“Il lusso deve essere comodo, altrimenti non è lusso” Coco Chanel
L’eleganza e il lusso che non devono sacrificare la libertà era ciò che pensava e “praticava” nelle sue collezioni madame Chanel negli anni ’20, nel periodo della grande rivoluzione della società e della moda, quella dei cosiddetti “roaring 20s” i “ruggenti anni ’20” che sono, con tutta probabilità, la più importante rivoluzione fashion che ci sia mai stata. In questo periodo le donne dicono addio alle costrizioni tipiche dell’era vittoriana, ai bustini e ai corsetti troppo stretti, e scelgono la libertà, la comodità e il “movimento” nella vita e nella moda.

“La moda riflette sempre i tempi in cui si vive” Coco Chanel
I ruggenti anni ’20 definiscono il periodo che va dalla fine della prima guerra mondiale agli anni Trenta, un periodo che vede cambiamenti importanti nella società, nella politica, nel costume e nell’arte, anche e soprattutto per quanto riguarda “la donna”, cambiamenti che naturalmente si riflettono anche nella moda. Cambia il pensiero, cambia la vita, cambia il guardaroba. Questa è l’epoca di una nuova libertà, delle “flapper girls”, del jazz, del fox trot e del charleston, dei film muti e del “Grande Gatsby”, e questo si riflette perfettamente nella moda. I grandi couturier sempre al passo coi tempi e i giovani stilisti emergenti cominciano a creare vestiti con forme diverse da quelle tradizionali, più dritti, comodi e con materiali più leggeri e colorati. In questi anni si accorciano, dapprima alla caviglia poi fino al ginocchio, gli orli delle gonne, che ora sono anche ampiamente sostituite dall’uso del pantalone, compaiono i primi tessuti sintetici e prende sempre più campo il “pret-à-porter”, grazie al quale gli abiti, sempre lussuosi e curati in ogni dettaglio, sono, contrariamente all’esclusivo e su misura dell’ “haute couture”, “già pronti”, più disponibili e acquistabili anche nei grandi magazzini e centri commerciali, o addirittura per posta tramite catalogo. Anche lo sport diventa trendy, in particolare il tennis, che spopolando nel mondo sportivo detta legge anche in quello della moda, definendo in modo del tutto nuovo e particolare outfit e look. Libertà, funzionalità e modernità trasformano il guardaroba, che si fa più semplice e gli abiti diventano più fluidi nelle forme e più destrutturati e finalmente possono essere indossati in autonomia senza alcun aiuto; anche gli accessori, ora indispensabili più che mai per rifinire ogni outfit per look davvero glamour, chic, particolari e sofisticati, diventano minimal, come il cappello a cloche, che prende il posto dei copricapo a volte fin troppo ricchi e decorati di inizio secolo, o un semplice anche se lunghissimo filo di perle che rimpiazza i monili “art nouveau”. È dallo “sguardo” che l’Europa dà all’America delle libertà, del cinema, della musica, delle sale da ballo con ritmi nuovi e favolosi, che nasce una nuova moda e in particolare la moda delle “flapper girls”, ovvero la moda delle ragazze e giovani donne che nei locali d’oltreoceano indossano abiti corti e sfrangiati, che hanno una libertà o meglio una spregiudicatezza mai vista prima, che fumano in pubblico, portano capelli corti, il famoso taglio “Bob”, e talvolta vestono “à la garconne” con abiti maschili, vere e proprie icone degli anni ’20. Un capo di tendenza in questi anni ruggenti è la camicetta con scollo alla marinara che in realtà arriva in Europa già nel 1917 con le truppe americane e viene subito “adottata” ed “adattata” alle passerelle europee dai nuovi stilisti come Coco Chanel, che la produrrà con il “jersey”, stoffa tipica fino ad allora dell’abbigliamento maschile, e che farà indossare con gonne a pieghe e lunghi cardigan chiusi da cinture a vita bassa.

