Paghezzana ha un toponimo di origine prediale. Deriva infatti dal nome di un colono latino Pacatius (Pacazio), a cui dobbiamo aggiungere il suffisso -ana, dimostrando così che il territorio era anticamente un fondo agricolo o una proprietà appartenente a un personaggio di nome Pacatius. Fu infatti dominio del Romani fin dal I secolo A.C. e, successivamente, dei Malaspina fin dal 1355. La chiesa parrocchiale è dedicata a san Giovanni Evangelista, risale al 1594 edificata da Venturino Venturini. Questa comunità dedita da tempo all’agricoltura, aveva nella chiesa di san Giovanni il suo più antico luogo di culto. Oggi dell’antico edificio sconsacrato possiamo osservare soltanto le mura.
Il 20 agosto 1944, nel clima di terrore e distruzione che si andava respirando in quell’estate, furono uccisi a Paghezzana i due fratelli partigiani Ugo e Arrigo Buriassi, cooperatori del gruppo Orti. Se noi percorriamo la strada che da Caniparola conduce a Fosdinovo, prima di arrivare al borgo una deviazione sulla sinistra ci riporta a Sarzana, durante il tragitto possiamo ammirare le case sparse di Paghezzana e il suo nucleo storico situato ad una altezza di 225 metri s.l.m.
Un percorso consigliato per la sua eccezionale vista sulla marina e sulla collina di Montemarcello, ma anche per il silenzio e la serenità che si prova lontano dal caos delle città. Un mondo antico tutto da rivivere circondato da un’atmosfera di assoluta semplicità, e da persone che ti accolgono con grande umanità e calore. Un luogo sicuro per rigenerarsi dallo stress quotidiano.
In foto: Pagnezzana olio su tela di Carla Albertini
