C’รจ un modo silenzioso di raccontare la storia della Lunigiana, ed รจ quello di Enrico Mazzoni: pochi centimetri alla volta, con gesso, polistirolo e legno intagliato a mano, ricostruisce borghi, pievi e ville che altrimenti resterebbero solo immagini sbiadite nei libri di storia locale.
๐จ๐ป ๐ฏ๐ผ๐ฟ๐ด๐ผ ๐ฐ๐ต๐ฒ ๐ฟ๐ถ๐๐ถ๐๐ฒ ๐๐๐น ๐๐ฎ๐๐ผ๐น๐ผ ๐ฑ๐ถ ๐ฐ๐ฎ๐๐ฎ

Tra i suoi primi lavori spicca il plastico del borgo della ๐ฉ๐ฒ๐ฟ๐ฟ๐๐ฐ๐ผ๐น๐ฎ, accompagnato da alcune case che in realtร non appartengono a quel singolo borgo: sono edifici sparsi sul territorio, ripresi da vari paesi della Lunigiana e poi riuniti insieme da Enrico per comporre un borgo ideale. Un borgo che, a Natale, si trasforma nel presepe di Lunigiana.
Il lavoro piรน recente รจ invece la ricostruzione di ๐ฉ๐ถ๐น๐น๐ฎ ๐ ๐ฎ๐น๐ฎ๐๐ฝ๐ถ๐ป๐ฎ a Caniparola di Fosdinovo, accanto alla ๐ฃ๐ถ๐ฒ๐๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ฉ๐ฒ๐ป๐ฑ๐ฎ๐๐ผ. Ogni edificio nasce da blocchi di polistirolo incisi a mano, poi ricoperti di gesso e dipinti fino a restituire la texture della pietra lunigianese, con i suoi conci irregolari, le arcate romaniche, le absidi e i piccoli portali in legno.







Anche i tetti raccontano l’inventiva dell’artigiano: sono realizzati con i vassoi di pasta fresca, tagliati su misura, modellati e colorati fino a diventare coppi terracotta credibilissimi. ร un dettaglio che dice molto del suo approccio: nessun materiale รจ “sbagliato”, se aiuta a raggiungere la verosimiglianza.
Nel giardino di Villa Malaspina, poi, il lavoro si fa ancora piรน minuzioso: siepi geometriche in stile barocco, vialetti di ghiaia, palme, vasi di fiori e una fontana ottagonale, in un gioco di proporzioni che trasforma un semplice modellino in un piccolo mondo abitabile con lo sguardo.









๐๐ฒ ๐ฟ๐ฎ๐ฑ๐ถ๐ฐ๐ถ: ๐๐ป๐ฎ ๐ณ๐ฎ๐บ๐ถ๐ด๐น๐ถ๐ฎ ๐ฑ๐ถ ๐ณ๐ฎ๐น๐ฒ๐ด๐ป๐ฎ๐บ๐ถ
La mano ferma di Enrico non nasce dal nulla. ร originario di ๐ฆ๐ผ๐น๐ถ๐ฒ๐ฟ๐ฎ, dove la sua famiglia gestiva un negozio di mobili, mentre la falegnameria si trovava a ๐ฅ๐ผ๐บ๐ฒ๐๐๐ฎ, condotta dal padre Raimondo insieme al fratello Vittorio. ร lรฌ, tra segatura e attrezzi da banco, che Enrico ha imparato a lavorare il legno โ un’ereditร che oggi si vede in ogni portone, in ogni colonnina, in ogni cornice intagliata a mano nei suoi plastici.
๐ง๐ฟ๐ฎ๐ฑ๐ถ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฒ ๐๐ฒ๐ฐ๐ป๐ผ๐น๐ผ๐ด๐ถ๐ฎ, ๐๐ฒ๐ป๐๐ฎ ๐๐ฐ๐ผ๐ฟ๐ฐ๐ถ๐ฎ๐๐ผ๐ถ๐ฒ
Da qualche tempo Enrico ha affiancato al lavoro manuale anche la ๐๐๐ฎ๐บ๐ฝ๐ฎ ๐ฏ๐, ma โ come racconta lui stesso โ la vera sfida non รจ la stampante: รจ impostare e disegnare correttamente i file da inviarle. Un processo che puรฒ richiedere ore di progettazione, perchรฉ serve lo stesso identico senso della proporzione che serve nell’intaglio del legno. La tecnologia, insomma, non sostituisce l’occhio dell’artigiano: lo mette semplicemente alla prova in un linguaggio nuovo.
๐จ๐ป๐ฎ ๐ฝ๐ฎ๐๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฐ๐ต๐ฒ ๐๐ถ ๐ถ๐ป๐๐ฟ๐ฒ๐ฐ๐ฐ๐ถ๐ฎ ๐ฐ๐ผ๐ป ๐น๐ฎ ๐ฐ๐๐น๐๐๐ฟ๐ฎ ๐ฑ๐ถ ๐๐ถ๐๐ถ๐๐๐ฎ๐ป๐ผ
Non รจ un caso che questa passione trovi terreno fertile a Fivizzano: Enrico รจ il marito di ๐ข๐ฟ๐ป๐ฒ๐น๐น๐ฎ ๐ ๐ผ๐ป๐ฑ๐ถ๐ป๐ถ, figura ben nota per il suo impegno culturale e sociale sul territorio. Mondini ha promosso e presentato all’Albergo Diffuso Cento Borghi di Fivizzano l’incontro “๐ก๐ผ๐ถ ๐ฑ๐ผ๐ป๐ป๐ฒ”, dedicato a storie di donne del territorio.
In una casa dove la memoria del territorio รจ giร al centro della vita quotidiana, i plastici di Enrico diventano un’estensione naturale di quello stesso amore per la Lunigiana: lei lo racconta con le parole e gli incontri, lui lo ricostruisce pietra per pietra, coppo per coppo, colonna per colonna.










๐จ๐ป ๐ฎ๐ฟ๐๐ถ๐ด๐ถ๐ฎ๐ป๐ผ ๐ฑ๐ถ ๐ฝ๐ฎ๐๐ถ๐ฒ๐ป๐๐ฎ
Non ci sono ancora mostre o cataloghi dedicati al suo lavoro: quello di Enrico Mazzoni รจ, per ora, un artigianato domestico, fatto di sere passate a incidere il polistirolo e a dipingere finti mattoni finchรฉ non sembrano veri. Ma รจ proprio in questa dimensione appartata che si misura il valore autentico della sua passione: nessuna fretta, nessuna scorciatoia, solo la voglia di restituire โ in scala ridotta, ma con veritร assoluta โ la bellezza di un pezzo di Lunigiana che rischierebbe altrimenti di essere dimenticato.
