Ner mese de dicembre un condannato americano sarà fucilato: un plotone d’esecuzione je leverà la vita. Senza sta a sindacà su la pena de morte, che in un paese civile nun dovrebbe esiste, la cosa particolare è che sta esecuzione sarà trasmessa in streaming e in diretta. Migliaia, forse milioni de persone potranno vedè un omo, che sicuramente ha sbajato, mentre lo ammazzano, mentre se mettono ar posto de quello che loro chiamano Dio e poi nun lo rispettano. L’amaro in bocca che me da sta notizia è la certezza che saranno tanti a volè guardà, come no spettacolo, come er cinema, tanto ormai realtà e finzione so divise da un confine sottile. Me fa paura che se semo abituati a guardà le bombe che cascano su la gente, a li bambini uccisi, quelli rimasti orfani che vivono pe strada, senza na casa, senza un affetto. Ce semo abituati a la povertà, a la fame, a li disperati che scappano alla ricerca de un posto migliore ner mondo. Ce faranno abituà pure a vede na persona ammazzata in diretta, in nome de l’ascolti, sto grande fratello che ce osserva e se nun je piacemo ce ammazza in diretta mondiale.
Er morto in HD
