Lunedì 27 luglio alle 21 a Castellina in Chianti, nella sala Brunelleschi, sita in via delle Volte, si è tenuto un incontro per la presentazione del progetto “VivoInChianti”, un Archivio di tutto per tutti. VivoInChianti è una piattaforma interattiva, che consente con un semplice clic di aprire una porta virtuale per intraprendere un percorso a ritroso nel tempo e riconsegnare al presente frammenti di vita, storie e aneddoti del passato.

Il progetto del portale, che consente di riportare alla luce la memoria storica di luoghi e persone, coinvolge università e scuole, istituzioni, associazioni, pro loco, archivi, biblioteche locali e i cittadini — che una volta alla settimana si ritrovano in una sala della biblioteca di Castellina per riconoscere nelle foto coloro che hanno vissuto nel territorio e che hanno lasciato la loro traccia attraverso ‘radici’ che si propagano nel presente. L’organizzazione di eventi culturali di restituzione in coprogettazione con gli attori del territorio, al fine di diffondere la conoscenza del patrimonio culturale materiale e immateriale, è un ulteriore intento di partecipazione attiva della comunità per dare vita a momenti di condivisione. Sono coinvolti i territori comunali di Radda, Gaiole in Chianti, Castellina in Chianti e Castelnuovo Berardenga, i cui rispettivi Comuni hanno patrocinato questo progetto, mentre un determinante contributo è stato offerto dalla Fondazione il Cuore si scioglie e dal Comune di Castellina in Chianti. L’obiettivo è il recupero e la digitalizzazione di fotografie, video e documenti d’epoca appartenenti ad archivi pubblici e privati, famiglie e singole persone, in quanto la fotografia storica rappresenta una testimonianza insostituibile della memoria collettiva di un territorio e in cui la narrazione orale contribuisce ad arricchire il contesto storico delle immagini.

Nel corso della serata sono intervenuti Gaia Bastreghi Bianciardi, responsabile dei testi e voce narrante del video di presentazione della piattaforma, della segreteria e dell’allestimento eventi; il vicesindaco e assessore alla cultura Chiara Polvani; il progettista Fabrizio Bindi e Vito De Meo, responsabile della direzione, il quale, nel suo intervento ha raccontato la genesi del progetto: “In un’epoca in cui produciamo enormi quantità di contenuti digitali il rischio è che vada perduto il legame con il proprio passato. L’idea è nata dalla consapevolezza che il Chianti possiede un patrimonio straordinario di fotografie, documenti, filmati e testimonianze custoditi nelle case delle persone, negli archivi delle associazioni e nelle raccolte private. VivoInChianti è uno strumento nato dall’esigenza e dal desiderio di conservare la memoria e renderla viva, accessibile e condivisa.” A rendere interessante il progetto è la possibilità che ogni cittadino con il proprio apporto sia video che fotografico-documentale, diventa egli stesso protagonista al fine di tutelare e valorizzare la memoria collettiva che appartiene a tutti e nella quale tutti possono contribuire. Nel corso dell’incontro in cui erano presenti potenziali partner operativi, sia biblioteche che associazioni, — alcune della quali già coinvolte nel progetto — Massimo Bianciardi ha posto un accento sull’importanza della partecipazione di queste realtà in quanto fondamentali per poter fare da ponte con il proprio territorio, focalizzando, inoltre, l’attenzione sulla particolarità della fruizione di dati, notizie, curiosità e conoscenze: “VivoInChianti è un esempio virtuoso che presto costituirà un riferimento imprescindibile per un nuovo concetto di archivistica in linea con i nostri tempi.” Il nuovo concetto di archivistica, citato anche da Gaia Bastreghi Bianciardi, si ispira al pensiero di Archivio Aumentato del professor Federico Valacchi in cui la visione innovativa è stata nel superare l’idea tradizionale di semplice conservazione per andare a interagire quindi in un ecosistema digitale e partecipativo ealla cui base ci sono interattività, dinamicità e accessibilità, sfruttando tecnologie per ampliare la fruizione e la partecipazione della comunità. Tale progetto mette in comunicazione i giovani, utilizzatori delle nuove tecnologie, e gli anziani, custodi della memoria storica, creando un dialogo fra passato, presente e futuro. Nel proposito del progetto vi è altresì la creazione di gruppi di lavoro con volontari locali, studiosi e professionisti. VivoInChianti è dunque un portale nato per mettere in rete storie, immagini e documenti in cui vengono raccontati piccoli frammenti di vita, se considerati singolarmente, ma che insieme, come ha specificato a conclusione del suo intervento Vito De Meo, “possono contribuire a restituire l’identità di un intero territorio”.
