Quando le visualizzazioni e i like ancora non si sapeva cosa fossero, un uomo divenne l’idolo di intere generazioni, grazie ad una serie di scherzi telefonici davvero geniali, che dovette subire, ma che gli resero una notorietà tale da essere poi invitato in varie trasmissioni televisive dell’epoca, come I fatti vostri e il Maurizio Costanzo show, senza contare poi le varie ospitate in locali e discoteche varie. Ma andiamo con ordine: il protagonista della nostra storia si chiamava Mario Magnotta ed era il bidello, oggi si direbbe collaboratore scolastico, dell’Istituto Tecnico Commerciale Luigi Rendina dell’Aquila. Sposatosi verso la metà degli anni ’70, si separò dalla moglie nel 1984, ed ebbe la malaugurata idea di confidare a due ex allievi dell’istituto scolastico dove lavorava, di aver nutrito il desiderio di avere indietro una lavatrice San Giorgio acquistata presso un negoziato locale nel 1981. Magnotta non sapeva che i due ragazzi, Antonello de Dominicis e Maurizio Videtta, lo avevano già bersagliato con una serie di scherzi telefonici e quell’informazione la usarono per architettare qualcosa di diabolico e divertente allo stesso tempo. In una serie di telefonate, di cui le ultime quattro sono facilmente reperibili in rete, si alternarono alla cornetta, impersonando vari personaggi e facendo credere alla loro vittima che all’acquisto della lavatrice, costata la bellezza di 480 mila lire pagate in contanti, avesse inavvertitamente firmato un contratto che prevedeva ogni tot di anni, l’acquisto di ulteriori elettrodomestici, sempre a firma San Giorgio, pena una vendetta commerciale da parte della ditta. Al telefono si alternarono così una serie di personaggi astrusi come il finto capo del personale Barzetti, l’impiegato Marzandelli della ditta Cinque-Imperia, il titolare della ditta Bontempi dove era stata acquistata la lavatrice, i quali ogni volta spingevano il povero Magnotta ad accettare clausole sconclusionate che prevedevano anche l’acquisto di un’altra lavatrice, un frigorifero, un asciugacapelli ed una radio che doveva accendersi e spegnersi ogni volta che il frigo si apriva e chiudeva. La quarta telefonata, che rappresenta l’apice della disperazione del Magnotta e che conclude questa storia degna del miglior teatro dell’assurdo, vede il nostro protagonista, impossibilitato a sopportare oltre le pressioni di tutti questi personaggi, erompere in una serie impressionante di minacce, improperi e bestemmie che culminarono con un “Io vengo lì e vi metto una bomba, se non la finite, veramente io mi iscrivo ai terroristi”. Quest’ultima frase lo fece entrare definitivamente nell’Olimpo dei personaggi mitici di quegli anni ’80, che tanti di noi oggi ricordano ancora con affetto e nostalgia. Magnotta fu oggetto di altri scherzi telefonici ad opera sempre della stessa coppia e che ebbero un gran successo anche se non come quello della lavatrice.

Lascia stupiti la bravura dei due ragazzi che, non solo riuscirono a impersonare tutta una serie di attori, letteralmente improvvisando a seconda di come la loro vittima reagiva, ma non si fecero mai scappare nemmeno una piccola risata in quei lunghissimi e sconclusionati discorsi. Oggi una cosa del genere avrebbe avuto come cassa di risonanza il mondo social, che all’epoca non esisteva e la fama crebbe solo perchè le telefonate vennero registrate su audiocassette che vennero copiate e ricopiate man mano che la gente lo ascoltava, tanto che il povero Magnotta divenne presto famoso in tutta Italia e, come ho detto sopra, venne ospitato in show televisivi, serate in discoteca, eventi in giro per lo stivale. Agli inizi degli anni duemila il fenomeno venne a scemare, ma ormai il Magnotta era diventato famoso tanto da venire citato da diversi artisti italiani come Dario Vergassola o Antonello Venditti. Simone Cristicchi nella sua canzone “l’Italia di Piero” lo ricorda con le rime: “Piero non rinuncerebbe mai alla lotta e si iscrive ai terroristi come fa il Magnotta” mentre Il rapper Frankie Hi-nrg mc campiona un suo urlo preso dalla quarta telefonata della lavatrice, per comporre il pezzo “Disconnetti il potere”. Il nostro eroe involontario morì a 66 anni nel 2009, ma in molti lo ricordano ancora ogni 16 settembre, divenuto per tutti il Magnotta day, data in cui venne fatta l’ultima registrazione a tema lavatrice, tanto che nell’ultimo trascorso, con la presenza del sindaco della città è stato scoperto all’Aquila, proprio di fronte al polo scolastico di Colle Sapone un murales a lui dedicato che lo raffigura all’interno di una banconota da 480 mila lire, il prezzo della lavatrice, pagabili al portatore accompagnata dalla scritta “Dedicato a tutti i semplici cittadini”. Se non avete mai sentito quello scherzo cercatelo e ascoltatelo anche solo per provare come solo quaranta anni fa il mondo si prendeva un po’ meno sul serio ed era a disposto a ridere di se stesso e dei propri difetti. Con la mentalità distorta di oggi, se qualcuno dovesse pensare che Magnotta fu vittima di bullismo e non meritava lo schermo di una nazione intera, dico solo che gli autori un giorno si rivelarono e lui, molto semplicemente, invece di denunciarli gli rispose sorridendo “Grazie, mi avete fatto compagnia”.
