“Ogni chiocciola per essere tale, deve emulare l’infinito col suo guscio e, allo stesso tempo, rallentare il tempo, fino quasi all’eternità” Fabrizio Caramagna
Chiocciola è un termine comune che può riferirsi a varie specie di “molluschi gasteropodi” appartenenti all’ordine “Stylommatophora” tutte caratterizzate dalla presenza di una conchiglia, ossia la struttura biologica rigida e dura che protegge esternamente e sostiene gli animali dal corpo molle e privo scheletro appartenenti al “phyla” dei molluschi, dei brachiopodi e degli ostracodi. Il termine chiocciola viene talora e impropriamente considerato come sinonimo di lumaca, termine che invece andrebbe utilizzato solo per i gasteropodi sprovvisti di conchiglia. Lumaca è un termine comune in lingua italiana con il quale si indicano tutti i gasteropodi terrestri polmonati, per estensione seppur più raramente anche quelli marini, che sono sprovvisti di conchiglia complessa e apprezzabile ad occhio nudo, detta anche guscio, e possiedono solo quella rudimentale e nascosta nella massa del mantello; anche la chiocciola è chiamata lumaca e sebbene questa accezione sia scorretta da un punto di vista tassonomico, è riconosciuta e usata normalmente nel linguaggio comune ed è un termine che viene utilizzato non solo per indicare l’animale ma anche per sottolineare, in senso figurato, la lentezza di un qualsiasi soggetto animato. Sempre nel linguaggio comune per fare una distinzione tra la chiocciola con il guscio e la lumaca senza il guscio si usano i termini “lumacone” o “limaccia” che si riferiscono senza ambiguità alcuna ai gasteropodi privi di guscio dell’infraordine “Limacoide”. I “Gasteropoda” sono la classe dei molluschi che ha avuto, considerando il numero di specie esistenti e la varietà di nicchie ecologiche occupate, il maggior successo evolutivo, soprattutto grazie ad adattamenti anatomici che sono molto diversi da quelli dei “Monoplacofori”, dai quali si sono presumibilmente originati. I gasteropodi inoltre sono la seconda specie più diffusa al mondo dopo gli insetti e si trovano praticamente ovunque, anche in habitat estremamente differenti tra loro, terra, mare e acqua dolce. Gli antenati della chiocciola, che è un animale in grado di adattarsi a molteplici condizioni di vita e che per poter sopravvivere si evolve continuamente, sono stati tra i primi animali a popolare la terra; sono stati infatti ritrovate tracce fossili risalenti a 500 milioni di anni fa. Le chiocciole sono molluschi gasteropodi detti polmonati perché dalle origini, nel corso del tempo durante la loro evoluzione, si sono adattate alla vita in ambiente terrestre e sono quindi molluschi privi di branchie ma provvisti di un polmone interno per la respirazione dell’aria. La specie mediterranea più comune è la “Cornu aspersum” della famiglia “Helicidae”, mentre la “Achatina achatina” o “chiocciola gigante africana” della famiglia “Achatinidae” è la chiocciola terrestre più grande al mondo; l’esemplare più grosso che sia mai stato documentato, chiamato ‘”Gee Geronimo”, corpo e guscio compreso, era lungo 39,3 centimetri, con un guscio di 27,3 centimetri e un peso complessivo di 900. La conchiglia della chiocciola, che oltre a proteggerla dai predatori la protegge anche dalla disidratazione durante i periodi caldi o freddi e durante il letargo riducendo la perdita di acqua che avviene attraverso l’evaporazione, è fatta di bicarbonato di calcio e di conchiolina, una proteina complessa che produce l’animale stesso, e continua a crescere durante tutta la sua vita con fasce di accrescimento che si fanno sempre più larghe verso l’esterno formando la tipica spirale arrotolata in senso antiorario; se la conchiglia subisce piccoli danni la chiocciola è in grado di ripararla grazie alle secrezioni del mantello. In zoologia si definisce “mantello” o “pallio” un’estensione della parete corporea di alcuni invertebrati come i brachiopodi e i molluschi, che si espande lateralmente e delimita assieme alla massa viscerale la “cavità palleale” all’interno della quale si trovano gli organi respiratori; il mantello di solito secerne le componenti collose, il carbonato di calcio e la conchiolina che vanno a costituire la conchiglia dei molluschi. La chiocciola è nota per la sua lentezza, un individuo adulto si muove ad una velocità media di un millimetro al secondo riuscendo a “camminare” senza mai ferirsi su qualsiasi superficie grazie alla bava trasparente e lubrificante, che sembra quasi argentea, che lei stessa produce. Le secrezioni della chiocciola servono anche per formare l’ “epifragma” nel momento in cui l’animale si ritira nel suo guscio. L’ “epifragma” è una formazione mucosa-calcarea di alcuni gasteropodi che ha la funzione di tappare l’ingresso della conchiglia e di mantenere al suo interno la necessaria umidità; a differenza di un “opercolo”, che è un organo mobile simile ad un coperchio che chiude l’apertura di una cavità in animali, vegetali o funghi, l’epifragma non può essere spostato avanti e indietro dal mollusco e qualora rotto deve essere riformato da capo mediante l’accumulo delle apposite secrezioni.
