foto di Pietro Marchini
in copertina: Fabbriche di Careggine – Chiesa di San Teodoro
Salve, mi chiamo Fabbriche di Careggine, sono immerso nel fondo di un lago fin dalla fine degli anni Quaranta del Novecento. Il mio nome deriva dai fabbri ferrai di Bergamo e Brescia che lo fondarono nel corso del XIII secolo, proprio per lavorare il ferro nelle officine e opifici del territorio. Al centro del borgo feci costruire la chiesa dedicata a san Teodoro con annesso campanile. Per molti secoli ho dato ospitalità a famiglie con i loro allevamenti. Abbiamo vissuto modestamente, ma sempre alla luce del sole, tanto che il duca di Modena Francesco III d’Este pensò di costruire una strada che collegasse i suoi domini con lo stato di Massa. Eravamo alla metà del XVIII secolo quando nacque la via Vandelli che, scendendo dalla valle di Arnetola si immetteva in quella del fiume Edron e, transitando per il mio borgo, si innalzava fino al passo Tambura per poi discendere a Resceto e a Massa. Poi improvvisamente, un po’ come avviene nelle leggende, qualcuno pesò bene di sbarrare con una diga il corso del fiume per alimentare, con le sue acque, centrali elettriche. Nacque così, come per incanto, quello che oggi chiamiamo Lago di Vagli. I 130 abitanti furono costretti ad abbandonare le loro case e a lasciarmi nella più triste delle solitudini. Ma prima di andarsene posero delle condizioni al sindaco di Careggine che vennero scritte in una lettera dai capi famiglia e spedita al prefetto di Lucca il 18 settembre 1946:
“I sottoscritti abitanti di Fabbriche di Careggine, frazione del comune omonimo, costretti ad abbandonare le loro abituali abitazioni, perché destinate ad essere allagate dalle acque del lago che la ditta Val d’Arno sta preparando per sviluppare l’energia elettrica, desiderano e domandano che dalla ditta stessa vengano loro costruite nuove abitazioni nei pressi del paese che dovrà scomparire, luogo detto Vergaia. Domandano pure che nel detto luogo venga ricostruita la loro chiesa, il campanile e la canonica; come pure il cimitero, dove possano trasferire i resti mortali dei loro cari defunti dal vecchio cimitero, prima che venga sommerso”.

Solo in parte le loro richieste vennero esaudite: alcuni abitanti si stabilirono nelle case di Vergaia mentre altri si adattarono nei vicini paesi. I miei resti sommersi sono diventati un’attrazione turistica soprattutto quando, secondo i piani dell’Enel, l’invaso viene completamente svuotato per opere di manutenzione.Dall’inizio della costruzione della diga gli svuotamenti del bacino sono stati ufficialmente quattro: 1958-1974-1983 e 1994. Un altro svuotamento straordinario avvenne ancora nel 1983 a causa della caduta di un elicottero precipitato nel lago. La periodicità con cui il lago veniva svuotato purtroppo in questi decenni è venuta a mancare. L’evento del 1994 richiamò l’attenzione dei mass media di tutto il mondo e sollecitò la curiosità di circa un milione di persone. Soltanto in queste occasioni ho potuto riemergere per guardare le stelle.Vi aspetto in occasione del prossimo prosciugamento.
Con affetto Fabbriche di Careggine.
