie agli appoggi tra le famiglie aristocratiche. Furono giorni concitati con Pietro Pierleoni che spingeva per la consacrazione e il papa Onorio II, in cattive condizioni di salute, trasferito in un luogo sicuro. Si crearono due fazioni, quella guidata dai Pierleoni che fece base, insieme ai cardinali fedeli, nella chiesa di San Marco e quella dei Frangipane che difendeva papa Onorio II nella chiesa di Sant’Andrea. Il 13 febbraio 1130, dopo essersi affacciato dal balcone per rassicurare la folla, papa Onorio II morì, ormai la frattura tra i Pierleoni e i Frangipane era troppo profonda. Dopo aver fatto trasportare la salma del pontefice in Laterano, il partito ildebrandino elesse il cardinale Gregorio Papareschi che prese il nome di Innocenzo II e si ritirò presso la chiesa di Santa Maria in Palladio. La notizia giunse nella chiesa di San Marco, dove erano riuniti i cardinali fedeli a Pietro Pierleoni che fu eletto con il nome di Anacleto II, iniziò uno scisma che durò fino al 1138. Entrambi i papi scelsero il 23 febbraio per essere consacrati, Innocenzo II in Laterano e Anacleto II in San Pietro, con la città in festa, in quanto i Pierleoni godevano di una profonda ammirazione o forse solo perché il popolo era comprato con i soldi della facoltosa famiglia romana. Lentamente, ma non troppo, Anacleto II portò dalla sua parte sempre più cardinali, anche quelli una volta fedeli ai Frangipane. Per tale motivo Innocenzo II fuggì da Roma, recandosi dapprima a Pisa, poi Genova, in Francia e in Inghilterra alla corte dell’imperatore Lotario III. La battaglia ecclesiastica divenne quanto mai politica. Mentre Innocenzo II riceveva l’appoggio di Bernardo di Chiaravalle, Anacleto II riceveva l’appoggio di Ruggero II, ma soltanto per uno scambio di favori di tipo economico. Anacleto II scomunicò Corrado di Hohenstaufen per inimicare Innocenzo II agli occhi di Lotario III, il quale non cadde nella trappola e indisse un sinodo con 16 vescovi tedeschi che si pronunciò a favore di Innocenzo II. Dal canto suo Ruggero II sfruttò l’appoggio di Anacleto II per estendere i suoi possedimenti nell’Italia meridionale. Ruggero II di Sicilia e Anacleto II, l’uomo che volle farsi papa, si legarono a doppio filo e dovettero fronteggiare le spedizioni punitive imperiali di Lotario III. Battaglia dopo battaglia con avanzamenti e arretramenti, le due fazioni si fecero una guerra cruenta. Fino a quando Ruggero II comprese che non era più il caso di appoggiare Anacleto II e si defilò. Anche in virtù del fatto che il nuovo imperatore Lotario II di Supplimburgo assediò la città di Melfi, costringendo Ruggero II alla fuga. Si tenne il Concilio di Melfi V, nel quale fu sancita la carica di Innocenzo II a papa e la deposizione definitiva di Anacleto II, correva l’anno 1137. Con la fine del papato Anacleto II e la famiglia Pierleoni perse il controllo della città di Roma, attestandosi solo al Vaticano e Castel Sant’Angelo. Il 25 gennaio 1138 Pietro Pierleoni, l’antipapa Anacleto II morì a Roma e della sua tomba a tutt’oggi non esiste traccia.
Anacleto II: l’antipapa
