di Alessandro Fiorentino e Mattia Cardellini foto di Jeremy Vaughan
seconda e ultima parte
Continua la chiaccchierata con Beatrice che si occupa di filosofia e sciamanesimo in Lunigiana:




Esiste un dualismo bene-male nello sciamanesimo?
Non necessariamente. Tutto è collegato alla natura, ma sappiamo benissimo che in natura esiste anche la crudeltà. Predatori e prede. Nello sciamanesimo contemporaneo a differenza della principali religioni questo contrasto tra bene e male non è contemplato. Ciò che può essere positivo per me può non esserlo per te. Nessuno giudica, nessun peccato da scontare. Solo istinto naturale niente morale.
Fai uso di erbe medicinali durante i tuoi rituali?
Io uso quelle che ritengo più funzionali alle mie esigenze. Il palo santo, ad esempio, crea un certo tipo di energia, oppure uso la salvia bianca per purificare. È stato scoperto scientificamente che alcune piante usate dai curanderi hanno proprietà medicinali.
Qual è il tuo rapporto con la Lunigiana, anche a seguito delle tue pratiche?
Inizialmente ero molto timorosa. La prima volta che ho pubblicizzato una serie di quattro incontri, hanno risposto in tanti, più di quanto mi aspettassi. Per assurdo faccio molta più fatica con le mie pratiche di rebirthing, di respiro consapevole circolare che è molto più conosciuta e riconosciuta. Lo sciamanesimo ha fatto più presa, dopotutto questa è una terra magica, di streghe e stregoni, ma nel senso buono del termine.

La parola strega può essere fraintesa…
È vero, ma con quel termine io intendo le curatrici, i curandero.
Ci spieghi cos’è il rebirthing?
É una pratica di respiro consapevole circolare, cioè continuo, che porta ad uno stato di coscienza alterata, non ordinario. Questo permette uno switch off della mente per entrare in uno spazio più di intuizione, più emotivo. È un lavoro molto profondo, si lavora con i traumi partendo da quello principale della nascita
Cosa intendi, esattamente, con trauma di nascita?
In italiano la parola trauma è molto forte, quasi negativa, mentre in inglese ha un’accezione un po’ più soft. Io preferisco parlare di storie di nascita, impronte di nascita. Psichiatri e psicologi affermano che al momento della nascita si esce da un ambiente acqueo, protetto e sicuro che è la pancia della mamma per entrare ne,l mondo passando da un canale abbastanza stretto. Questo incide, specialmente a seconda di come si nasce, sul futuro carattere del bambino. Io ho studiato queste dinamiche, compresa la vita del bambino fino al primo anno di vita, perché è una parte fondamentale del percorso di una persona.

Esiste, negli individui, una memoria di questo evento?
La nostra memoria iniziale è corta, ma esiste una memoria cellulare corporea nella quale sono registrati questi momenti e da lì nascono le prime credenze inconsce, le false credenze su se stessi. La vita che ti crei sulla base di ciò che credi di essere. Rebirthing è una pratica molto potente che aiuta a sciogliere molti traumi. Il mio è un lavoro transpersonale.

Cioè?
Vado a cercare quello che c’è oltre la parte razionale e mentale. Quando riusciamo ad accedere ad uno stato non ordinario di coscienza, distaccandoci dalla parte razionale, entriamo in uno stato transpersonale. Quando andiamo da uno psicologo magari capiamo quali sono le cause dei nostri disturbi, ma manca qualcosa, che possiamo raggiungere, operando oltre i freni della nostra razionalità.

Ci hai detto che il tuo lavoro va oltre quello di uno psicologo: da dove arriva questa considerazione?
Personalmente, ho seguito un periodo di psicoterapia, però ad un certo punto non mi bastava più, mi sono accorta che era come se mi mancasse un pezzo e così è partita questa mia ricerca sullo sciamanesimo, sul rebirthing, sugli equilibri energetici, le pratiche indiane e così via. Osservo anche i risultati che ottengo, sia su di me che sulle persone che vengono ai miei incontri. La cosa bella è che tra di loro ci sono tanti psicoterapeuti e psicologi. Collaboro con uno studio olistico di psicoterapia di Milano, dove la normale psicologia e psicoterapia vengono integrate con il mio lavoro. Non basta lavorare sulla parte razionale, ma anche su quella emotiva ed energetica del corpo.

Come fai a convincere le persone che vengono dalle città a questo tipo di approccio?
Io vengo da un ambiente cittadino, quindi per me è più facile usare un linguaggio a loro familiare per farli uscire da certi preconcetti e comunque io non le convinco, sono loro che vengono da me.

