di Alessandro Fiorentino e Mattia Cardellini – foto di Jeremy Vaughan
seconda e ultima parte
Chi sono davvero i Templari del ventunesimo secolo? Lungi dall’essere semplici rievocatori storici o figure avvolte nel mito cavalleresco medioevale, i membri dell’ordine attuale si definiscono testimoni laici della fede cristiana. In questa intervista, Lorenzo Chiappini — Commendatore per la provincia di Massa Carrara (sezione ex Val di Magra) — insieme al luogotenente Maurizio Battistini, spiega il senso, le attività e lo spirito della cavalleria templare contemporanea.
Come avete scoperto i Templari?
La pietra dello scandalo sono io, perché io sono stato il mezzo per portare il Tempio in Lunigiana. Ero in un momento della vita in cui cercavo l’aggregazione poi, un giorno, arriva un signore di Milano, frequenta la mia enoteca, si parla di vino finché non gli chiedo una forma per sostenere il restauro della Pieve di San Martino di Viano attraverso il F.A.I., e lui mi dice che in realtà avrebbe potuto raccoglierne altre perché faceva parte dei Templari cattolici d’Italia. Ci raccontiamo la nostra vita e poi mi invita a capirne di più. Io prendo tempo, ne parlo col mio sacerdote e gli chiedo consiglio. Mi chiede di organizzargli un incontro al termine del quale mi confida che secondo lui è cosa buona e così mi unisco a loro e li mi si è aperto un mondo che non conoscevo fatto di regole e volontà
Un incontro casuale che però è stato determinante. In fondo hai risposto ad una chiamata arrivata per caso.
Il nostro Maestro, io lo chiamo così perché mi ha sempre dato molto di più di ciò che un normale “comandante” può dare, mi ha insegnato e mi ha corretto. Spesso quando bussavamo alla porta, vedendo i Templari, non venivamo accolti delle volte succede anche che si scrive di noi senza sapere in verità chi siamo! Chi si rende conto della nostra essenza e vede cosa siamo capisce che non vi è nessuna ragione per potere ostacoli, come ad esempio Monsignor Rino Fisichella che ci ha voluti custodi dei pellegrini all’ultimo giubileo. Il nostro custodire il corpo di Cristo, sta nel gesto stesso di affiancare il sacerdote all’eucarestia per preservarlo da eventuali profanazioni.
In ambito nazionale avete comunque visibilità, mi sembra di avervi visto in qualche manifestazione religiosa di rilievo
Noi a livello nazionale ed internazionale, organizziamo le camminate silenziose nelle più importanti città non solo d’Italia. Immaginate cinquecento cavalieri e dame che passano al centro di Roma o al centro di Torino, in silenzio, vestiti bianco. Avete idea di quante persone ci hanno dato contro, hanno bestemmiato nei nostri confronti ma anche quanti si sono messi a pregare con noi.
Che ruolo hanno le donne nei templari?
Nei templari moderni, quindi parliamo dopo la seconda guerra mondiale, c’era il problema di conservare e tramandare la tradizione in quanto tutti i Cavalieri Templari furono chiamati alle armi . L’idea fu quella di coinvolgere le donne per tramandare ai figli la cavalleria templare. Le dame vennero accolte nel 1937 diventando custodi di un futuro incerto, di fatto sopravvissero solo tre cavalieri.
La dama ha un’uniforme di colore diverso
La dama ha il mantello nero. E guardando bene il nostro stemma i colori sono il bianco, il nero e la croce rossa. Il nero rappresenta la parte terrena, la parte materiale. Il bianco quella spirituale che raggiungi passando dalla condizione materiale attraverso la croce rossa, il sacrificio. Le dame sono coloro che procreano, per cui hanno il mantello nero perché danno la vita proprio come la terra, la madre terra.

Come si diventa cavalieri?
In parte ti ho già risposto prima comunque per iniziare bisogna essere battezzati, poi abbiamo detto del noviziato che consiste nel seguire ciò che fanno dame e cavalieri
Chi decide quando finisce il noviziato?
Quando si dimostra di essere pronto nel proprio percorso di crescita che viene supervisionato da un superiore. Il novizio non ha nessun obbligo. Viene convocato alle adunanze ed alle missioni cui siamo chiamati alle quali è libero di venire o no. I superiori osservano il comportamento e la partecipazione e decidono se è pronto.
Cosa c’è dopo il noviziato?
Dopo c’è un primo giuramento da Armiger, al quale si arriva dopo un digiuno a base di pane e acqua e astinenza per tre giorni, naturalmente lontano dalla carne (in tutti i sensi, N.d.R.). Allo scadere c’è un’adunanza, un ritiro preceduto dalla Santa Messa. Al termine di questa c’è una veglia d’armi, così come facevano gli antichi cavalieri, In questo periodo si rimane con se stessi
Penso che lecitamente uno si chieda anche cosa stia facendo li in quel momento
Ovviamente si ma se le basi sono state edificate solidamente e uno ha capito bene cosa gli è stato insegnato prima, arriva con una certa consapevolezza, con uno spirito di avventura che gli faccia capire che il passo lo sta facendo per se stesso. La veglia d’armi è la discesa agli inferi di noi stessi, è un momento di introspezione che a seconda dei gradi aumenta sempre di più.
Dopo questo passaggio che succede?
Dopo aver passato la prova, la veglia d’armi, vieni mandato a dormire. Al mattino, all’alba, si rientra e lì avviene il giuramento. Si giura a nostro Signore di onorarlo, difenderlo e di darne testimonianza, alla presenza del nostro Maestro, dei fratelli e delle sorelle. Lì è forte la commozione nell’aver scelto di servire Cristo
Dopo l’armiger?
Viene il grado di “miles grazie”, come me che sono cavaliere di grazia, poi viene il grado dell’ “eques cavaliere di giustizia” pari grado del maestro. Le dame invece sono novizia, dama di grazia e dama di giustizia. La dama a non ha bisogno del passaggio intermedio perché ha una consapevolezza diversa dall’uomo, dal cavaliere.
Come combattete il male?
Attraverso la buona battaglia di San Paolo: preghiere. Ci raduniamo e combattiamo con la preghiera, il Padre Nostro, l’Ave Marie e il Gloria, l’azione del male
Quindi bisogna avere paura del diavolo?
Si perchè è furbo e ci fa apparire come qualcosa che non siamo, ho timore perchè sono un uomo e spesso pensiamo di essere invincibile è proprio lì che il male si insinua ed è per questo che servono mezzi. Il tempio mi ha dato modo di rafforzarmi e di capire. Noi per combatterlo durante le nostre veglie di preghiera, come detto, lo facciamo attraverso il Padre Nostro e l’ave Maria, recitate con intenzioni, ovvero ognuno di noi prega per qualcuno o per una certa situazione, benedicendo. Le notti di combattimento sono sempre precedute dalla Santa Messa.
