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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

“Mi rattrista che abbiamo imparato a convivere con una situazione del tutto fuori dal normale…”

DiDiari Toscani

Mag 3, 2022

Anonimo istituto alberghiero G. minuto di Carrara

I due anni di pandemia per me sono stati particolari. Durante la prima quarantena mi sono resa conto di molte cose, ho imparato a conoscermi meglio e mi sono liberata di tutte quelle persone superficiali che, nonostante i molti anni di conoscenza, non rispecchiavano il mio essere. Mi ero dovuta adeguare a loro e ai loro modi per far parte di un gruppo e questo, oggi, mi fa ridere perché trovo assurdo cambiare la propria personalità per essere accettata e inclusa in un gruppo. Sono contenta di essere maturata e sono grata al periodo di isolamento per avermi fatto rendere conto, chi davvero merita le mie energie e attenzioni. Il lockdown pur essendo stato un periodo, oggettivamente, stressante è stato un momento di crescita personale, un modo per imparare ad apprezzare le piccole cose e tutti i momenti in famiglia. Usciti da quei lunghi mesi è iniziata l’estate, nella quale c’è stata una parvenza di normalità. A settembre, però, mi sono trovata davanti a una nuova esperienza: le superiori. Mi sono come affacciata al mondo degli adulti e, entrando in convitto mi sono dovuta allontanare da casa e da tutte quelle che erano le mie abitudini e amicizie, Nonostante tutto, non è stato poi così difficile, grazie alle molte persone fantastiche che ho conosciuto. Questa esperienza mi ha resa molto più matura e indipendente. Anche se ho parlato di cose belle, questi non sono stati anni molto facili, per me, tra la scarso lavoro di mio babbo dovuto al periodo della pandemia e l’ansia per il mestiere di mia mamma, che è infermiera, e, quindi obbligata a essere costantemente a stretto contatto con il virus. Ci siamo ritrovati faccia a faccia con periodi molto pesanti, nei quali c’era sicuramente la paura di perdere parenti, soprattutto i nonni, per colpa del virus. Guardando, però in una prospettiva più ampia, penso che questi continui isolamenti e la situazione con la quale conviviamo da due anni a questa parte, possa essere considerata da più punti di vista: da una parte, per molti l’isolamento è stato un momento nel quale capire da chi volessero veramente essere circondati e il tipo di persona che sarebbero voluti diventare; dall’altro lato, questo periodo ha aumentato i sentimenti negativi e amplificato le emozioni di molte persone. Leggevo continuamente che il numero di persone depresse si alzava sempre di più e con questo molti hanno avuto bisogno di aiuto e sostegno. Per quanto mi riguarda ci sono stati aspetti positivi e negativi, ma la cosa che mi rattrista molto è che abbiamo imparato a convivere con una situazione del tutto fuori dal normale.