Cosa si aspettano le persone da te? Qual è la differenza tra aspettativa e realtà?
Una cosa che posso dire di me stessa con fierezza è che porto con me quello che sono. Io sono vera. Non mi vesto di piume, non vado in giro a dire che sono chissà chi, per cui, arriva gente vera che ha ben presente cosa porto. È raro che io abbia trovato dei disadattati. Come ti ho detto, quando ho esordito con lo sciamanesimo, molte persone sono venute. Credo fermamente che qui in Lunigiana ci sia un collegamento speciale, è davvero una terra magica. Noi non siamo qui per caso.
Quanta di questa magia è importante per te, stando qui?
Tutta sicuramente. Per me c’è un’energia molto forte in Lunigiana. Ho vissuto a Ibiza, in Sicilia ed in Australia, dove ho avvertito meno energia. Qui è molto forte, potente ed aiuta molto le persone ad aprirsi e a concorrere nel loro processo di guarigione.

La storia della Lunigiana è impregnata di spiritualità, di energia…
Io dico sempre che non è solo la nostra educazione che ci ha limitato. Perchè andiamo a studiare le pratiche sciamaniche in altri continenti? Perché in Europa non esistono più, è stata fatta piazza pulita…
A Licciana Nardi, Bagnone, Barbarasco esistono leggende legate a donne che ballavano intorno all’albero sacro e venivano identificate come streghe…
Erano sciamane, curatrici. Noi siamo questo.
Parlando di streghe, quando sei arrivata qui non avevi paura che la gente dicesse ecco, è arrivata la strega di turno?
A chi dice questo, io rispondo che dovrebbero provare prima di parlare. Una cosa che mi porto dalle città è che mi importa poco del chiacchiericcio: chi vuole sperimentare con me quello che faccio lo fa, ci deve essere sintonia da ambo le parti. Altrimenti non viene, ci sono altre realtà. Il fatto che io non voglia essere chiamata sciamana nasce proprio dal non voler creare equivoci.
Come vuoi essere chiamata quindi?
Guida dello spirito, potrebbe andare bene. A me non piacciono i nomignoli o le identificazioni perché portano a disguidi o a false idee che uno si può fare. Io dico che, se senti di voler provare: fallo, provalo, tutto qui
Per chiudere, ci dici qualcosa del tamburo che usi nelle tue sedute?
Il tamburo è il mio alleato e come dicono i nativi è il battito del cuore della Terra, suonandolo si sincronizzano i cuori. Ha anche una funzione scientifica. Le vibrazioni che emettono tutti gli strumenti sciamanici, non solo il tamburo, fanno bene lavorando sulle acque del corpo equilibrandole. Si lavora anche sui chakra se vogliamo aggiungere più dettagli, questo è ciò che fa a livello curativo.

E a livello sciamanico?
Il ritmo sostenuto del tamburo che varia dai 120 ai 140 battiti al minuto porta a cambiare le onde cerebrali aiutando ad entrare in uno stato di trance o non ordinario di coscienza che permette il viaggio sciamanico.
Che funzioni ha il viaggio sciamanico?
Diverse. Quello di incontrare l’animale guida o il bambino interiore oppure i maestri.
Ma non c’è la possibilità che questo viaggio si faccia insieme? Cioè la persona che si sottopone a questa pratica e tu che suoni il tamburo?
Assolutamente sì, lo facciamo insieme. Io sono sempre con loro, perchè potrebbe essere pericoloso, potrebbero perdersi, fare brutti incontri, potrebbero non essere capaci di tornare indietro. In tutte la pratiche, che siano religiose o no, esiste la figura del maestro, del guru che ha funzione di guida. Durante il viaggio sciamanico nella scoperta di se stessi, è facile perdere il cammino e c’è bisogno di qualcuno che abbia la visione d’insieme. Creando questo clima di fiducia la persona si sente più libera di lasciarsi andare
Chiunque può diventare una guida come sei tu? Oppure Beatrice ha quella scintilla che altri non hanno?
In teoria chiunque può farlo, però c’è chi è più portato, più propenso. Ben inteso: ci vuole una gran preparazione.
Dove inizia il professionismo? E dove inizia il cialtronismo?
É vero ci sono anche un sacco di improvvisatori in giro. Le persone vanno da chi risuona con loro. Se trovano il cialtrone è perché dovevano fare l’esperienza col cialtrone, il motivo è che probabilmente ha una storia di delusione nella vita che va avanti oppure in fondo in fondo non vuole fare quel lavoro vero di trasformazione e di percorso personale. Per riassumere ci si sceglie a vicenda, se una persona viene da me è perchè ha bisogno di questa esperienza e inconsciamente sente che io posso fargliela fare.
Sei una persona modesta?
Ho lavorato molto su questo aspetto, mi son detta che se davvero volevo dare qualcosa alle persone avrei dovuto impegnarmi e lavorare tanto.
