Nelle tradizioni popolari lodigiane il periodo pasquale occupa, senza dubbio, un posto di preminenza, sia sotto l’aspetto religioso, sia sotto quello profano. Nelle case contadine si usava fare le classiche “grandi pulizie”, che, in verità, sopravvivono ancora oggi, quasi come un rito che segna la fine dell’inverno e l’inizio di un nuovo ciclo annuale. Per l’occasione i ragazzi, staccate le catene dai camini, nere e piene di fuliggine, le andavano a ripulire nella terra e nella sabbia delle strade, trascinandole di corsa legate ad una corda: usanza che si ritrova anche in zone limitrofe al lodigiano, ed in particolare nel cremonese. In cambio di questi servizi, i ragazzi ricevevano una modesta mancia, o, più spesso, alcune uova cotte e colorate con sistemi “naturali”, infatti, nell’acqua di cottura si mettevano erbe, oppure fondi di caffè, o carta colorata. In questo periodo nelle case di campagna si mettevano presso il camino sette fascine di legno, ad indicare il cammino da percorrere dalla domenica delle Palme, popolarmente detta dell’ulivo, fino al giorno della Resurrezione. I rami dell’ulivo benedetto venivano appesi alle pareti delle abitazioni come protezioni contro le disavventure familiari; in particolare venivano esposti, insieme ad una croce, durante i furiosi temporali estivi per proteggere case e raccolti. Al giovedì santo si legavano le campane e si andava pregando, quasi in pellegrinaggio, ai vari Madunin di campagna; alla sera si vegliava in preghiera. Di più antica istituzione (che si richiama in particolare all’ultima cena ), la cerimonia che si svolge nella stessa giornata di giovedì, quando il parroco lava i piedi (come fece Gesù con gli apostoli ) a dodici bambini scelti tra quelli che nel corso dell’anno dovranno celebrare la prima comunione o la cresima. Nel pomeriggio del venerdì santo i ragazzi, nei tempi andati, percorrevano le vie delle borgate, annunciando l’ora delle funzioni con uno speciale strumento, la ” berloca” che sostituiva le mute campane. Alla sera c’era la tradizionale Via Crucis in chiesa seguita dalla processione, usanza che in quasi tutti i paesi viene ancora rispettata. Il sabato santo, quando veniva benedetta l’acqua, tutti portavano bottigliette o altri recipienti per averne un po’ da portare a casa, senza dimenticare di bagnarsi gli occhi, purificandoli.

