Il 17 luglio 2025 viene presentato il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana U-21: per ricoprire questo ruolo viene scelto Silvio Baldini, tecnico massese con esperienze in tutte le categorie del calcio professionistico italiano, reduce da una grandissima stagione alla guida del Pescara, che è riuscito a riportare in serie B. La scelta della federazione di mettere un tecnico di questo tipo viene accolta, da subito, con grande fiducia. Nel suo percorso, finora, Baldini ha diretto la nazionale in otto gare, vincendone sette e uscendo sconfitto solo in una gara di qualificazioni agli europei di categoria giocata in trasferta a Stettino, contro un’attrezzatissima Polonia. Proprio nelle qualificazioni agli Europei la nazionale guidata da Baldini sta facendo un grandissimo percorso e, a due partite dal termine, si trova al secondo posto a 3 punti dalla capolista Polonia, ultima avversaria che l’U-21 azzurra dovrà affrontare nei prossimi mesi dopo la partita contro l’Armenia. Ciò che maggiormente stupisce di questa nazionale è la rendita rispetto alla nazionale maggiore: nelle otto gare a direzione Baldini gli azzurrini sono andati in gol ben 25 volte (una media di poco più di 3 gol a partita) subendone solo 5. Baldini è quindi un tecnico che riesce a far esprimere al meglio i giovani calciatori italiani, dimostrando che il talento italiano non è sparito, tutt’altro, ma non viene sfruttato al meglio nelle squadre di club: se si osservano i migliori giocatori della nazionale nelle gare giocate nella ultima sosta, si può notare che, nonostante siano dei giocatori di talento non riescono ad imporsi nelle società, soprattutto in quelle italiane.

Pochi giorni dopo la sconfitta, e la conseguente esclusione dal mondiale 2026, il C.T. della nazionale maggiore Gennaro Gattuso rassegna le proprie dimissioni, insieme al selezionatore della nazionale Gianluigi Buffon e al presidente della FIGC Gabriele Gravina. La nazionale azzurra sarà però impegnata a giugno per due amichevoli contro Grecia e Lussemburgo in vista dell’impegno in Nations League di settembre e rischierebbe, quindi, di non poter avere in panchina tanti degli allenatori che sono stati individuati come successori di Gattuso, da Antonio Conte a Massimiliano Allegri su tutti. La scelta ricade proprio per questo su Silvio Baldini. Ma cosa può dare un’esperienza di Baldini in nazionale maggiore?

Oggi più che mai, nei 12 anni senza mondiali, i tifosi italiani richiedono a gran voce una rivoluzione nel calcio italiano, con maggiore fiducia nei giovani, prendendo esempio dai sistemi tedeschi e spagnoli che, negli ultimi anni, hanno prodotto grandissimi talenti che giocano già in nazionale maggiore e nei maggiori club tedeschi e spagnoli (basti pensare agli spagnoli classe 2007 Pau Cubarsi e Lamine Yamal, titolari del Barcellona e della nazionale spagnola, o a Lennart Karl appena 18enne ma già convocato in nazionale maggiore). Silvio Baldini in nazionale potrebbe portare in queste amichevoli proprio l’incipit di questo ricambio generazionale, convocando tanti giocatori che sono stati con lui in U-21, ma che potrebbero già rientrare nel giro della nazionale maggiore: oltre al già citato Ndour sarebbero da considerare già pronti Michael Kayode e Davide Bartesaghi per quanto riguarda la difesa, ma anche Niccolò Fagioli, Fabio Miretti, Cesare Casadei e Niccolò Pisilli se si guarda a centrocampo, oltre a Jeff Ekathor in attacco. Queste amichevoli potrebbero servire da esperimenti per l’inserimento di questi giovani negli schemi della nazionale maggiore in modo da iniziare il processo di ricambio generazionale che i tifosi chiedono a gran voce.
Altre grandi caratteristiche positive di Silvio Baldini sono la sua capacità di creare un gruppo molto affiatato e con grandissima voglia di giocare, lottare e correre per tutti e 90 i minuti, cosa che è mancata, probabilmente, alla nazionale maggiore nelle ultime uscite (un terzo dei gol della nazionale U-21 nelle qualificazioni agli europei sono arrivati negli ultimi 20 minuti di gara, quelli nei quali gli azzurri hanno faticato di più contro la Bosnia), e quello di creare una squadra che segna tantissimo, anche con i centrocampisti: sono infatti 21 i gol segnati nelle 7 gare di qualificazione, 12 dei quali dai giocatori di centrocampo. Queste due particolarità del gioco “baldiniano” porterebbero una vera e propria ventata di aria fresca nella nazionale azzurra, che è stata criticata spesso negli ultimi anni per essere una nazionale che crea e segna pochissimo, nonché una squadra che spesso soffre dal punto di vista mentale , come visto proprio nella gara contro la Bosnia.
In sintesi, un’esperienza per Silvio Baldini sulla panchina della nazionale maggiore, per quanto ad interim, potrebbe essere super positiva per spronare l’ambiente a cominciare ad attuare quel ricambio generazionale che sembra essere un passo necessario per rinnovare il movimento italiano e riportarlo in testa al calcio mondiale. Probabilmente però l’esperienza del tecnico massese sarebbe ancora più positiva e utile se continuasse il suo percorso sulla panchina della nazionale minore per creare ancora nuovi gruppi e forgiare nuovi giovani giocatori azzurri pronti per andare a vestire la maglia della nazionale.
