Il fenomeno detto “polarizzazione” si ha quando le opinioni delle persone coinvolte in un dibattito si dividono in due posizioni estreme e opposte, senza vie di mezzo. “La polarizzazione è una costante del mondo online, perché, da un lato ognuno si rinchiude nel proprio pensiero ed è figlio dei suoi cari pregiudizi, dall’altro perché fa audience ed è premiata da un modello di business basato sulla pubblicità”. (Walter Quattrociocchi, Polarizzazioni, 2023)
Tra i tanti dibattiti polarizzati che hanno luogo sul web, uno molto popolare riguarda la lettura, attività che si sta digitalizzando sempre più, attraverso gli e-book e gli audiolibri; e proprio gli audiolibri sono i protagonisti di questo dibattito. Gli audiolibri sono nati in America negli anni Trenta del Novecento, come mezzo di studio e intrattenimento per persone non vedenti o ipovedenti (i primi audiolibri venivano registrati su vinili). Nel corso degli anni, grazie al progresso tecnologico (specialmente all’avvento degli smartphone), l’industria editoriale ha trasformato gli audiolibri in strumenti commerciali alla portata di tutti
( https://www.letterazero.it/audiolibri-nascita-sviluppo-e-fortuna-della-lettura-da-ascoltare/ ).
La loro diffusione ha aperto un aspro dibattito tra i lettori, che si sono divisi in due fazioni: alcuni sostengono che non vi sia differenza tra la lettura di un libro cartaceo e l’ascolto di un audiolibro, mentre altri affermano che si tratti di due attività totalmente diverse, rivendicando la superiorità culturale del mezzo cartaceo. Ma cosa dice la scienza a tal proposito? Il libro cartaceo e il libro parlato sono davvero così diversi? Oppure, sono i nostri pregiudizi a spingerci a sostenere che uno sia superiore all’altro? Secondo uno studio pubblicato su The Journal of Neuroscience, le informazioni semantiche evocate dall’ascolto e dalla lettura sono pressoché identiche: le due modalità di fruizione del testo stimolano le stesse aree emozionali e cognitive
Tuttavia, alcuni esperti mettono in guardia dal considerare lettura e ascolto come attività identiche. Daniel T. Willingham, professore di psicologia all’Università della Virginia, precisa che non è esatto equiparare del tutto lettura e ascolto, in quanto al testo scritto mancano il tono e il ritmo del discorso parlato. Tali elementi, nel testo scritto vanno interpretati, cosa che rende la lettura meno diretta rispetto all’ascolto.
Nel 2010, David Daniel, professore di psicologia alla James Madison University (Virginia) ha effettuato un test di comprensione sui suoi studenti. Ad alcuni di loro è stata fornito un testo scritto da leggere, mentre ad altri è stata fornita una registrazione audio dello stesso testo. Due giorni dopo è stato effettuato il test di comprensione, il cui risultato è stato il seguente: il 41 per cento del gruppo degli ascoltatori è stato bocciato, mentre solo il 19% dei lettori non ha superato il test.
( https://www.focus.it/scienza/scienze/libri-meglio-leggere-o-ascoltare )
In conclusione, lettura e ascolto sono entrambe attività valide per la fruizione di un testo, ma la loro efficacia varia a seconda dello scopo di chi legge. Se lo scopo è interpretare e studiare un testo, allora è preferibile leggere il libro cartaceo; se, invece, lo scopo è l’intrattenimento, l’audiolibro è una valida alternativa al cartaceo, purché lo si ascolti con concentrazione.