“La donna moderna conduce una vita attiva. Ha bisogno di abiti che le permettono di muoversi liberamente senza perdere nulla della sua grazia” Jean Patou
Negli anni Venti l’abito tipico per il giorno è quello di taglio dritto con linee morbide, con la cintura che si abbassa rispetto alla linea naturale della vita. Ora si usano le cinture anche sulle tuniche, sia cinture vere che “finte” cucite ad ornamento direttamente sull’abito ma sempre ad altezza fianchi. La sera invece gli abiti si fanno scenografici e molto preziosi, chic, glamour, sofisticati, abiti che donano alla donna un eleganza raffinata e audace al tempo stesso, abiti che le consentono di esprimere tutta la sua femminilità e sensualità, e la rendono estremamente affascinante, indimenticabile. Quelli da sera sono abiti dalle forme semplicissime, in tessuti eleganti e leggeri, ma riccamente decorati con frange, perline di vetro, ricami preziosi e file di piume, vestiti che sono sempre coordinati a cappelli-acconciatura “en pendant” con la parte terminale dell’abito stesso, o a fasce anche queste ricamate o impreziosite da strass, perline e piume. La “mise” da sera è poi quasi sempre completata dalle “perle extralong”, il gioiello più in voga del momento, una collana di un solo filo di perle lunga, molto lunga, l’accessorio forse più identificativo e iconico degli anni ’20. In questo decennio in Europea emergono nuovi stilisti che segnano il costume e la moda dei “roaring 20s”. Coco Chanel, all’anagrafe Gabriella Bourneur Chanel, che apre nel 1919 la sua prima maison e fin dall’inizio della carriera ricerca in ogni abito la bellezza e la qualità, ma anche tendenza, praticità, libertà e funzionalità. La stilista francese si specializza nell’utilizzo del jersey, un tessuto, come già scritto, fino ad allora ad uso quasi esclusivo della moda maschile, e in modelli nuovi e d’avanguardia, gonne a vita bassa dalle morbide forme pieghettate, camicette piuttosto ampie e lunghi cardigan o anche maglioni da uomo da indossare sopra gonne stavolta dal taglio dritto e lineare. Tra le importanti innovazioni di Chanel c’è la moda “a la garsonne” e anche il taglio corto dei capelli che, nato per pura fatalità da un incidente domestico, si diffonde subito ampiamente tra le fashioniste più audaci e sofisticate, e che da allora in poi godrà di un posto importante nel mondo femminile. È il 1921 quando esce il mitico e leggendario profumo “Chanel N.5” che madame Coco mise a punto con l’aiuto di Ernest Beau, profumiere dello zar che a causa della rivoluzione russa era emigrato in Francia. Con “Chanel N.5” nasce un nuovo concetto di profumo che finalmente farà “odorare la donna di donna e non di rosa”. Nel 1926 Chanel crea poi un abito semplicissimo ma straordinario, sofisticato, glamour, chic, elegantissimo, destinato a diventare iconico e indispensabile in ogni guardaroba femminile ed imprescindibile dichiarazione di personalità e stile: “le petite robe noir”, il “tubino nero”. La moda degli anni Venti è influenzata moltissimo anche dall’arte di questo periodo con le nuove correnti moderniste che disegnano figure longilinee, senza curve, più androgine. Elsa Schiaparelli porta nella moda il surrealismo nel 1927 quando disegna e crea il suo famoso maglione “tromp l’oleil” con fiocco, che diventa subito molto popolare e si diffonde largamente anche grazie alle riviste di moda sulle quali è sempre presente. Da non dimenticare il “tennis look”. Questi sono infatti gli anni nei quali per la prima volta “va di moda fare sport” e per la prima volta lo “sport fa moda”. Maestro in questo nuovo tipo di abbigliamento è Jean Patou, uno dei più grandi sostenitori dello stile “à la garsonne”. Patou fu uno dei primi stilisti a personalizzare i propri abiti con un monogramma e come Coco Chanel aprì il suo primo atelier nel 1919. Tra le straordinarie creazioni di Patou, molto importanti e di rilievo sono state le sue collezioni e produzioni di abbigliamento sportivo e costumi da bagno. Lo stilista e profumiere francese, che amava tanto il colore al punto di inventare nuove tonalità come il “Patou blue” e il “dark dahlia”, aprì nel 1924 il primo laboratorio per la creazione esclusiva di abiti sportivi e costumi da bagno. Le sue linee di abbigliamento sportivo ebbero grandissimo successo e furono accolte molto favorevolmente nel mondo della moda femminile sin dalla sua prima collezione. Non si può dimenticare inoltre che fu proprio Patou a disegnare e realizzare la meravigliosa e assai audace per l’epoca “divisa sportiva” per la tennista Suzanne Lenglen, una divisa sportiva senza maniche, con la gonna in seta bianca a pieghe con cardigan e fascia per i capelli coordinati e dello stesso colore. Abbigliamento, accessori, tessuti, disegni, forme, colori, collezioni, stagioni e passerelle, nella moda “tutto quanto fa…glamour” e poi ci sono anche “anni” interi, come i “roaring 20s”, che fanno glamour e diventano iconici, anni nei quali la moda cambia davvero in modo radicale e rivoluzionario. La moda dei “ruggenti anni ’20” quella degli “abiti dritti, cloche, perle e libertà” è leggendaria e intramontabile, è una moda fatta di bellezza, femminilità e sensualità, che ancora oggi ispira stilisti e “si respira” in quasi ogni passerella.
“Una donna dovrebbe essere due cose: elegante e favolosa” Coco Chanel
La stilista francese diceva il vero e il giusto. Negli anni venti ogni donna era, e da allora è e sempre sarà, così: ben curata, elegante, affascinante, sicura di sé, una donna che “brilla” perché ha scelto “la libertà” come dichiarazione di personalità e stile nella moda e nella vita.
