Due frasi, molto significative di due grandi artisti: “L’arte non è ciò che vedi ma ciò che fai vedere agli altri” di Edgar Degas e “Impara le regole come un professionista, affinché tu possa infrangerle come un artista” di Pablo Picasso sono state le forze ispiratrici degli studenti del liceo artistico Artemisia Gentileschi di Carrara nell’allestimento del Carnevale Artistico 2025. Come sempre, i ragazzi hanno onorato le due tematiche proposte dai loro insegnanti con performance accurate e piene di significati, nelle quali hanno coniugato al meglio le abilità apprese nel percorso scolastico con la sana voglia di allegria e divertimento che è doverosa alla loro età. Il Carnevale Artistico del liceo Gentileschi di Carrara si è assolutamente attestato come l’evento – l’unico, ahimè – che caratterizza il carnevale cittadino e che riesce a catalizzare l’attenzione di tutto il centro città, sebbene quest’anno ci sia stata la sgradita sorpresa della mancanza della banda comunale ad accompagnare la grande e bellissima sfilata delle classi delle scuole cittadine per le vie del centro. Una tradizione, consolidata da anni, che si è infranta, a quanto hanno riferito gli insegnanti del Gentileschi, per un ancora non raggiunto accordo sulla convenzione tra comune e banda comunale. Ma se la sfilata, priva di musica, è stata assolutamente sottotono, la gara di performance delle classi dell’artistico che si è svolta in piazza d’Armi non ha tradito alcuna aspettativa ed ha richiamato un pubblico vastissimo, che ha seguito con entusiasmo tutte le 15 esibizioni. Grandi scenografie, incredibili costumi, importanti coreografie e anche tanta voglia di trasmettere messaggi positivi, più o meno palesati, nei racconti o negli striscioni abbinati alle varie performance. La gara, divisa nelle sezioni biennio e triennio, ha visto la messa in scena e la rivisitazione di momenti iconici dell’arte: da Van Gogh che dipinge la Notte Stellata, a Degas che ritrae le ballerine di danza classica ne “La classe di danza” o il ballo in maschera de “L’intrigo”, ma anche Hans Christian Andersen, mentre compone alcune sue favole i cui personaggi prendono vita, o Don Chisciotte che attacca i mulini a vento fino a Hokusai con la sua grande onda, perfettamente realizzata e animata con antiche tecniche teatrali di movimento scenografico, fino, ancora, alla bellissima ricostruzione del mitico video di The Wall dei Pink Floyd. Tutte performance suggestive che hanno trasmesso la cura e l’impegno profuso dai ragazzi e l’ottimo lavoro fatto dai loro insegnanti. A vincere per il biennio è stata la classe II^B che ha realizzato un’imponente scenografia intorno alla statua de La menade danzante di Skopas nella quale la statua, simbolo della classicità, scende dal piedistallo per danzare ai ritmi della musica moderna. Al secondo posto nella stessa categoria la classe I^C , autrice della Notte stellata di Van Gogh, una performance di grande coreografia accompagnata dall’interpretazione canora dal vivo di grande bravura. Al terzo posto del biennio si è classificata la II^C con la ricostruzione molto fedele della Classe di danza di Degas. A vincere la gara nella sezione del triennio sono state le classi IV^BC abbinate che hanno messo in scena La fattoria degli animali in una ricostruzione accuratissima, sia dal punto di vista della narrazione, sia dal punto di vista di scenografie e spettacolari costumi, che ha confermato – se mai ce ne fosse bisogno – l’eterna attualità del meraviglioso testo di George Orwell. Sul secondo gradino del podio è salita la classe V^A. Al terzo posto la classe V^ A autrice dell’incredibile scenografia dedicata a Hokusai con l’onda in movimento e al terzo posto si sono classificate le classi V^C/D, che hanno realizzato un’imponente coreografia interpretata dagli oggetti futuristici ritratti da Fortunato Depero.








La manifestazione è stata aperta dalla sfilata di alcune classi della scuola media Carducci che hanno realizzato dei costumi di gruppo molto significativi, come quello della banana di Cattelan attaccata con lo scotch grigio sul frontalino bianco indossato da ogni ragazzo. Ad assistere alla manifestazione anche i bambini delle scuole elementari Saffi e Marconi di Carrara accompagnati dai loro insegnanti. La chiusura, come sempre, è stata affidata all’incredibile staff del corpo docente del Gentileschi che si è esibito sulle note di celebri successi degli anni ottanta da I will survive a Ymca a Dancing Queen, riuscendo a coinvolgere anche il pubblico presente.







