Ci sono esperienze che non si possono comprendere restando in superficie. Richiedono di chiudere gli occhi, fidarsi e lasciarsi andare a un ritmo più antico del tempo. È esattamente quello che mi è successo quando ho deciso di partecipare a un viaggio sciamanico, un’esperienza intensa che mi ha portato a connettermi con la parte più profonda del mio essere. Un ringraziamento speciale per questa esperienza va a Beatrice che, anche se non ama definirsi una sciamana o una guida spirituale, possiede senza dubbio un carisma e una sensibilità unici nel condurre questo percorso. Ecco come si è svolto questo viaggio straordinario, tra respirazione, trance e l’incontro con il mio animale alleato. Tutto ha avuto inizio nel cerchio. Per staccare la spina dal caos quotidiano e calmare il flusso dei pensieri, Beatrice ci ha guidato attraverso specifiche tecniche di respirazione. Fin dai primi respiri profondi e ritmici, ho percepito il corpo farsi più leggero e la mente iniziare a cedere il controllo.
Ma il vero passaggio di stato è avvenuto con l’ingresso del tamburo sciamanico. Il suo battito, costante e ipnotico, non era solo un suono: era una vibrazione che risuonava direttamente nel petto. Quel ritmo, che imita il battito cardiaco della terra, mi ha cullato fino a farmi scivolare in una specie di trance, uno stato di coscienza alterato ma vigile, dove il tempo ha smesso di esistere.
A quel punto, la voce di Beatrice è diventata una bussola nel buio. Ci ha guidati visualizzando un bosco fitto e ancestrale. Camminando tra quegli alberi immaginari ma vividi, la richiesta è stata chiara: cercare un buco nel terreno, un passaggio per scendere nelle viscere della terra. Trovato il mio varco, ho iniziato la discesa. Nel viaggio sciamanico, questo luogo profondo è conosciuto come il “mondo inferiore”, lo spazio dello spirito e della natura incontaminata, dove risiedono gli animali di potere. La discesa non faceva paura; era come tornare a casa, in un luogo protetto e dimenticato.
Una volta giù, lo scenario si è popolato. Nel silenzio della trance, ho visto scorrere diverse creature. Ho incontrato e interrogato vari animali, ognuno con la sua energia, ma sentivo che nessuno di loro era lì per me. Non c’era fretta, solo una profonda attesa. Poi, finalmente, è apparso lui. Non è stata solo una visione visiva, ma una percezione emotiva travolgente. Tra i tanti, ho riconosciuto il mio animale guida. Nel momento esatto in cui i nostri sguardi si sono incrociati, ogni dubbio è svanito. Mi sono avvicinato e, nel dialogo silenzioso che è seguito, il mio animale mi ha rassicurato. Ha portato un messaggio di pace e stabilità che ha spazzato via le mie ansie profonde, dandomi una certezza immediata: non sono solo, e ho dentro di me tutta la forza che mi serve.
Quando il ritmo del tamburo è cambiato, segnalando il momento di tornare, ho ripercorso la strada a ritroso attraverso il tunnel, riaprendo gli occhi nel mondo ordinario. Ciò che mi porto dietro da questa esperienza non è solo il ricordo di una visualizzazione suggestiva, ma una sensazione reale di radicamento e protezione. Il viaggio sciamanico mi ha insegnato che, quando il mondo esterno fa troppo rumore, basta ascoltare il battito giusto per ritrovare la propria guida interiore.
