prima parte
Il sostituto procuratore passeggiava nervosamente nel suo ufficio, attorno alla scrivania, imprecando mentalmente contro la sua “Maledetta sfortuna”. Quando ormai gli mancavano solo tre anni per andare in pensione, gli era successo di trovarsi tra le mani la classica “patata bollente”. E pensare che quegli ultimi anni si era ripromesso di passarli tranquillamente e serenamente e così aveva accettato di buon grado il trasferimento in quel di Massa, piccola laboriosa città toscana dal passato storico. Effettivamente i primi mesi del suo operato erano passati senza grosse complicazioni. Massa era come gli era stata descritta dal suo predecessore: una tranquilla città di provincia, dove succedeva poco o niente, qualche furtarello, roba da drogati o nomadi, ma niente di più. La gente sembrava tutta intenta a lavorare, tutti avevano fretta. C’era un ritmo straordinariamente frenetico per le sue abitudini ma si era, lentamente, adattato a questa nuova realtà. E proprio ora che cominciava a raccogliere consensi per il suo operato erano successi quei fatti terribili. Trattenne a stento l’ennesima bestemmia. Era nell’occhio del ciclone, altro che tranquillità.
Il telefono squillava in continuazione, da mattina a sera, e la voce dell’appuntato, da lui precedentemente imbeccato a proposito, giungeva fino al suo ufficio ripetendo meccanicamente “No, il dottore non c’è…No, non ci sono novità…l’istruttoria prosegue”. Quei maledetti giornali locali si erano buttati sulla notizia come squali tigre attirati dall’odore del sangue della preda e non mollavano tanto facilmente la presa. Avevano sete di novità, di notizie e lui cosa gli avrebbe potuto dire: che erano ad un punto morto? Che non sapevano che pesci pigliare? L’avrebbero sicuramente tacciato di incompetenza e di immobilismo. No! Meglio farsi negare. Ma miseriaccia nera, proprio a lui, questo dannato casino doveva capitare. Calma! Si raccomandò tra sé il sostituto procuratore. Calma. Ricostruiamo ancora una volta i fatti nell’ordine cronologico fin qui conosciuto. E così pensando prese il grosso dossier che aveva al centro della scrivania, su cui in rosso compariva la scritta “Omicidio F.-B.”. In effetti proprio di un omicidio si trattava ma questo era soltanto l’inizio della storia.
La vittima C. F.-B., era la classica ragazza bene. Sedicenne, di ottima famiglia, padre industriale, madre di origine nobile. Educata nei migliori collegi svizzeri, si presentava come una graziosa ragazza: magra, alta, capelli corti biondi, sguardo vivace, con un chè di malizioso, sportiva, allegra, viva. Perchè una ragazza così, di cui si poteva dire che aveva tutto nella vita, fosse stata trovata strangolata a Villa Cuturi di Marina di Massa, non era ancora stato scoperto. “Puttana miseria – si lasciò sfuggire il sostituto procuratore – Cosa le sarà saltato in mente di fare l’artista underground? Non l’ha fatto certamente per soldi… quelli la famiglia non glieli aveva mai fatti mancare”. Forse, rifletteva tra il sostituto procuratore, accendendosi l’ennesima sigaretta mattutina, la causa era da ricercare in questa continua, quasi smaniosa voglia di proibito, di superare presto barriere e tabù, che hanno i giovani d’oggi e che li spingono immancabilmente verso un futuro fatto di droga, di piccole o grandi disobbedienze, comunque non certo roseo.
Con un gesto di insofferenza riprese il malloppo di carte, verbali di interrogatori, foto e ritagli di giornali e proseguì nel suo esame-riassunto. Il luogo dove era stata trovata la vittima, su anonima segnalazione telefonica, già aveva fatto presagire al sostituto procuratore di avere tra le mani un grosso problema. La ragazza stava, infatti, allestendo la sua prima mostra fotografica ed il tema era decisamente provocante già dal titolo “MasSex. L’eros in riva al mare”. Decine di scatti in bianco e nero dove nulla mancava all’immaginazione, preceduti da una “riflessione”, una premessa alla mostra ad opera di un famoso critico d’arte, in cui si esaltava ‘il ruolo dirompente dell’immagine reale, forsanche cruda, naturale, in voluto contrasto con il paese situato tra le Apuane ed il Tirreno, in una sorta di conca da reminiscenze edeniane’. Lo stesso critico, si faceva forte delle sue conoscenze artistiche per evidenziare ‘il duplice originale parallelismo in cui si sviluppa il contesto espositivo fotografico: da un lato l’immagine classica femminile, il nudo artistico nel suo “fermo immagine”. L’esaltazione della bellezza e purezza del corpo femminile che era stato rappresentato ed immortalato nei secoli dai grandi pittori e scultori nazionali. Dall’altro lato il “movimento”, Il nudo come eros, il rapporto sessuale in tutte le sue forme e varianti ben evidenziato dal sanscrito Kama Sutra’. Proprio la visione di queste foto artistiche, avvenuta con una sorta di imbarazzo generale da parte del sostituto procuratore e dei suoi stretti collaboratori, avevano determinato la prima grossa sorpresa dell’inchiesta. Nel book della mostra erano infatti rappresentate, accanto a foto che riproducevano antichi capolavori scultorei attualizzti con fanciulle moderne nelle scarne vesti di dee greche, scene erotiche varie con dovizie di particolari e primi piani di organi genitali che, anni prima, avrebbero provocato svenimenti o, comunque, fatto avvampare di pudica vergogna le attuali protagoniste delle istantanee. Immagini che vedevano come protagoniste giovanissime, ed imberbi fanciulle, tra cui la stessa artista, e maturi e facoltosi personaggi della Massa bene tra i quali, il sostituto procuratore, non ebbe difficoltà a riconoscere proprietari di avviati esercizi commerciali del centro storico, professionisti di fama ed addirittura alcuni rappresentanti della giunta municipale. La notizia di questo ritrovamento, che doveva rimanere rigorosamente segreto, era invece in qualche modo trapelata per la gioia dei giornali che avevano avviato una specie di “Toto-fotografati”, alternando i nomi dei personaggi più in vista della città e della provincia con relative foto e dichiarazioni di presunti amici che “ben li conoscevano”, come amanti del gentil sesso, specie se incarnato da una fanciulla giovane e carina. La notizia del delitto ed il suo contesto si erano diffusi rapidamente a macchia d’olio in tutta Italia, quasi uscendo in modo dirompente da quelle sponde marine che avevano visto tanti momenti di storia e tanti personaggi vivervi o transitarvi. Giornalisti di tutte le testate nazionali, operatori televisivi, inviati dei più noti programmi televisivi che si occupano sia di storie intricate, gialli irrisolvibili, nonché di gossip, invasero Massa. Le immagini della cittadina stretta tra mare e montagna riempirono, letteralmente, gli schermi televisivi di tutta Italia. In alcuni casi il terribile omicidio, ma senza dubbio anche la circostanza pruriginosa in cui l’evento si era inserito, fu oggetto di servizi e di cronache anche in diversi paesi europei.
continua…
Questa è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi ed eventi sono frutto dell’immaginazione dell’autore o usati in modo fittizio. Qualsiasi somiglianza con fatti, persone o luoghi reali, esistenti o esistite, è del tutto casuale.
