foto di copertina: uno scatto di Palazzo Pisani all’inizio degli anni Settanta

Un’importante e apprezzatissima donazione è andata ad arricchire il già notevole bagaglio dell’archivio fotografico dello Studio Michelino. Si tratta della completa raccolta di immagini realizzate da Gino Paladini, figura poliedrica per attività e ingegno, che negli anni Trenta era titolare di uno degli otto studi fotografici presenti a Carrara, come testimonia la Guida di Carrara, redatta nel 1932, da Alfredo Bizzarri e Giorgio Giampaoli, commissionata dall’Ufficio Viaggi e Turismo della Banca Giampaoli &co, nota più comunemente come Guida Giampaoli.

La guida scatta una vera e propria fotografia dettagliata della città e del suo stato di salute economico, realizzando anche un censimento di tutte le attività commerciali presenti, dalle quali, scopriamo, appunto che, accanto ai notissimi fotografi Michele Casseri (Michelino), Bessi e Valenti, c’era anche lo studio di Gino Paladini, sito in Via Nicola al civico 14.

Purtroppo, degli scatti relativi all’attività del periodo di apertura dello studio Paladini, al momento ne sono rimaste poche, ma l’attività di fotografo del Paladini non si esaurì quando chiuse il negozio per dedicarsi ad altre professioni quali il giornalista, il produttore di sapone per le cave (il sapone serviva per rendere scivolosi i parati di legno su cui si facevano scendere i blocchi di marmo nella lizzatura), il rappresentante di oggetti in marmo, il titolare di un laboratorio di riparazione di calze da donna e poi anche il titolare di un’azienda di trasporto marmo. Paladini riscoprì l’amore per la fotografia negli anni ’70 e ’80: un amore puro, non finalizzato alla vendita delle immagini che gli permise di spaziare, con il suo obiettivo sui soggetti che più lo colpivano, dai luoghi della città, ai volti di personaggi noti o comuni che attiravano la sua attenzione. Il consistente bagaglio di scatti che, grazie alla donazione della nipote Franca Paladini, titolare di una nota e storica gioielleria del centro di Carrara, è entrata a far parte dell’Archivio Michelino è ricco di immagini intense e suggestive dalle quali traspare sia la competenza tecnica, sia l’occhio attento del fotografo. Le immagini sono spesso accompagnate da scritti poetici che testimoniano la sensibilità profonda che muoveva il Paladini, figura complessa, la cui storia piena di luci ed ombre merita davvero di essere raccontata. Lo Studio Michelino, che ringrazia pubblicamente Franca Paladini per il pregevole dono, si è impegnato a valorizzare gli scatti di Gino Paladini con una mostra che si terrà nel corso del 2025. Diari Toscani, la rivista online diretta da Vinicia Tesconi, curatrice dell’Archivio Michelino, comincerà a far conoscere la figura e le immagini di Gino Paladini con una rubrica a lui dedicata che, come prassi nella mission della testata, diventerà poi una pubblicazione.

Davidin foto scattata il 12 settembre 1973
Lo chiamano Davidin. ha l’aspetto caratteristico dell’uomo di campagna, ma nonè un contadino. Tuttavia è in costante ammirazione per tutto ciò che la terra produce. Ama particolarmente il buon frutto della vite e ogni giorno, come in un antico rito pagano, sacrifica se stesso a Bacco, con abbondanti libagioni. Parla, parla emai si capisce quello che egli voglia dire. piccolo, scuro di pelle, il volto solcato da ruche sottili, cerca la felicità in fondo al bicchiere. (Gino Paladini)
