Mercoledi 12 febbraio alle ore 10, si terrà la cerimonia di scoprimento di una targa commemorativa, realizzata dalla ditta d MB di Ferdinando Bianchi. dedicata a due illustri cittadini massesi: Pietro Bontemps e Saverio Salvioni. Alla breve cerimonia presenzieranno il sindaco Francesco Persiani, Franco Frediani, promotore dell’iniziativa, e i proprietari della casa di via Piastronata, 8 sulla cui facciata verrà apposta la targa ricordo.
Bontemps Pietro, primogenito di Francesco e Caterina Lariucci, nacque a Massa il 9 ottobre del 1811, erede di una famiglia dalle origini francesi, che si era trasferita nella metà del ‘700. Nulla sappiamo della sua infanzia e giovinezza. A 36 anni, per l’epoca in tarda età, il 13 febbraio 1847 sposò Carolina Cioni e andò a vivere alla Piastronata, nella casa che era stata dei Salvioni dove era nato Saverio (1755-1833), disegnatore e artista abilissimo che fu quasi certamente suo maestro. Pietro Bontemps ebbe tre figli, Francesco, Paolo e Palmira e morì nella sua abitazione, il 16 aprile del 1885 all’età di 74 anni. Bontemps è considerato il maggior pittore locale: a Massa fu autore di numerose decorazioni di interni, sia privati (Case Guerra, Manetti, Menzione, Bourdillon), sia ecclesiastici, quali nella Chiesa della Misericordia. La sua notorietà è principalmente dovuta all’attività di pittore paesaggista: numerose sono infatti le vedute della città di Massa, ma anche le cave furono oggetto dei suoi dipinti.

Saverio Salvioni, era il sesto figlio di Giuseppe Antonio, dottore di legge, e della nobile Chiara Cattani. Nacque a Massa il 25 luglio del 1755 nella casa di proprietà lungo la Piastronata. Particolarmente dotato per il disegno, iniziò la sua formazione artistica presso la scuola del pittore Giovan Battista Tempesti a Pisa per poi perfezionarsi all’Accademia di San Luca di Roma sotto la guida di Domenico Corvi. Nel 1786, alla morte del padre, fu costretto ad interrompere gli studi e rientrare a Pisa, dove il genitore risiedeva, per curare l’amministrazione dei beni di famiglia. Successivamente tornò nella città in cui era nato, prendendo parte attiva alla vita cittadina e ricoprendo importanti incarichi. Sotto la dominazione francese venne nominato Console e nel 1802 gli venne affidato l’incarico di rilevare tutte le opere d’arte presenti nelle chiese. Nel 1805 venne eletto Membro dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 1807 Elisa Bonaparte lo nominò Ispettore ad honorem per i lavori di pittura nel restauro del Palazzo Ducale e sempre nello stesso anno venne investito della prestigiosa carica di Presidente della Comunità massese, una carica molto simile a quella dell’attuale sindaco. Nel 1816 divenne delegato al riassetto del Teatro Ducale e Direttore dei lavori. Stimato e onorato da tutti proseguì nel suo lavoro di disegnatore e incisore, occupazione quest’ultima che con l’uso dell’acquaforte gli causò una lenta inesorabile cecità. Saverio morì a Massa il 6 maggio 1833 all’età di 78 anni. Non si sposò e nelle disposizioni testamentarie, accolte, chiese di essere sepolto nella Chiesa dei Frati Cappuccini, dove tutt’oggi, una lapide lo ricorda. Massa gli ha intitolato una viuzza a fondo cieco, una traversa di via Bassa Tambura. Delle sue opere, quasi tutte andate disperse, restano 18 belle vedute delle cave di Carrara, conservate all’Archivio di Stato di Massa (altre due rubate in occasione di una mostra) e il ritratto dell’amico poeta Giovanni Fantoni, mentre il suo autoritratto, donato ad un amico pittore fiorentino, rientra purtroppo tra le opere perdute.
