Da febbraio entrerà in vigore una nuova organizzazione dei turni e dei territori coperti dal servizio di guardia medica. Non si prospettano miglioramenti né per i pazienti né per i camici bianchi. I medici della Continuità Assistenziale dell’AUSL Toscana Centro hanno manifestato forte preoccupazione e hanno raccolto 405 firme perché sia chiara la loro posizione rispetto agli interventi previsti dall’Azienda. Chiedono una rimodulazione del servizio che tenga conto delle condizioni di lavoro, della sicurezza degli operatori e della qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
COSA È IL SERVIZIO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE
Quando di notte o nei giorni festivi e prefestivi un cittadino presenta dei problemi medici per i quali non può aspettare la consulenza del proprio medico curante, può rivolgersi al servizio di guardia medica, totalmente gratuito, che garantisce assistenza medica telefonica diretta, visita ambulatoriale, rilascio di certificati di malattia e visita domiciliare in casi di stretta necessità.
COME E QUANDO
Previo contatto telefonico al numero 116117, il cittadino si può recare presso l’ambulatorio preposto. Il servizio è attivo nei giorni feriali dalle ore 20.00 alle ore 08.00 del giorno successivo, nel fine settimana dalle ore 8.00 del sabato fino alle ore 8.00 del lunedì e nelle festività infrasettimanali dalle ore 8.00 del giorno prefestivo fino alle ore 8.00 del primo giorno feriale.
I MEDICI
Il servizio è svolto prevalentemente da giovani medici, specializzandi, corsisti di Medicina Generale, medici di Medicina Generale a ruolo unico, che spesso si trovano costretti per necessità economica o per obbligo contrattuale, ad accumulare molte ore di lavoro senza che l’organizzazione complessiva garantisca sempre un adeguato recupero.
CONDIZIONI LAVORATIVE ATTUALI
Fatta eccezione per alcune aree geografiche più estese, dove è prevista la presenza di due medici (con una maggiorazione del compenso del 40% nel caso in cui il turno “in tandem” resti scoperto), nella maggior parte dei casi il territorio è coperto da un unico medico che da solo deve assumersi responsabilità cliniche, organizzative, medico-legali e assicurative. Spesso le sedi degli ambulatori si trovano in aree isolate, tanto da mettere a repentaglio la sicurezza fisica del medico — consideriamo l’elevato numero di donne medico che, soprattutto di notte, possono trovarsi esposte a situazioni potenzialmente critiche. Il carico di lavoro è destabilizzante perché comprensibilmente imprevedibile: possono esserci anche numerosissimi accessi e, nel caso il medico debba recarsi a fare una visita domiciliare, tempi di attesa prolungati.
COSA CAMBIA DA FEBBRAIO
Dal prossimo febbraio sarà attuato un nuovo piano organizzativo che avrà pesanti ricadute sulla sicurezza dei medici, sulla qualità dell’assistenza e, conseguentemente, sulla salute dei pazienti. L’Azienda, avendo rilevato che durante le ore notturne (da mezzanotte alla mattina) il numero degli accessi decresce sensibilmente, ha deciso di ridurre la presenza medica, optando per dei tagli addirittura anche durante il servizio diurno.
COSA SUCCEDERÀ
Sedi e postazioni verranno accorpate e sarà ridotto il numero di medici contemporaneamente in servizio: in diverse realtà si passa da due medici notturni a uno e, pertanto, un unico professionista sarà reperibile per territori più ampi e bacini di utenza maggiori. In alcune sedi sono stati fatti tagli anche in orario diurno e in altre l’accorpamento riguarda solo il turno da mezzanotte alle 8.00 di mattina, mentre resta la sola copertura serale (dalle 20.00 alle 24.00). Solo per fare un esempio, in orario diurno, in Valdinievole il numero di medici di Continuità Assistenziale scenderebbe a 4 unità per più di 100 mila abitanti. Nelle giornate come quelle invernali, caratterizzate da picchi di accessi, un solo medico potrebbe arrivare a gestire 60-70 pazienti.
CONSEGUENZE INDESIDERATE
Si riducono i tempi di ascolto, di visita e aumenta il carico mentale del medico. Tutto ciò incide sulla qualità del servizio prestato con la conseguente insoddisfazione dei pazienti, il rischio di aggressioni fisiche e verbali, già realtà documentata. Cresce la difficoltà di poter effettuare visite domiciliari non differibili, come anche la possibilità che alcuni cittadini decidano di ricorrere impropriamente ai servizi del Pronto Soccorso.
L’apertura di un confronto sulle modifiche organizzative annunciate è caldamente auspicato.
