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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

A Firenze Yan Pei-Ming, pittore di storia e di storie

DiSilvia Meacci

Lug 16, 2023

foto di Silvia Meacci

È dedicata all’artista franco-cinese Yan Pei-Ming la mostra che sarà visitabile a Palazzo Strozzi fino al 3 settembre 2023 . Si tratta della personale più grande mai realizzata in Italia su questo pittore, conosciuto per le sue tele immense, frutto di grandi pennellate dense, decise.

“Sono felice e grato di essere ospitato a Firenze, in uno spazio espositivo unico: dieci magnifiche sale all’interno di un capolavoro rinascimentale” ha affermato l’artista. 

A cura di Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, l’esposizione offre al visitatore oltre trenta opere in cui sono immortalati soggetti pubblici e storici, ma anche intimi e familiari. 

I quadri di Yan Pei-Ming si stagliano enormi, possenti e dialogano con i visitatori. Sono ritratti, di sé, di sua madre, del padre, paesaggi, nature morte e pittura di storia, vale a dire, dipinti che prendono spunto da foto giornalistiche, da reportage, dal cinema o da famose icone, culturali o artistiche del mondo orientale e occidentale. I visitatori saranno sorpresi da tele come “Exécution, après Goya“, che lui rivisita, o “Ostia, due novembre 1975” e “Aldo Moro (9 May 1978, Roma)” che rimettono in scena il ritrovamento del corpo di Pasolini e quello di Moro, immagini che tutti vorremmo rimuovere perché “la storia è una tragedia, crudelissima, che travolge l’umanità”.

Sorprendentemente, infatti,  Yan Pei-Ming ha dedicato dei quadri alla vicenda di Aldo Moro, a Pasolini e anche a Mussolini, giustiziato nel 1945 e appeso a testa all’ingiù assieme a Claretta Petacci. “All’epoca di Goya non c’erano immagini. L’artista aveva solo fonti scritte a disposizione su grandi eventi del tempo”, ha detto Yan Pei-Ming, “il pittore trasformava le notizie scritte in dipinti, solo grazie alla sua immaginazione. Nella nostra epoca le immagini sono dovunque, ad esempio, quelle di Aldo Moro, di Pasolini, sono apparse sui giornali. E ogni giorno ce ne sono di nuove. La pittura è come un ferma-immagine, trasforma la foto in dipinto”.

Yan Pei-Ming è nato a Shangai nel 1960 in una famiglia di operai, è cresciuto durante la Rivoluzione culturale ed è emigrato in Francia dove si è iscritto all’École des Beaux-Arts di Digione e poi all’Institut des Hautes études en Arts plastiques a Parigi. La sua idea dell’Italia è stata fin da sempre molto legata a Michelangelo e a Leonardo da Vinci, avendone sentito parlare già quando era piccolo. A Monna Lisa ha dedicato un polittico  che rappresenta il suo funerale, “seppellirla è come seppellire la morte stessa”, afferma l’artista che  al dipinto della Gioconda ha unito immagini private del padre in ospedale e le proprie esequie, immaginandosi così, dopo morto. “I capelli bianchi che partecipano al funerale dei capelli neri”, come cita un proverbio cinese.

Lungo il percorso troviamo icone, miti e personaggi storici e politici. Ci sono Putin, Zelens’kyj,  Mao Tse-tung in dipinti che, visti da vicino non sono leggibili e si perdono in tocchi di colori, generosi, densi. Così come gli accadimenti della storia assumono più significato con il passare del tempo, anche i quadri sono messi a fuoco ed apprezzabili visti ad una certa distanza. Magnifici e significativi.

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi come parte del progetto Palazzo Strozzi Future Art sviluppato con la Fondazione Hillary Merkus Recordati. 

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Tutti i giorni 10.00-20.00

Giovedì fino alle 23.00