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L’inverno delle bombe: Massa tra il dicembre 1944 e il gennaio 1945

DiAngela Maria Fruzzetti

Gen 11, 2022

L’inverno ’44-’45 fu, per la città di Massa, la stagione più tragica dei durissimi cinque anni della seconda guerra mondiale. Un inverno di rigori climatici nel quale, insieme a pioggia e neve, caddero anche molte bombe. Massa rimase presa nella trappola delle linee di combattimento: di fronte c’erano gli alleati, che sparavano cannonate e bombe su una città allo stremo, intorno c’erano i tedeschi con le loro atroci rappresaglie e dietro, sulle montagne, c’erano i partigiani, attaccati alla roccia. L’offensiva alleata della 92ª Divisione Buffalo sulla Linea Gotica nel tentativo di sfondare il fronte tedesco ebbe pesanti effetti collaterali sulla città di Massa. Gli aerei volavano sul cielo della città lanciando bombe contro il nemico tedesco che, tuttavia, seminavano morte e distruzione, soprattutto tra i civili.

La rubrica Per non dimenticare vuole ricordare le vittime di quei due mesi che videro Massa bersaglio di pesanti bombardamenti aerei. 17 le persone che furono uccise dalle bombe, nel solo mese di gennaio, e altre otto perirono sotto i cannoneggiamenti. Di queste vittime, 16 erano donne. La città era devastata, ovunque era miseria, morte e rovine. Il primo gennaio 1945 sotto il bombardamento alla Rinchiostra morì Maria Lazzini. Il 2 gennaio, le bombe piovvero sulla frazione di Ortola, uccidendo Aldo Giusti, Angela Giusti, Elisa Santucci, Maria Queruti, Francesca Guadagnucci, Marianna Aldovardi, Giuseppe Berti, Angelo Giusti. Il 3 gennaio su Massa perse la vita Sofia Francesconi; l’8 gennaio Maria Stagnari. Il 13 gennaio, in zona industriale, morirono sotto le bombe don Luigi Frizzotti, e Marte Farusi. Il 17, a Massa, persero la vita Guglielma Baldoni; il 21 Massimiliano Mottemi, il 28 Maria Barotti, il 29 Mauro Bellè.

Nella zona di Frangola, durante il cannoneggiamento del primo gennaio morirono Angela Baresi, Ersilia Vitali, Giuseppe Rossi; il 6 gennaio Maria De Angeli. Il 12 gennaio in via Prado morì Silvia Grossi; il 13 gennaio a Castagnara Ernesta Tamagni; il 18 gennaio a Massa centro, cadde Giuseppe Panesi; il 29 Silvia Della Pina.

La tragedia era iniziata già da dicembre: il 29 c’era stato il tragico bombardamento a Borgo del Ponte, Capaccola, Cappuccini, uno dei più disastrosi che contò la morte di ben 28 vittime civili. Anche in questo caso furono molte le donne a perire sotto le bombe, tra cui una bambina di due mesi, Maria Baracchi. Con lei morirono Pietrina Badiali, Francesco Barotti, Cesare Alberti, Maria Batacchi di 29 anni, Elvira Benassi, Virginia Aldovardi, Luisa Bertelloni, Antenore Caribotti, Romolo Corazzini, Domenico Fornesi, Aldo Marchini, Luisa Marchini, Nello Marchini, Marianna Guerra, Ester Nanni, Giuseppe Orrico, Silvia Pesetti, Noemi Antonia Rossi, Ines Ruggi, Bruno Pesetti, Franca Simeone, Annunziata Tazzini, Elide Vitaloni, Ernesto Vita, Carlo Zannoni, Mario Zamberoni, Raffaese Prospero Zamberoni.

Anche Marina di Massa venne colpita dalle bombe nello stesso giorno e vide la morte di Annunziata Mosti, Giovanna Rebecchi, Gino Giorgeri di 32 anni e Gino Giorgeri di 56. Il fuoco aereo tacque per due giorni, per poi riprendere con insistenza il primo gennaio 1945, ma quello fu l’anno che segnò, nel mese di aprile, la vittoria della resistenza, della lotta di liberazione e la fine della guerra nazifascista.

Molti altri furono i caduti civili di quegli ultimi mesi di guerra, ma non facile recuperare nomi e fatti, per ci siamo limitati ai soli mesi di dicembre 1944 e gennaio 1945.

Fonti: “Le medaglie della resistenza apuana” di Emilio Bellè.
Foto: palazzo intendenza di Massa dal libro “Le medaglie della resistenza apuana” di Emilio Bellè.