Nella nostra epoca la disinformazione ha fatto passi da gigante: il web è pieno di deep fake e di notizie false, talmente plausibili da sembrare vere. Ma a volte non è necessario un contenuto modificato ad arte per convincere qualcuno a credere in qualcosa, perché, se si crede già fermamente in qualcosa, si tende a difendere le proprie convinzioni in ogni modo. Perché? Perché noi preferiamo pensare di essere dalla parte della ragione e di essere intelligenti, piuttosto che ammettere di esserci sbagliati.
Come spiega Lee McIntyre in Postverità, la psiche umana tende ad evitare il disagio mentale, attraverso un meccanismo che gli psicologi freudiani chiamano “difesa dell’io”. Quando ci imbattiamo in notizie che suggeriscono che qualcosa in cui crediamo è falso, si crea una tensione psicologica, perché è difficile ammettere di aver creduto in qualcosa di falso e continuare al tempo stesso a considerarsi intelligenti. Questa tensione viene sciolta da un meccanismo psicologico che prende il nome di pregiudizio cognitivo. Esistono diversi pregiudizi cognitivi, uno dei quali è il ragionamento motivato , ovvero “l’idea che ciò che speriamo sia vero possa colorare la nostra percezione di ciò che è vero” (Lee McIntyre, Postverità, 2019). Ciò significa che le nostre emozioni possono alterare la nostra percezione della realtà, tanto quanto possono farlo i deep fake. McIntyre spiega, inoltre, che dal ragionamento motivato deriva un altro pregiudizio cognitivo, ovvero il pregiudizio di conferma: quando siamo motivati a difendere una nostra credenza, cerchiamo conferme ovunque.
Questa continua ricerca di conferme può indurci a vedere cose che non ci sono, com’è successo nel gennaio del 2024, quando un video girato a Miami, in Florida, nella notte di capodanno ha fatto il giro del mondo. In quel video si vedeva una sagoma che a molti appariva come una creatura aliena alta tre metri, che camminava davanti al centro commerciale Bayside Marketplace, mentre sul posto accorrevano ben 60 volanti della polizia. In realtà, non c’era nessun alieno: come dichiarato dal Dipartimento di Polizia di Miami: le volanti si trovavano là per fermare 50 minorenni che avevano fatto irruzione nel centro commerciale, armati di bastoni e fuochi d’artificio. La sagoma misteriosa altri non era che un’ombra sull’asfalto che, a causa della prospettiva delle riprese, dell’angolazione della luce e della scarsa qualità del video, sembrava una gigantesca figura in movimento
( https://www.geopop.it/facciamo-chiarezza-sul-video-virale-degli-alieni-a-miami/ ).
Nessun deep fake, dunque: solo un video in scarsa risoluzione e tante persone desiderose di confermare le proprie convinzioni.
