Sessant’anni fa il fiume Arno straripò, provocando la morte di trentasei persone a Firenze e provincia, oltre a ingenti danni alle abitazioni e al patrimonio artistico della città. Innumerevoli le celebrazioni per l’anniversario. All’alba il flash mob della Croce Rossa, alle 9:00 la celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Gualtiero Bassetti, alla presenza della sindaca Sara Funaro. A fine mattinata, a conclusione dei festeggiamenti per la festa delle Forze Armate, le Frecce Tricolori hanno sorvolato il cielo della città, offrendo uno spettacolo d’eccezione anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel pomeriggio presenzia la cerimonia istituzionale nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio.

Nei giorni e nei mesi successivi al 4 novembre del 1966 il capoluogo fiorentino fu la destinazione di migliaia di persone, soprattutto giovani forti e volenterosi, sopraggiunti dall’Italia e dall’estero. Furono chiamati con riconoscenza “angeli del fango”. Braccia unite in una catena umana per liberare i libri antichi e le opere d’arte dalla melma. “Firenze per il mondo, il mondo per Firenze”, è infatti il titolo davvero significativo della mostra allestita nella Sala d’Arme: i visitatori troveranno materiali come lettere, telegrammi, foto e documenti pure inediti a testimonianza del dialogo continuo tra Firenze e il mondo, cittadini e istituzioni.

Segnaliamo anche l’esposizione che verrà inaugurata in Palazzo Medici Riccardi il giorno 5 novembre: “Per le vie di Firenze dopo l’alluvione del ’66”. Innumerevoli gli spettacoli, i convegni e le iniziative a carattere divulgativo e didattico, perché, se la memoria è importante, altrettanto fondamentale è il valore della prevenzione. È indispensabile ricordare, ma al contempo affidarsi al progresso tecnologico per prevenire e scongiurare che le calamità si ripetano. Grazie alla sinergia delle istituzioni, si vuole sottolineare la responsabilità civica verso la prevenzione del rischio idrogeologico e la protezione del territorio.

Alla base organizzativa del programma commemorativo c’è infatti un protocollo d’intesa congiunto tra la Regione Toscana, il Comune, la Città Metropolitana di Firenze e l’Università. Per la prevenzione dei danni e il recupero dei beni è determinante la ricerca e lo studio. L’emergenza dette per esempio vita a una forte collaborazione tra scienza e restauro. Ricordiamo, tra molti altri, il chimico Enzo Ferroni che nel 1967 fu insignito della medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte su proposta del Ministero della Pubblica Istruzione per aver generosamente collaborato al recupero dei beni artistici e culturali di Firenze in occasione dell’alluvione.

