Nel libro della Genesi si narra che Dio, adirato nel vedere gli uomini che stavano costruendo una torre per arrivare fino in cielo, con un notevole senso dell’umorismo, decise di mutare i loro linguaggi in modo tale che nessuno potesse capire cosa dicesse l’altro. Vi immaginate centinaia di persone che si mandano a quel paese in altrettante lingue diverse? Questa è il motivo per cui, secondo i testi sacri, sono nate le lingue del mondo.
Una leggenda simile narrata nelle foreste della Nigeria dice che quando Dio decise di assegnare ad ogni popolo un linguaggio per distinguerlo dagli altri, iniziò da un villaggio chiamato Ubang assegnando loro ben due linguaggi, subito si rese conto però che, procedendo in quel modo, le lingue a disposizione non sarebbero bastate, per cui proseguì il suo lavoro con più parsimonia lasciando però in quel villaggio le cose come le aveva assegnate. Questa è la spiegazione per un fenomeno linguistico alquanto bizzarro che si può notare in quel villaggio, dove è vero che esistono due lingue totalmente differenti una dall’altra, ma una è di uso esclusivo delle donne, l’araseke mentre l’altra, l’ofe è parlata solamente dagli uomini.
Facciamo qualche esempio: se vogliamo indicare la parola cane, gli uomini diranno abu mentre le donne akwakwe, acqua per gli uomini è bamuie oppure itong, metre per le donne è amu o iruì. Ancora albero, per gli uomini kitchi ma per le donne okweng; tazza per gli uomini è nko ma per le donne è ogbala e potremmo andare avanti in questa maniera divertente per un sacco di tempo, scoprendo tutto il loro vocabolario. La cosa più affascinante però è che se un uomo ed una donna si siedono e iniziano a conversare, ognuno nella propria lingua, incredibilmente si capiscono senza che nessuno sconfini nell’idioma altrui e senza l’utilizzo di un interprete. Com’è possibile? La risposta è semplice, tolto il fatto che, in realtà, solo un quarto delle parole a loro disposizione differiscono una dall’altra, i bambini di entrambe i sessi, fino al decimo anno di età crescono parlando la lingua delle donne, questo perché nella loro società alle donne è relegato il compito dell’educazione dei figli. Dopo quel confine temporale, i bambini maschi imparano il linguaggio degli uomini conservando però memoria di quello delle donne col quale non potranno più in alcun modo parlare.
Abbiamo iniziato dicendo che la ragione sembrerebbe divina, in realtà alcuni studi hanno ipotizzato tre differenti e probabili cause per questo fenomeno. La prima viene chiamata la teoria della cultura a due sessi ed è basata sulla netta differenziazione tra i compiti assegnati agli uomini e quelli assegnati alle donne. Entrambe i sessi hanno le loro gerarchie politiche e a ognuno di loro è assegnato un ruolo, l’uomo più legato alla caccia mentre la donna più incentrata sull’agricoltura. Questo ha fatto sì che i due generi cristallizzassero le loro differenze anche con la lingua, che è diventata un’estensione vera e propria del loro status sociale. La seconda teoria è quella delle società segrete o dei riti di iniziazione. Nell’area del Cross River, dove è situato il villaggio di Ubang, sono sempre esistite delle società segrete influenti a livello culturale e politico, ognuna delle quali, a seconda che fosse di esclusivo dominio maschile o femminile, aveva dei propri riti segreti di iniziazione che utilizzavano dei gerghi in codice (argot) accessibili solo agli appartenenti alla propria categoria sessuale. Col passare del tempo è possibile che questa usanza sia in qualche modo confluita nella vita quotidiana, dando vita a questo strano modo di comunicare. La terza ed ultima teoria è quella del contatto o dei matrimoni interfonici. Ubang è collocato lungo una antica e trafficata via commerciale per cui è possibile che due etnie siano venute a contatto e per saldare delle alleanze politico economiche, siano stati fatti dei matrimoni misti per cui, le donne che allevavano i figli e rimanevano nei villaggi parlavano una lingua, mentre gli uomini che erano più occupati nel commercio o nella vita pubblica discutevano in un’altra. I due linguaggi, invece di trasformarsi in uno solo, si sono radicalizzati ognuno all’interno del proprio genere. A sostegno di questa ipotesi i linguisti locali hanno visto che le parole in ofe derivano dal proto bantu, la lingua madre di quell’area mentre i vocaboli in araseke hanno radici molto più incerte e misteriose.
L’Africa non siete mai di stupirci.
