Da Banjul alla scena internazionale: con “Roots to Runway – Luxury Born in Gambia”, la quarta edizione di GIFW punta su identità, giovani talenti, sostenibilità e una nuova visione della moda gambiana. La strada verso la quarta edizione della Gambia International Fashion Week comincia da un volto: quello di Matty Jobe, scelta ufficialmente come Face of Gambia International Fashion Week 2026. La sua nomina è stata annunciata il 3 settembre a Fajara, nel corso di una cerimonia ospitata negli uffici del National Centre for Arts and Culture (NCAC) e alla presenza di rappresentanti della moda, della cultura, dell’industria creativa e della stampa gambiana. Un passaggio simbolico ha segnato l’inizio di questo nuovo capitolo: Matty Jobe ha ricevuto la corona da Grace N. Gomez, precedente rappresentante della manifestazione. Un gesto che ha idealmente unito due generazioni di ambassador di un progetto nato insieme alla prima edizione di GIFW nel 2023. Ma essere la Face of GIFW significa qualcosa che va oltre l’immagine. Matty Jobe avrà infatti il compito di rappresentare la creatività, la cultura e l’identità del Gambia, accompagnando la manifestazione nel suo percorso verso un pubblico sempre più internazionale. Il suo volto diventa così quello di una generazione che cerca nella moda non soltanto uno spazio di espressione, ma anche una possibilità concreta di crescita professionale.

Roots to Runway: dal Gambia al mondo
La quarta edizione della Gambia International Fashion Week si terrà dal 10 al 17 novembre 2026, mentre i principali fashion show sono previsti il 14 e 15 novembre al Sir Dawda Kairaba Jawara International Conference Centre di Bijilo.
A raccontarne la direzione è già il tema scelto per quest’anno: “Roots to Runway – Luxury Born in Gambia”. Dalle radici alla passerella. Una dichiarazione d’intenti che mette al centro l’idea di una moda capace di partire dall’identità gambiana per costruire un linguaggio contemporaneo e internazionale. Artigianato, materiali, cultura, memoria e storie delle comunità diventano così elementi attraverso cui raccontare una diversa idea di lusso: un lusso che non nasce necessariamente nelle grandi capitali della moda, ma può trovare origine anche nelle competenze, nei territori e nella creatività locale. Ed è proprio qui che il progetto GIFW assume una dimensione più ampia rispetto alla passerella.

La moda come industria e opportunità
Fondata nel 2023 dal designer gambiano Ismaila Jallow, la Gambia International Fashion Week nasce con l’obiettivo di creare una piattaforma per designer, modelli, creativi, artigiani e giovani professionisti. Alla base c’è una convinzione precisa: la moda può essere cultura ed espressione artistica, ma può diventare anche formazione, occupazione, sviluppo economico e internazionalizzazione.
Il messaggio che GIFW vuole portare fuori dai confini del Paese parte quindi dai suoi giovani. Il talento esiste già; ciò che occorre costruire sono occasioni per trasformarlo in una professione, creando opportunità sul territorio e, contemporaneamente, collegamenti con l’industria creativa internazionale.
Una prospettiva che trova un riflesso anche nella storia professionale dello stesso Jallow. Designer gambiano con un percorso sviluppato anche a Milano, Jallow ha costruito GIFW con l’ambizione di creare un ponte tra il Gambia e il sistema internazionale della moda. Una visione che porta avanti anche attraverso il proprio brand YOULTY, mettendo in dialogo identità africana e linguaggi contemporanei.
Made in Gambia e sostenibilità
Uno dei punti centrali dell’edizione 2026 sarà proprio il rapporto tra sostenibilità e Made in Gambia. GIFW intende incoraggiare i giovani designer a sperimentare con materiali locali e riciclati, mostrando come anche ciò che normalmente viene considerato uno scarto possa essere trasformato attraverso il design.
Non si tratta soltanto di una scelta estetica. L’obiettivo è creare una filiera creativa sempre più connessa, mettendo in relazione artigiani, produttori, designer e mercato e valorizzando maggiormente le risorse disponibili nel Paese.
In questa direzione si inserisce anche un progetto dedicato alla formazione dei giovani talenti, che comprenderà una competizione legata alla moda sostenibile e nuove possibilità di formazione e scambio internazionale.
L’idea è che la passerella non rappresenti il punto di arrivo.
Per i giovani che partecipano, dovrebbe essere piuttosto l’inizio di un percorso attraverso cui acquisire competenze, creare relazioni professionali e avvicinarsi concretamente all’industria.
Matty Jobe, il volto di una nuova generazione
È in questo scenario che la scelta di Matty Jobe acquista il suo significato più interessante. La Face of GIFW 2026 non sarà soltanto chiamata a rappresentare esteticamente la manifestazione, ma a diventare ambasciatrice del messaggio che la Fashion Week vuole portare nel mondo: le proprie radici possono essere il punto di partenza, non il confine delle proprie possibilità. Con Matty Jobe inizia dunque ufficialmente il countdown verso novembre. E mentre GIFW guarda a nuove connessioni con designer, fotografi, fashion editor, buyer, media, istituzioni e professionisti tra Africa ed Europa, il Gambia prova a raccontare attraverso la moda qualcosa di più grande delle collezioni che arriveranno in passerella.
Racconta un Paese che vuole trasformare il proprio patrimonio culturale e creativo in opportunità. Un’industria che cerca nuovi spazi. E una generazione che vuole essere parte della conversazione internazionale senza rinunciare alla propria identità. Perché è proprio questo il significato di “Roots to Runway – Luxury Born in Gambia”: partire dalle proprie radici e portarle con sé, fino alla passerella.