“…la porta che il gasteropode interpone fra sé e l’ambiente esterno è dapprima una finissima membrana iridata che rassomiglia alla pellicola delle bolle di sapone. Il liquido del quale è fatta viene emanato da ghiandole mucose ed è poco carico di calcare […] Seccandosi le dà un aspetto biancastro, una opacità completa, la consistenza dura e pergamenacea d’ una pelle di tamburo”, così diceva Marcel Roland, scrittore e naturalista francese, sul “tappo” che chiude la conchiglia della chiocciola. In letargo la chiocciola “si mura” letteralmente nella sua “casetta” per vivere un periodo di vita rallentato dall’inizio dell’inverno fino alle prime piogge primaverili. Roland proseguiva poi nella descrizione di questa formazione mucoso calcarea osservando che l’ “Helix aspersa” o “Cornu aspersum” a volte non produce un epifragma completo, come ad esempio in un inverno non molto freddo, ma si limita “ad attirare contro l’orificio del suo guscio, un corpo piatto, come una foglia secca o qualche scheggia di legno, e completa poi l’otturazione cementando il contorno del guscio in modo da rendere la chiusura inviolabile […] ho visto uno di questi gasteropodi utilizzare a questo scopo un pezzo di giornale”. La parte del corpo della chiocciola che striscia sul terreno e permette i movimenti e le ritirate grazie ad un forte muscolo si chiama “piede”. Il “piede” in zoologia può avere differenti significati in base al raggruppamento tassonomico a cui il termine è riferito; nei molluschi “il piede” è la massa muscolare, in genere dall’aspetto di suola strisciante, situata nella parte ventrale del corpo rivestita dal mantello o pallio, e nei gasteropodi è l’organo principale di locomozione. La chiocciola non può udire suoni, ma possiede occhi e organi olfattivi. Sul corpo ha quattro appendici retrattili chiamate comunemente “antenne” o “corna”; su due di esse ci sono gli occhi, le altre due invece sono organi di senso tattile. L’apparato boccale di questo animale contiene un organo detto “radula” munito di tanti denti microscopici con i quali la chiocciola “grattugia” il cibo prima di ingoiarlo. La radula, che è una struttura anatomica presente nell’apparato boccale dei molluschi gasteropodi ed utilizzato per la masticazione, ha una grande importanza diagnostica dal punto di vista tassonomico poiché è diversa da specie a specie e non essendo soggetta a decomposizione come le parti molli, ed essendo facilmente estraibile dal corpo essiccato dell’animale, il suo esame è spesso determinante per stabilire l’esatta attribuzione di una specie.

“La lumaca ha la pazienza di un saggio. Quando fa troppo caldo o troppo freddo, quando è stanca, si ritira nel suo guscio e aspetta che passi” Fabrizio Caramagna
La chiocciola è un animale assai cauto e timido, e appena si sente molestata si ritira nel suo guscio; quando vengono anche solo sfiorate le antenne si ritraggono istantaneamente. Le chiocciole amano l’umidità e temono invece i raggi del sole; per questo la loro fase di maggiore attività è durante la notte, nel primo mattino o nelle giornate nuvolose. Per sopravvivere a condizioni estreme in estate e in inverno, al troppo caldo o al troppo freddo, la chiocciola va in letargo. La “Helix aspersa” in inverno, per evitare di ghiacciarsi, altera le componenti del sangue riuscendo così a sopravvivere anche a temperature fino a meno 5°C, mentre in estate il guscio modifica la sua permeabilità all’acqua consentendo all’animale di sopravvivere nei mesi più caldi. Le chiocciole sono organismi ermafroditi insufficienti ovipari. Le chiocciole sono definite “ermafroditi insufficienti” perché, pur possedendo sia l’apparato riproduttivo maschile che quello femminile, non sono in grado di autofecondarsi e per riprodursi necessitano di un consimile; i due individui, durante l’accoppiamento, fecondano e contemporaneamente rimangono fecondati. Le uova deposte, che sono molto più grandi dell’orifizio dal quale escono, sono bianche, sferoidali e numerose, e vengono interrate in buche poco profonde di solo alcuni centimetri e raggruppate i mucchietti irregolari. Una chiocciola può deporre anche per giornate intere nello stesso luogo poiché tra una deposizione e l’altra trascorre generalmente diverso tempo, anche più di mezz’ora. Le uova si schiudono dopo 20-30 giorni dalla deposizione e ne escono chioccioline già munite di una rudimentale conchiglia a spirale. In natura la vita media di una chiocciola è di circa otto anni ma se è al sicuro da pericoli e attacchi predatori può arrivare a vivere anche sino a vent’anni.
