A fine agosto la città mi riaccoglie dopo la pausa delle vacanze. Passeggio in via de’ Bardi e in Borgo San Jacopo, dove gli edifici, denominati Residenze sull’Arno, raccontano bene la ricostruzione fiorentina del dopoguerra. Furono progettati da Francesco Tiezzi e realizzati tra il 1954 e il 1963. Le vie attorno al Ponte Vecchio, distrutte dalle mine dei tedeschi in ritirata, furono infatti oggetto di una serie di vigorosi rifacimenti. Il Ponte Santa Trinita fu inaugurato nel 1958, dopo essere stato riedificato con le sue originali statue, ripescate in Arno. Unica assente la testa della Primavera: per trovarla furono persino diffusi dei volantini con una taglia di 3.000 dollari, ma invano. La parte mancante fu recuperata nel fiume da un operaio solo nel 1961. Il Ponte alle Grazie venne ridisegnato in stile moderno e completato nel 1957 dal gruppo formato da Michelucci, Detti, Gizdulich, Santi e Melucci.
Prestando attenzione, le tracce degli anni Cinquanta affiorano dense. In via Por Santa Maria, una delle strade più antiche del centro storico, ridisegnata in un equilibrio tra vecchio e nuovo, osservo le vetrine con le prime proposte di abbigliamento per la stagione autunnale 2026. Noto spalle definite e punti vita sottolineati da gonne a ruota, rivisitate, ma comunque a corolla. La cosiddetta silhouette “New Look” fu lanciata nel 1947 da Christian Dior. La sua creazione, che voleva restituire alle donne la femminilità e il lusso, fu subito amata ma anche considerata davvero eccessiva per la grande metratura di stoffa necessaria. Che eleganza, tuttavia! Ormai immersa nel tempo che fu, rifletto che c’è ancora tempo, fino al 18 ottobre, per visitare la mostra fotografica a Villa Bardini, “Firenze ’50 ’60 ’70”. Vi sono esposte bellissime immagini degli Archivi Locchi grazie alle quali è possibile respirare l’aria della ricostruzione e dell’atmosfera propositiva. Firenze si impose come centro dell’artigianato e della moda – la prima grande sfilata si tenne a Villa Torrigiani nel 1951. Vi partecipò anche Ferdinando Sarmi, stilista che lavorò soprattutto tra gli anni Cinquanta e Sessanta e al quale è dedicata la mostra “Il genio di Sarmi. New York – Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue”. Visitabile a Palazzo Pitti fino al 31 dicembre, presenta abiti e accessori d’epoca.

So che proprio negli anni Cinquanta, anche sull’onda del concerto di Chet Baker nel 1956, sorsero i primi gruppi informali di appassionati di jazz. Benché allora la diffusione della musica non fosse semplice, alcuni ragazzi si riunivano puntualmente per ascoltare dischi e scoprire le avanguardie del momento. A tal proposito, segnalo che dal 5 al 13 settembre, in vari luoghi della città si terrà la decima edizione del Firenze Jazz Festival.
Gli anni Cinquanta sono nell’aria e decido di andare a curiosare nei negozi di seconda mano come Celeste Vintage, Street Doing Vintage Couture e Officina Vintage. Un’altra golosa occasione per cercare capi d’abbigliamento rètro, sarà il mercatino vintage RARE Market (26 e 27 settembre) all’Ippodromo del Visarno. Verrà animato da show, lezioni, dimostrazioni di swing, danza degli anni Trenta e Quaranta. Per ballarlo, rifletto, si utilizzano sottane svasate e di taglio rotondo, ma fu negli anni Cinquanta che la gonna a ruota, ormai prodotta su larga scala, accompagnò i movimenti dei ballerini di rock and roll e di boogie-woogie. Perché la storia non si ferma mai.