“La chiocciola anche stando sotto terra avverte l’avvicinarsi della pioggia, e forse per questo è ritenuta depositaria di influssi e collegamenti segreti tra la terra e il cielo. Secondo alcune credenze sarebbe figlia, o perfino madre, della luna. La scia iridescente che rilascia nel cammino, oltre all’opalescenza della luce lunare, ha richiamato alla fantasia popolare il rapporto con la conchiglia e la perla…” Carlo Lepucci, scrittore italiano, studioso di tradizioni e autore di libri sull’argomento
La chiocciola con la sua lentezza, la sua cautela e la sua casetta sulla schiena non solo è un animale bello ed interessante scientificamente, ma anche altrettanto bello ed interessante dal punto di vista simbolico. Il significato spirituale della chiocciola è legato alla forma geometrica a spirale del guscio, che simboleggia il viaggio interiore, la pazienza, l’evoluzione, la crescita e il rinnovamento. L’incedere lento della chiocciola invita a rallentare, a vivere il presente e ad avere fiducia nel proprio percorso, ben rappresentato dalla spirale del guscio che dal centro si “srotola” verso l’esterno, rimandando al percorso della vita stessa che dal centro, l’origine o l’io interiore, si espande verso l’esterno in un processo di crescita ed evoluzione spirituale. La chiocciola che ha sempre la propria casa con sé è simbolo potente di sicurezza interiore, autosufficienza e radicamento, e muovendosi lentamente e sempre a contatto con la terra, insegna la calma, la perseveranza e il rispetto dei propri tempi.
“L’insegnamento della lumaca: Non importa dove vai e quanto tempo impieghi, lascia sempre una traccia dietro di te” Fabrizio Caramagna
Il messaggio spirituale più importante associato alla chiocciola, è quello che, proprio come questo piccolo animale, anche l’essere umano ha già dentro di sé e con sé tutto ciò di cui ha bisogno: pazienza, resilienza, autosufficienza, energia vitale, forza e sicurezza, e non deve quindi avere fretta di arrivare ad alcun tipo di destinazione o obiettivo. La chiocciola per il suo legame profondo con l’elemento terra, l’elemento della stabilità, della sicurezza e delle ricchezze nascoste, è considerata anche simbolo di prosperità, ricchezza, fertilità e sicurezza materiale.
“Voglio solo una vita tranquilla scivolare con maestosa lentezza, lasciando una scia di bava che brilla come il desiderio, disse la lumaca” Fabrizio Caramagna

Documentarmi per questo mio articolo, informarmi, leggere, conoscere ed “imparare” per poi scrivere di questa piccola creatura è stato, come ogni volta e per ogni animale, sicuramente bello, interessante e istruttivo, ma stavolta per me è stato anche particolarmente affascinante e molto emozionante. Non conoscevo molto sulla vita della chiocciola, in tutta sincerità era per me quasi una perfetta sconosciuta, ma soprattutto non avevo alcuna idea del simbolismo legato a questo “piccolo animale senza fretta e la casetta sempre con sé”. Ed è stato proprio questo, la sua “essenza”, il suo messaggio di autosufficienza, crescita ed evoluzione interiore, il suo invito a rallentare per poter godere a pieno della bellezza del presente in un mondo sempre più veloce, la sua calma, la sua pazienza, il suo “senza fretta di arrivare” perché comunque si arriva sempre là dove si vuole se rispettiamo noi stessi e i nostri tempi, la sua resilienza semplice, radicata e per questo potentissima, che mi ha profondamente commossa ed emozionata.
“La lumaca di terra non ha bisogno di volare veloce per lasciare la sua scia di stelle” Fabrizio Caramagna
